NO al COMUNISMO

NO al FASCISMO

NO al FANATISMO

NO al TERRORISMO

NO al PACIFISMO

     

 

Flavio Berlanda

 

 

 

Benvenuti nel mio sito e...  buona lettura

 

 
       

Eroe non è chi toglie

la vita altrui ma chi

mette a repentaglio la

propria per consentire

ad altri di vivere. FB

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 LETTERE

Chi evade ruba agli altri?

gennaio 2012

Ho letto l’articolo del signor Giacalone dal titolo «L’evasore è un nemico» e, pur condividendo la maggior parte di quanto scrive, vi ho trovato una macroscopica contraddizione.

Parla della differenza tra giustizia e giustizialismo e fra morale e moralismo, ma quando scrive dovrebbe tenere conto anche della differenza tra teoria e realtà.

Ci racconta di aver viaggiato con gente che spende di più di quanto guadagna e di conoscerne altri che hanno automobili che non si possono permettere e poi scrive che i «soldi neri non si reinvestono, semmai sono portati via di nascosto». E le macchine e i viaggi e le ville e le barche fatte con i soldi in nero non sono soldi spesi nella società? E questi bene non sono realizzati da operai e da aziende che danno lavoro?

lavoronero

Se, come scrive, chi evade il fisco è un malfattore, allora significa che in Italia c’è un popolo di malfattori. Magari lui è tra quelli che paga le tasse al 100%, ma se così fosse è una eccezione, non la regola. Il signor Giacalone probabilmente sta dalla parte di quelli che hanno sempre ricevuto la busta paga a fine mese, e la cui incombenza, o meglio l’onere di reperirne i fondi, è sempre stata a carico di altri. Evidentemente non ha mai avuto la responsabilità di gestire un’impresa perché, se lo avesse fatto, forse avrebbe una diversa visione del problema.

In realtà tutto si basa su una situazione perversa che consente all’artigiano di lavorare in nero perché lo sconto al cliente che non riceve lo scontrino accontenta entrambi. E così, nell’interesse reciproco, l’affare è fatto. Basterebbe spezzare questa catena in un modo molto semplice. Se il cliente può detrarre l’importo dal suo imponibile, risparmia di pagarne le tasse. Allo stesso tempo l’artigiano è costretto a denunciare il lavoro e su questo paga le tasse. Tutto bene allora? Per niente! Questo perché il gettito non cambia e l’interesse primario dello stato non è fare giustizia ma, appunto, giustizialismo. Lo stato ha bisogno di soldi, a prescindere, per mantenere il suo carrozzone. In questo caso sì, è il caso di parlare di malaffare.

E la beffa consiste nell’ascoltare i falsi moralisti che ci fanno la morale.

Un suggerimento per il prossimo articolo. Ciò che, a mio avviso, impoverisce l’Italia non è il lavoro nero, che per molti è l’unico sistema di sopravvivenza, sono le aziende italiane che sono scappate e creano reddito all’estero, sono gli immigrati che non reinvestono in Italia, ma mandano i soldi all’estero alienando denaro circolante ed i conseguenti scambi commerciali. Ha una chiara idea di quanto denaro circolante è venuto a mancare a causa di questi due fattori? E non crede che questo sia una causa seria e non propagandistica che ci ha portato all’attuale situazione?

 I 10 COMANDAMENTI DELLO STATO
Tra le grandi riforme montiane è previsto anche un decalogo per il cittadino-discepolo

gennaio 2012

comandamenti 

comandamenti 

gennaio 2012

ladri attenti
 SOSTEGNO ALLE IMPRESE
Monti lancia il patto «SALTA ITALIA»

gennaio 2012

Il premier ha dichiarato che presto saranno disponibili i kit statali comprensivi di corda e sgabello per venire incontro alle esigenze del ceto medio.
Palazzo Chigi si prepara infatti ad intervenire su uno dei problemi maggiormente sentiti dalla gente comune: il caro-suicidi.
imprenditore

Per effetto della manovra, sempre più imprenditori falliti per la crisi e pensionati strangolati dall'inflazione incontrano difficoltà nel potersi permettere il gesto estremo. Darsi fuoco o avvelenarsi col gas di scarico dell'auto, per effetto delle accise sulla benzina, è ormai alla portata di pochi, cosi come lo sono metodi tradizionali quali l'overdose di farmaci, rincarata per via dell'aumento del ticket o il salto dal ponte di Ariccia, reso proibitivo dall'aggravio delle tariffe autostradali.

Arduo anche farla finita mettendo la testa nel forno: il ritocco all'insù delle bollette rende la pratica accessibile solo alle famiglie particolarmente benestanti. Ma al governo si corre ai ripari.

È già allo studio dei tecnici del ministero dell'Inferno un piano d'emergenza: il decreto "Salta Italia". Una volta approvato, consentirà ai cittadini meno abbienti di richiedere gratuitamente l'invio di un kit governativo comprensivo di corda, sapone e sgabello per togliersi comodamente la vita. Gli sherpa di Palazzo Chigi stanno anche approntando una campagna di comunicazione istituzionale (slogan provvisorio: "TIRATEVI SU") per assicurare la piena riuscita dell'iniziativa.

di Marco Gorra su Libero
 
 I TARTASSATI DA EQUITALIA
Equitalia, un nome che per molti si trasforma in un incubo

gennaio 2012

Il nome Equitalia non vuole significare qualche cosa di equo ma rappresenta piuttosto una specie di polizia fiscale simile a quella della ex Germania dell'Est.

Un sistema di gestire la riscossione dei tributi arretrati dovuti o presunti che ha gettato nel panico imprenditori, negozianti e lavoratori.

Un sistema che si limita a chiedere, in molti casi senza l'onere della prova e a distanza di anni, degli importi arretrati che i contribuenti non sono più in grado di contestare, ma devono limitarsi a "pagar tacendo", con interessi di mora spaventosi, per evitare i sequestri in casa dell'ufficiale giudiziario.

 

Questi alcuni casi limite.

equitalia

Il signor Giuseppe De Vecchi, un imprenditore di Milano, trent’anni di attività, per sei anni ha mandato lettere all’Inps per contestare dei contributi senza mai ottenere una risposta. Finché un giorno Equitalia, senza preavviso, gli ha ipotecato la casa.

La signora Maria Rita Mura, sassarese e titolare di una ditta, la Sarda Semafori Snc, ha rateizzato l’Iva e ha ritardato un pagamento di un giorno. Per un solo giorno di ritardo le hanno fatto pagare in più 9mila euro.

A Genova una famiglia con tre bambini si è vista mettere l’appartamento all’asta per un debito di 15mila euro.

A una signora di Roma per una multa di 50 euro, Equitalia ha disposto il fermo amministrativo dell’auto.

Al signor Nunzio, che fa l’autista da una trentina d’anni, è capitato di prendere un bel po’ di multe e l'importo è arrivato a 19.500 euro. Equitalia gli ha pignorato la casa, l’ha messa all’asta e l’ha venduta senza informarlo. Lui l’ha saputo dai nuovi proprietari.

Francesco, 46 anni, licenziato, bimba a carico, s’è visto ipotecare il mini-appartamento per non aver pagato il canone Rai.

A Mauro Bordis, 58 anni, artigiano e restauratore di Moncalieri, per 6mila euro hanno ipotecato casa e tolto i fidi. È morto d’infarto poco dopo.

Hanno mandato una preavviso di ganasce persino a una onlus torinese che si occupa di malati di cancro, per 3mila euro di debito per tasse rifiuti.

Capita anche che i funzionari incaricati delle riscossioni non si limitino ad applicare la legge, ma vadano oltre. Questo è un caso singolare che però fa capire quanto sia tutelato il cittadino contro i soprusi di chi agisce in nome dello stato. Un anziano malato di alzheimer, Giovanni Parretta, ex rappresentante in pensione si vide recapitare a casa - un signorile appartamento che si affaccia sul cuore di Nervi - cartelle esattoriali per sanzioni non pagate. Multe amministrative e un arretrato d'Irpef. In tutto poco più di 2mila euro. Il Parretta provvede al pagamento di tre cartelle su quattro, ne resta inevasa soltanto una da 63 euro. Nel 2005 la casa viene pignorata e messa all'asta. Casa che viene aggiudicata al responsabile della concessionaria dei tributi, insieme ai suoi tre funzionari per un importo ridicolo (100mila euro).

E per finire il caso mio, Flavio Berlanda. Due anni fa mi è stato richiesto il pagamento di un arretrato INPS relativo al mancato versamento di contributi dell'anno 1985 per una società che ha cessato l'attività nel 1989. Proprio così, DOPO 25 ANNI. Ovviamente non ero più in grado di dimostrare alcun pagamento perché la contabilità era ormai andata perduta. L'importo richiesto era di LIRE 3 MILIONI circa a cui si dovevano aggiungere spese ed interessi di 25 anni per un importo totale di circa EURO 10.000. Pagare oppure sequestro degli oggetti di casa. Io ed il mio ex socio, coobbligato in solido, abbiamo chiesto una rateazione, (concessa non per bontà ma perché nullatenenti) ed abbiamo pagato fino all'ultimo centesimo. Ancora però non so se ho subito un semplice furto o se sono stato vittima di una estorsione.

IMBECILLE
 LO SPREAD SALE? NON E' COLPA MIA
Così dice Monti. Ma allora la colpa di chi è?

gennaio 2012

Al premier Monti un giornalista ha chiesto come mai lo spread anziché scendere, grazie alle sue manovre finanziarie, continua a salire.

Il nostro, con la massima indifferenza, del genere "che me frega", ha risposto: «NON E’ COLPA MIA».

Ma allora di chi è la colpa dello spread a quota 530, della borsa che continua a precipitare, dei salari bloccati, dell’inflazione galoppante e dell’aumento delle tasse che ammazzerà le famiglie nel 2012?

Le possibilità sono due: o sono conseguenza delle sua «manovra» e quindi è proprio colpa sua, oppure tutto dipende da una situazione speculativa o recessiva mondiale a cui lui non può porre rimedio.

Ma allora Monti a che cosa serve?

Qualcuno afferma che è manovrato da Berlusconi, il quale lo avrebbe messo li per farsi togliere le castagne dal fuoco. Insomma un utile idiota o meglio soltanto un perfetto IMBECILLE

monti merda silvio acque
 GLI UOMINI DEI MIRACOLI
SILVIO CAMMINA SULLE ACQUE
MONTI CAMMINA SULLA MERDA
ridatecisilvio
 50 NUOVE TASSE
Il decreto "SALVAITALIA" è solo l'ennesimo prelievo di soldi dalle tasche degli italiani

gennaio 2012

Con l’anno nuovo prende il via il decreto Salva-Italia: sono in tutto 50 le imposte che colpiranno gli italiani. I contribuenti pagheranno al Fisco all’incirca uno stipendio all’anno. Ecco i nuovi capitoli di spesa nel bilancio familiare degli italiani.

CASA. Imposta municipale sugli immobili.
RENDITE. Aumento dei moltiplicatori catastali.
IRPEF. Le Regioni hanno la possibilità di aumentare l’addizionale Irpef.
IMMOBILI ALL'ESTERO. L’imposta è pari a quella dovuta sugli immobili posseduti in Italia.
Bollo sui conti. Scatta l’imposta di bollo per le comunicazioni relative a strumenti e prodotti finanziari.
Estratti conto. Sale a 100 euro se il cliente è persona giuridica.
Imposta sulle attività all’estero
. Si applicano le stesse aliquote delle attività finanziarie italiane.
Scudo fiscale. Imposta di bollo per le attività finanziarie “scudate”.
UNA TANTUM SULLO SCUDO. imposta straordinaria sulle attività finanziarie “scudate”.

Tassa sull’auto. Addizionale erariale alla tassa automobilistica regionale.
Tassa sulla barca. Prevista un’imposta per le unità da diporto che stazionano nei porti nazionali.
Tassa sugli aerei. Nuova imposta sugli aeromobili.
Accisa sulla benzina. Aumenta l’accisa sulla benzina con l’aggiunta del rincaro dell’Iva.
Accisa sul gasolio. L’imposta è già aumentata.
Accisa GPL. Aumenta l’accisa sul GPL.
Iva. Dal primo ottobre è previsto un incremento sull’aliquota.
Tassa sui rifiuti. Dal 2013 alla vecchia tassa sui rifiuti si applicherà una maggiorazione.
Pensioni. Gli assegni di importo superiore a 1400 euro non verranno adeguati all’aumento del costo della vita.
Contributi autonomi. Salgono le aliquote contributive per i lavoratori autonomi.
Tassa sul Tfr. Per i trattamenti di fine rapporto superiori al milione di euro.
Pensioni d’oro. Previsto un prelievo sugli assegni previdenziali.
tabacco. Aumento dell’accisa sul tabacco sfuso.
Canone Rai. Aumento dal 31 gennaio.
Pedaggi. Aumento dei pedaggi autostradali.
Bollette luce e gas. Rincaro delle tariffe.

ladro

IMBECILLE
 BUTTIGLIONE DI POLITICA ECONOMICA NON CAPISCE PROPRIO UN C....
Secondo lui i problemi economici dell'Italia dipendevano da Berlusconi

gennaio 2012

Prima delle dimissioni di Berlusconi il nostro piccolo filosofo, messosi i panni del grande economista internazionale, ha dichiarato che lo SPREAD era arrivato a quota 500 per colpa del governo e che con le dimissioni di Berlusconi sarebbe tornato nei limiti di 300 punti.

Oggi dovrebbe prendere atto che lo spread non solo non è calato, ma ha toccato una quota mai raggiunta prima intorno al 530 punti.

Buttiglione si era sempre distinto per l'inutilità del suo lavoro politico. Un personaggio di cui nella storia italiana non resterà nulla. Ma ora, con questa dichiarazione ha dimostrato di non essere soltanto una nullità, ma un perfetto IMBECILLE

 LETTERE

Meglio porci o ladri?

gennaio 2012

La ormai celebre cena di Capodanno di Monti a palazzo Chigi con la sua famiglia allargata aveva destato qualche dubbio sulla correttezza del nostro primo ministro. Per due volte ho sentito dichiarare da conduttori radiofonici che anche se avesse speso qualche soldo pubblico, non è nulla al confronto con il suo predecessore che portava le ragazze bunga-bunga con l’aereo di stato. Evidentemente per costoro è preferibile un ladro ad un porco. A me invece sembra di cadere dalla padella, nella brace.

 LETTERE

Gli evasori possono dormire sonni tranquilli

gennaio 2012

I controlli fiscali effettuati a Cortina a Capodanno, portano ad una tragica riflessione. Se in questi tempi dove tutto è informatizzato, dove le intercettazioni telefoniche impazzano, dove è possibile fare controlli incrociati tra produzione e consumi, dove possono essere monitorati pure i conti correnti, gli organi di controllo si riducono a mettere dei finanzieri dietro le casse dei punti vendita, significa che la macchina fiscale dello stato non è poi così efficiente, ma conta molto sulla casualità e sull’intimidazione. Per questo motivo direi che per il momento gli evasori possono dormire sonni tranquilli perché il nostro fisco somiglia molto a quello di cecobeppe.

agenziaentrate
 LETTERE

Il vero problema dell’Italia non sono gli evasori ma i parassiti

gennaio 2012

Nel discorso di fine anno il nostro presidente Napolitano ha dichiarato che il problema dell’Italia è costituito dall’evasione fiscale. Tesi ricalcata da Pansa ed entrambe definibili come conclusioni semplicistiche e superficiali.

Si dice che il pesce comincia a puzzare dalla testa e mai definizione potrebbe calzare meglio alla situazione italiana. L’evasione è un cattivo costume, per altro non esclusivo dell’Italia, che parte da lontano, da quando il signorotto locale si inventava nuove gabelle per soddisfare le sue esigenze più materiali e goderecce ed il popolo sottraeva i raccolti all’avidità del despota.

Ora noi viviamo in un paese democratico, ma questo costume in realtà non è mai scomparso perché i signorotti purtroppo esistono ancora ed il popolo continua a difendersi come può.

L’evasione non è prerogativa dei ricchi, come si vuole far pensare, ma è un male trasversale che riguarda tutte le classi sociali. L’evasione quindi non è una causa, ma un effetto.

La causa, e cioè il vero problema che determina la situazione italiana, è quello dell’appropriazione indebita legalizzata e degli enormi sprechi che si trasformano a loro volta in furti.

 

Azioni perpetrate da parassiti, mantenuti a caro prezzo, che oltre a soddisfare le proprie esigenze, si prestano anche, per convenienze personali o politiche, a sperperare denaro in opere pubbliche inutili o volutamente criminose. Irresponsabili che sprecano in cose frivole o inutili il denaro che una persona normale guadagna in tutta una vita di lavoro.

Ovviamente nella categoria dei «mangiapane a tradimento» non rientrano solamente i rappresentanti politici di livello nazionale, regionale, provinciale, comunale, ma anche le truppe operanti in enti, associazioni, fondazioni, comunità, corporazioni, sindacati, e quelle dei pensionati di lusso, degli invalidi attivi, dei mantenuti di tutte le categorie, insomma tutti quei cittadini italiani che magari pagano le tasse fino all’ultimo centesimo, ma che, a differenza degli evasori, non sottraggono denaro guadagnato, ma sperperano denaro pubblico che la comunità deve pagare in un crescendo sempre più vergognoso ed ora anche sempre più forzoso.

Stiamo per arrivare ad una lotta di sopravvivenza tra illegali evasori e ladri legalizzati. I primi rischiano in proprio, i secondi pontificano e continuano a spassarsela con il denaro sudato dagli altri. E proprio uno dei due pontificanti, citati all’inizio, rientra nella categoria degli sprechi da eliminare.

BUON ANNO a tutti, anche a chi .....
 
 LETTERE

Egr. Signor Gianpaolo Pansa

dicembre 2011

Ho avuto modo di apprezzare i suoi libri dai quali ho anche tratto alcuni spunti che hanno arricchito la mia conoscenza. Leggo anche «Il bestiario», la sua rubrica su «Libero», che mi trova normalmente d’accordo con lei.

Ma quanto ha scritto il 18 dicembre purtroppo ha fatto un po’ calare le sue quotazioni nella mia personale valutazione. A mio modesto avviso qui ha mostrato una leggera mancanza di perspicacia. Mi riferisco alla critica contro Berlusconi che avrebbe fatto l’ottimista durante la sua ultima parte di mandato dichiarando che l’Italia è un paese solido e prospero, che i consumi continuavano normalmente e che il lavoro mancava solo a chi non aveva voglia di lavorare. Magari questo non rispondeva totalmente alla realtà ma, per lo meno dove vivo io, le cose apparivano proprio così.

Lei dovrebbe ben sapere, tanto per spiegare il motivo del mio atteggiamento, che anche i titoli di borsa basano le proprie quotazioni non sulle realtà imprenditoriali, ma su voci, stati d’animo e presunzioni. Giusto quindi l’atteggiamento di Berlusconi. La controprova l’abbiamo proprio adesso che Monti spara pessimismo in tutte le sue forme e questo certamente aprirà un baratro dentro il quale tutti siamo destinati a cadere. Avremo un Natale all’insegna della recessione ed una primavera ancora peggiore.

Lei sa anche che Berlusconi avrebbe portato fino alla fine il programma stabilito con l’Europa, senza per questo portare la popolazione e le imprese al tracollo. Il problema è che quanto era giusto fare non glielo volevano permettere (magari passava per salvatore della Patria). Crede che sarà Monti a salvarci? E, mi dica, da che cosa ci dovrebbe salvare? L’economia è la stessa di sei mesi fa, eppure sembra che in questo breve lasso di tempo si sia abbattuta su noi tutti una immane tragedia. Come lei stesso conferma, il tutto è dovuto a speculazioni internazionali che nulla hanno a che vedere con la solidità delle nostre imprese.

Apprendendo il programma del fine economista bocconiano, devo proprio concordare con Bonanni. Anzi direi che questo lavoro poteva essere svolto anche dal ragionier Fantozzi (quello del film per intenderci). Sono del tutto convinto che una manovra finanziaria come questa potrà portare iniziali vantaggi alle casse dello stato per poi risolvere a breve in un calo del gettito fiscale dovuto alla riduzione degli scambi, alla chiusura di migliaia di imprese (con 800.000 licenziamenti per qualcuno) ed anche all’aumento dell’evasione fiscale (per istinto di sopravvivenza).

Magari mi sbaglio, ma provi lei a scrivere uno svolgimento più realistico del mio, sarei curioso di leggerlo.

E poi se proprio vogliamo fare le pulci a Monti, mi chiedo perché, come del resto voleva l’EU, non ha cominciato con la riduzione delle spese dello stato usando non la forbicina, ma la mannaia per poi eventualmente chiedere un sacrificio anche agli italiani? Lo farà dopo? Quando i buoi che trascinano l’economia saranno scappati? Mi chiedo che cosa insegna alla Bocconi. Chissà perché pensando al nostro primo ministro mi vengono in mente due battute: «Chi non sa fare insegna» e «Pensavo fosse un incapace, ma solo quando ha cominciato a fare ne ho avuto conferma».

Comunque le devo riconoscere che la seconda parte del suo articolo parla di cose serie. E capisco anche che per introdurre argomenti seri a volte si cominci dalle facezie. Questa sistema però risulta già ampiamente utilizzato da altri...

Le suggerisco, visto che predilige il pessimismo, di scrivere un bell’articolo sulle prime conseguenze della manovra. Perché non scrive degli incidenti che si sono verificati alla dogana svizzera dove una folla di capitali si sono scontrati nella fretta di attraversare il confine o del grande lavoro capitato ai commercialisti svizzeri che devono fare gli straordinari per aprire nuove sedi a tante aziende italiane? Perché non racconta delle casseforti ormai introvabili a causa dei piccoli risparmiatori che ne hanno fatto incetta e stanno ritirando i loro risparmi dalle banche? Perché non racconta dello stato di polizia che sta prendendo piede in Italia e che toglierà ogni libertà individuale?

Su questo argomento ho tanti casi da proporle. Uno su tutti: a mia figlia è arrivato un questionario della Guardia di Finanza che vuole sapere quanto ha speso per il matrimonio e, in dettaglio, per il vestito, per il pranzo, per le bomboniere, per il viaggio di nozze, minacciando che per falsa dichiarazione ci sarà una multa salata. Dimenticavo di dirle che mia figlia si è sposata due anni fa e che tutto le è stato regalato da amici e parenti. Non potendo esibire le ricevute fiscali, in base alla nuova normativa per false dichiarazioni al fisco, potrebbe rischiare la galera.

Forse non è al corrente di questa situazione?

Per cortesia, signor Pansa, non faccia l’ottimista.

 

NOTA: Un mio conoscente, guardia di finanza, mi ha confermato che al momento lui e i suoi colleghi sono impegnati a contattare tutte le coppie che si sono sposate nel 2010 per avere informazioni riguardanti il loro matrimonio. Vogliono conoscere quali vestiti hanno indossato, che cosa hanno mangiato, dove hanno fatto il viaggio di nozze, se hanno comperato casa, che mobili ci hanno messo, che macchina hanno usato, quali bomboniere, e tutti i relativi fornitori, per poter fare un controllo incrociato. Stiamo passando da uno stato di diritto ad uno stato di dovere.

ridatecisilvio
 BONANNI DERIDE IL PIANO ANTICRISI: "POTEVA FARLO MIO ZIO"
Finiti gli scioperi ad personam, ora dovranno fare quelli veri.

dicembre 2011

«La manovra del governo Monti sembra fatta da mio zio che non capisce nulla di economia», attacca il leader della Cisl. Ovvero: la manovra è fatta da gente che non capisce nulla di economia.

E meno male che erano i tecnici, gli esperti, gli specialisti. Invece no, dicono i sindacati, le misure economiche sono inique e tolgono a chi ha già poco mentre graziano gli industriali e i patrimoni più consistenti e soprattutto gli evasori. Ma i sindacati, promette Bonanni, «non daranno tregua» al governo.

Una cosa è certa: il clima da idilliaco è bruscamente mutato in tempestoso. Davanti alla prospettiva dei sacrifici si scatena la guerra: tutti contro tutti, al grido di: «i sacrifici li faccia qualcun altro».

Bonanni dopo Monti se la prende con Confindustria: ma come, accusa, si tolgono soldi agli operai e ai pensionati e si foraggiano le aziende? «Marcegaglia è l’unica che ha avuto i soldi da questa manovra e a darli siamo stati noi - osserva con amarezza Bonanni - Vogliamo una riforma fiscale che tagli le tasse ai lavoratori dipendenti e ai pensionati e alle imprese che investono e non alle aziende. Si devono tassare i grandi patrimoni. È lì che può trovare giustizia e soldi».

I sindacati non resteranno fermi a guardare. «Non ci rassegniamo, andiamo avanti e chiediamo di cambiare questa manovra iniqua che è contro lavoratori e pensionati», promette il leader Cisl scandalizzato di fronte al modo di procedere dell’esecutivo. «Non tollereremo che il governo non ricorra alla concertazione. Se pensano che sui licenziamenti fanno da soli stanno freschi», sbotta.

IMBECILLE
 VENDOLA HA CAPITO DOVE PRENDERE I SOLDI
"Sui benestanti non si becca niente". E così mette le mani nelle tasche dei poveri.

dicembre 2011

VENDOLA

Il primo commento di Nichi Vedola sulla manovra Monti è stato nettamente negativo, accusandolo di torchiare solo i redditi bassi, invece di colpire i ricchi. Si è dimenticato però che a giugno anche lui ha alzato l'addizionale Irpef regionale per tutti i pugliesi. Un aumento del 34% che colpisce soprattutto i redditi molto bassi, sotto i 15 mila euro lordi annui.


Alla domanda di un giornalista che gli chiedeva come mai predica bene e razzola male, tra i tanti abituali giri di parole e tesi strampalate ha detto: "Lo sa perché Lo sa perché l'ho messa? Perché sopra i 15 mila euro non si becca nulla! Perché l'Italia è un paese fondato sul lavoro dei poveracci!"

 

Per inciso, da quando è governatore della Puglia Vendola  ha aumentato le tasse del 37,92%.

Sembrava un paladino dell'equità sociale, un novello Robin Hood che toglie ai ricchi per dare ai poveri. Ed invece si rivela uno sfruttatore della povertà che invece che attenuarla, la aumenta. Proprio un perfetto IMBECILLE.

 La "banda marchi" torna a piede libero
La "condanna esemplare" a Wanna Marchi ed alla figlia si sta trasformando nella solita farsa giudiziaria.

dicembre 2011

Quando la Corte di appello condannò Wanna Marchi e la figlia Stefania Nobile per associazione a delinquere, truffa e bancarotta, qualcuno pensò: "Giustizia è fatta, per almeno dieci anni le signore avranno modo di meditare in galera sulle loro malefatte". Ed invece no. Sembra che prima dell'estate le due potrebbero tornare a piede libero. E così una seria condanna si trasforma nell'ennesima farsa.

Questi i fatti: la Cassazione mercoledì 14 dicembre, pallottoliere alla mano, ha rifatto il conteggio degli anni di condanna affibbiati alle signore ed ha accertato che i giudici della Corte d'Appello di Milano hanno ''commesso grossolani errori di diritto e di matematica sul calcolo delle loro pene''.

 

E così la Suprema Corte ha portato la condanna per la Marchi da 14 anni a 9 anni e 6 mesi e quella per la figlia da 12 anni e 10 mesi a 8 otto anni e un mese. Condanne definitive ricalcolate e frutto di tre procedimenti distinti a carico della due donne: L'avvocato Cataliotti ha spiegato che nel suo ricorso contro la decisione dei giudici di secondo grado, dell'aprile 2010, aveva segnalato ''5 errori di calcolo, tra cui uno clamoroso: secondo la Corte d'Appello, 3 anni e mezzo più 3 anni e mezzo dava per risultato 8 anni, invece che 7''.

Ora, se dai 14 anni di condanna togliamo 5 anni per errori di calcolo, tre anni di detenzione effettiva, tre anni di indulto, un anno di liberazione anticipata per buona condotta ed anche la detenzione preventiva, risulta che la condanna è già agli sgoccioli. Se poi consideriamo che la signora Marchi già da qualche mese lavora in un bar di Milano, con l'obbligo di rientrare in carcere solo a dormire, viene proprio da chiedersi se sia stata fatta giustizia.

NUOVA SCHEDA - Già terminata la luna di miele, si alzano i lamenti contro il governo Monti
ridatecisilvio
 

L'odio viscerale contro Berlusconi costringe ora i suoi nemici ad accettare "obtorto collo" le bastonate di Monti anche se vanno decisamente contro i loro principi. E sono così costretti a fare la parte dei cornuti contenti.

Ma non tutti ce la fanno e manifestano un po' di rimpianto.

 
 SECONDO FERRERO MONTI E' PEGGIO DI BERLUSCONI
Gli italiani mi rimpiangeranno, aveva detto Silvio, ma non pensava che l'avrebbe fatto un comunista DOC.

dicembre 2011

Nel profilo facebook  del segretario comunista Paolo Ferrero si possono leggere queste sue parole:

"Le due ore di sciopero proclamate da CISL e UIL non servono per bloccare questa manovra iniqua: occorre fermare l’intero Paese, con uno sciopero a oltranza per obbligare Monti a rovesciare la manovra, colpendo i ricchi con una patrimoniale invece di colpire lavoratori e pensionati. Le mezze misure non servono: occorre fermare subito questo governo di tecnocrati che vogliono scaricare sui lavoratori una crisi che non hanno creato, senza fare nulla contro l’economia finanziaria, i ricchi e gli speculatori, che sono all’origine della crisi. Lunedì 12 è tempo di partire con uno sciopero generale a oltranza.

 

Al congresso del partito che si è tenuto a Napoli ha dichiarato:

"Questa manovra è una stangata pazzesca, forse peggio di come l'avrebbe fatta Berlusconi"

e "La politica di Monti porta l'Italia al default".

Paolo Ferrero - segretario Rifondazione Comunista
 CON L'EURO CE L'HANNO MESSO NEL DIDIETRO
Eppure il messaggio era chiaro...

dicembre 2011

fronte Premetto che io ero favorevole all'introduzione dell'euro.
Non però nel modo dissennato che ci ha regalato il mortadelliano Prodi
(che pure se ne vanta).

Oggi, a distanza di oltre
dieci anni dalla sua
introduzione, l’unico
risultato evidente è
il dimezzamento dei salari.
Invece tutte le aspettative
sono andate deluse.

Eppure il messaggio era chiaro, per chi voleva vederlo.
retro
Se guardiamo il retro della moneta da 1 EURO si vedono due uomini. Quello dietro è l’Europa, quello davanti... siamo noi.
 Assolto dopo 20 anni l’ex ministro Conte
Ex ministro prosciolto anche in secondo grado dall’accusa di camorrista.

dicembre 2011

Dopo vent’anni di calvario l’ex ministro socialista alle Aree urbane dal ’91 al ’93, Carmelo Conte, è stato assolto, anche in secondo grado, con formula piena perché il fatto non sussiste, dall’accusa di aver avuto rapporti con la camorra. L’ex socialista si sfoga: "Un processo fatto sul sentito dire, bloccata la mia carriera"

«Si conclude un processo costruito in vitro, basato sul sentito dire» commenta Carmelo Conte che si concede un lungo sfogo, una volta appresa la notizia. «L’Italia è un Paese nel quale si può finire sotto processo per sentito dire e nel quale 20 anni dopo si viene assolti.». La vicenda risale all’inizio degli anni Novanta quando Conte fu accusato di avere rapporti con la camorra della Piana del Sele. Già in primo grado, le accuse non ressero alle verifiche incrociate. I giudici, a fronte di una richiesta di assoluzione per insufficienza di prove, assolsero con formula piena l’ex ministro. Poi la sentenza di secondo grado che ha confermato che «il fatto non sussiste».

«Mi hanno bloccato all’apice della mia carriera politica - dice - con me hanno compresso una intera generazione. Tutti quelli che credevano in me e mi sono rimasti accanto, si sono sentiti, per questi lunghi vent’anni, sotto processo. Ero considerato inattaccabile e anche io credevo di esserlo perché ho sempre combattuto contro la camorra». Nessuno, racconta Conte, «credeva che io potessi avere rapporti con la camorra». Anzi «è stato dimostrato che io ho portato avanti battaglie contro la criminalità organizzata.

 Nell’81, con Francesco De Martino, presentammo la proposta per istituire una commissione che si occupasse del fenomeno della camorra in Campania». «In questo processo io sono la parte lesa - precisa - sono stato prigioniero sulla base di un sentito dire, una notizia falsa. Voci anche contrastanti. Un teste, durante un’udienza, ha fatto dire al suo avvocato che le dichiarazioni che aveva reso su di me non erano vere». Non è questo l’unico episodio dai contorni poco chiari. «La moglie di un pentito ha testimoniato che il marito avrebbe ottenuto benefici se mi avesse accusato. La stessa persona ha poi detto di non conoscermi nemmeno». Ecco perché, piuttosto che parlare di «accuse», preferisce parlare di «sentito dire». «Non mi è mai stato attribuito nulla, si voleva soltanto colpire la mia attività politica». (da "il Giornale")

 SABOTATE CREMONINI
Il Responsabile Comunicazione e Ufficio stampa di Cremonini spa mi ha risposto.

novembre 2011

Giorni fa ho ricevuto una email, con un messaggio da far girare su internet, che invitava a sabotare la ditta Cremonini, il fornitore di carne di Mc Donald's (LEGGI). Io l'ho girata a Cremonini che così mi ha risposto:
Gruppo Cremonini Gent. Sig. Berlanda,
La ringrazio molto per la Sua richiesta.
        Le segnalo che si tratta di un testo che nelle ultime settimane, dopo essere stata già diffuso in passato, ha ripreso a circolare in Internet, anche sotto forma di spamming, invitando al boicottaggio dei prodotti del Gruppo Cremonini utilizzando espressioni apertamente diffamatorie ed altamente lesive della immagine dell’Azienda. Purtroppo questa "catena di sant'antonio" viene irresponsabilmente rilanciata da varie persone che utilizzano Internet con molta leggerezz
Il contenuto della e-mail trae pretesto da una puntata della trasmissione Report, andata in onda su Rai Tre nel 2005 i cui temi sono stati oggetto di indagini da parte delle Procure della Repubblica di Roma e di Rieti. Entrambi i procedimenti si sono conclusi con due rispettivi decreti di archiviazione che hanno evidenziato l’infondatezza delle notizie diffuse e, contestualmente, la correttezza della condotta del Gruppo.
      Poiché, nonostante ciò, l’attività di denigrazione è proseguita anche attraverso l’apertura di alcuni forum su Internet, il Gruppo Cremonini ha posto in essere varie azioni legali per tutelare l’immagine e la reputazione della società tra cui una denuncia/querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rieti per tutti i reati ravvisabili e compiuti a mezzo Internet. Per effetto di tale denuncia la Procura della Repubblica di Rieti ha ordinato, nel mese di settembre 2009, la chiusura di 30 siti e blog, italiani ed internazionali, che riportavano le false accuse di cui sopra.
      In considerazione dell’azione dannosa continuata negli anni, il Gruppo Cremonini ha deciso anche di procedere legalmente contro la RAI e gli autori della trasmissione Report, che è la principale fonte delle devianti notizie oggi in circolazione.
      Inoltre Cremonini ha aperto un blog dedicato ("blog.cremoninirisponde.it") per offrire un canale di comunicazione a chiunque voglia approfondimenti sulla vicenda.
      Con la certezza di aver contribuito a chiarire al questione, rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.

Luca Macario - Resp. Comunicazione e Ufficio stampa Cremonini spa
Via Modena 53 - 41014 Castelvetro di Modena (Mo)
 MONTI SI PORTA A CASA 25.000 EURO AL MESE...
... e il popolo (dei coglioni) accetta di buon grado di essere inchiappettato.

novembre 2011

sacrifici
ridatecisilvio
 CHI NON RICORDA IL PASSATO E' DESTINATO A RIPETERLO
Si comincia a capire perché chi ha votato Berlusconi non è un criminale.

novembre 2011

L'ha capito pure Massimo Fini che su "il Fatto Quotidiano" tende a rivalutare la sanità mentale di chi ha votato Berlusconi.
Scrive infatti che "Il moralismo della sinistra è insopportabile. E ora capisco perché tanti, senza per questo essere dei lestofanti, votavano Berlusconi. Perché Berlusconi difendendo la sua libertà criminaloide difendeva anche, per estensione, la libertà di tutti dallo strapotere dello Stato".

Qualche milione di persone l'aveva capito prima di lui e di altri milioni di persone (coglioni) che non riuscivano ad andare oltre il proprio odio e la propria ottusità. Ora che Berlusconi si è ritirato da signore, senza dare la soddisfazione di essere appeso in piazzale Loreto, molti di questi ottusi cominciano a vedere la realtà senza il paraocchi dell'antiberlusconismo.

Ma qual è il ragionamento che ha portato Fini a questa drastica conclusione?
Vediamolo.

Massimo Fini

Massimo Fini - giornalista e coglione ravveduto

Il governo dei banchieri si accinge portare la tracciabilità dei movimenti di denaro in contanti sotto il limite di 500 euro su ogni deposito o prelievo bancario e probabilmente su ogni altra transazione commerciale, motivandolo con la necessità della lotta agli evasori, ai corruttori, ai riciclatori. I pagamenti avverrebbero quindi, in gran parte con assegni, carte di credito, bancomat, bonifici, tutte operazioni sulle quali le banche hanno le loro commissioni ed eliminando di fatto la circolazione di banconote. Così, scrive Fini, "Saremmo obbligati a tenere tutto il nostro denaro in banca. Ma le banche sono delle società private e lo Stato non può obbligarmi a tenervi il mio denaro. Io il mio denaro ho diritto di metterlo dove mi garba".

Ed aggiunge "Lo Stato nasce, oltre che per amministrare giustizia, per battere moneta. Se non ha fiducia nella propria moneta non è più uno Stato. Se uno Stato non è capace di contrastare l’evasione, la corruzione, il riciclaggio senza far pagare un pesante pedaggio ai cittadini che non sono né evasori, né corruttori, né riciclatori di denaro sporco, non è più uno Stato. (Non è accettabile) ...che lo Stato si intrufoli attraverso la cosiddetta “tracciabilità” nella mia vita privata fino a conoscere, nel dettaglio, i miei acquisti, le mie predilezioni, i miei gusti, i miei vizi".

Beh, io la penso esattamente come Fini e lo pensavo anche prima delle minacce del Premier. Mi chiedo solo se Monti si rende conto di ciò che sta facendo. Già la gente ha cominciato a portare i soldi in casa. Manca solo che tutti svuotino i conti correnti per mettere in crisi il credito bancario, le imprese e l’economia. Ma Monti conosce la situazione drammatica dell’Argentina? E' così che ci vuole ridurre?

 GRANDE SUCCESSO DI MONTI IN EUROPA
Presentate la misure straordinarie per l'Italia nell'incontro con la Merkel e Sarkozy.

novembre 2011

monti-merkel
Monti mostra le sue misure straordinarie.
Questo il commento della Merkel:
"SONO IMPRESSIONANTI"
Nel vertice europeo con Merkel e Sarkozy, Mario Monti si è presentato con il cappello in mano per chiedere l’approvazione al suo progetto di riforme che prevede un salasso
al portafoglio degli italiani.
Ricevuto il consenso, ora lo presenterà anche al governo ed all'ex popolo sovrano.
Siamo evidentemente passati dal
REGIME BERLUSCONIANO al PROTETTORATO MONTIANO.
Per la democrazia al momento non c’è spazio.

Nel frattempo sono arrivati anche gli auguri di Gioele Magaldi, il numero uno
del Grande Oriente Democratico.
Insomma: i massoni stringono la mano al Professore, “uno di loro”.
Al Fratello Monti detta l’agenda al termine del suo tour europeo.
“Noi di Grande Oriente Democratico – si legge sul sito di Magaldi -, insieme ad un network
sempre più corposo di Massoni autenticamente liberali e democratici dell’ecumene
euro-atlantica, peroriamo come necessari (gli eurobond) per iniziare seriamente
ad affrontare l’immane crisi economica che attanaglia l’Occidente”.
Come dire: da un massone (Berlusconi) all’altro.
 
 PROVVEDIMENTI URGENTI
Il Governo non perde tempo: oggi si prendono decisioni importanti per il nostro futuro. 

25 novembre 2011

Non è uno scherzo, non stiamo facendo gli spiritosi. Il Consiglio dei Ministri - quello delle urgenze straordinarie e ineludibili - è convocato oggi per le 9.30 a Palazzo Chigi e ha in esame i seguenti e straordinari e ineludibili ordini del giorno:
1) Disegno di legge straordinario e ineludibile su «Protocollo di modifica della Convenzione Italia-Mauritius per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito»;
2) Disegno di legge straordinario e ineludibile su «Accordo Italia–San Marino sul reciproco riconoscimento dei titoli di studio universitari»;
3) Disegno di legge straordinario e ineludibile su «Accordo Italia–Isole Cook sullo scambio di informazioni in materia fiscale»;
4) Disegno di legge straordinario e ineludibile su «Adesione alla Convenzione internazionale del 2001 sul controllo dei sistemi antivegetativi nocivi sulle navi»;
5) Tre decreti presidenziali straordinari e ineludibili su risorse umane, contabilità e disciplina dei flussi informativi per l'esercizio dell'Agenzia per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, con particolare riferimento alle «modalità delle comunicazioni da effettuarsi per via telematica».
Emblema della RepubblicaIl presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti
Governo Italiano
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Da qui una sola domanda, straordinaria e ineludibile: ma che, ci state prendendo per il culo? di Filippo Facci
 
 COME STANNO VERAMENTE LE COSE IN ITALIA
L'europarlamentare Nigel Farage parla chiaro e dice pane al pane...

novembre 2011

Il 16 novembre ha tenuto un discorso davanti al Parlamento europeo scagliandosi contro lo stato maggiore delle istituzioni europee schierato in aula a pochi metri da lui, da Herman Van Rompuy a Josè Barroso fino a Olli Rehn.
Discorso che è passato completamente sotto silenzio sulla stampa e sui tg italiani.

Il suo affondo è un j'accuse a tutto tondo contro il governo dell'Ue. «Siamo qui sull'orlo di un disastro finanziario e qui davanti a me ci sono i responsabili di tutto questo. Eppure continuiamo ad ascoltare i discorsi più noiosi e tecnocratici mai sentiti. Mi chiedo: chi di voi è stato eletto? Chi ha la legittimità democratica per ricoprire i ruoli che rivestite? Nessuno. In questo vuoto è entrata Angela Merkel e oggi stiamo vivendo in un'Europa sotto dominazione tedesca. Io non voglio vivere in un'Europa così!»
Esaurita la premessa, il parlamentare, membro di un partito inglese di stampo conservatore-euroscettico, porta all'attenzione dell'aula esempi precisi di euro-ingerenza. «Voi avete giocato un ruolo in queste circostanze. Quando il presidente Papandreu ha pronunciato la parola referendum, l'avete fatto rimuovere sostituendolo con un governo fantoccio. Che spettacolo disgustoso». A quel punto Farage sposta il mirino sull'Italia. «Non soddisfatti avete deciso che Berlusconi doveva andarsene. Così è stato rimosso e sostituito da Monti, ex commissario europeo, vostro collega corresponsabile di questo disastro, un uomo che non era neppure membro del Parlamento. Sta diventando come un romanzo di Agathe Christie, ci si chiede: chi sarà il prossimo a essere fatto fuori? Siete voi che dovreste essere licenziati. A lei, Mr. Van Rompuy dissi che sarebbe stato l'assassino silenzioso delle democrazie nazionali. Mi devo ricredere: lei è stato piuttosto rumoroso. Lei, un uomo non eletto, si è recato in Italia e ha detto: “Questo non è il momento di elezioni ma di azioni”. Chi, in nome di Dio, le ha dato il diritto di dire questo al popolo italiano?».
 
sinceri
 L'ULTIMA TRASFORMAZIONE E' IL RITORNO ALLE ORIGINI
Dopo aver rivestito i panni di tutti i colori sono tornati ad essere soltanto il Popolo dei Coglioni

novembre 2011

siamo con monti 
IMBECILLE
 DALLA PADELLA NELLA BRACE
Hanno consegnato il governo e lo stato in mano dei banchieri, contenti?

novembre 2011


A quanto sembra non è ciò che volevano. Ma si erano fissati che tutto derivava dalla dittatura berlusconiana in corso. Così sono andati in piazza contro il governo e le banche. E che cosa hanno ottenuto? Oggi governano i finanzieri e le banche. Non solo, ora pagheranno più di prima
Ma non sono andati in piazza contro lo strapotere della finanza e delle banche?
Pagherete più di prima
Se questi credono che faranno le leggi contro i loro "sponsor" sono proprio degli IMBECILLI.
IMBECILLE
 SICURI DI POTER FESTEGGIARE UNA VITTORIA?
Un imbecille che rappresenta un gruppo di imbecilli

novembre 2011

Dimissioni Berlusconi: folla in strada per l'addio 6 - © TmNews - InfoPhoto
La solita banda di balordi ha accompagnato le dimissioni di Berlusconi con fischi, ingiurie, insulti e monetine, mostrando una incontenibile euforia. Fortunatamente questi non rappresentano gli italiani, è soltanto la feccia che periodicamente invade le strade, i riciclati del popolo viola, delle mutande, di quelli contro, sempre loro. Ma considerarli solo incivili sarebbe riduttivo perché hanno dimostrato di essere soprattutto degli idioti. Non hanno capito nulla della reale situazione. Questi pensano di aver liberato il Paese, di aver ritrovato la libertà, di aver risolto la situazione economica italiana e,soprattutto, di essersi liberati di Berlusconi.
Poveretti, avranno modo di capire che la situazione potrà cambiare solo in peggio per le loro tasche, che la libertà sarà semmai ridotta e che Berlusconi è più forte di prima.
Andando alle elezioni, avrebbe potuto perdere, se diamo credito ai sondaggi. Così invece ha passato la patata bollente a Monti che però non potrà fare nulla senza i suoi voti. Per chi non lo ricorda, lui è ancora il presidente del maggior partito in Parlamento e quindi può tranquillamente condizionare ogni decisione del nuovo governo. Governo che dovrà passare al vaglio di Camera e Senato. Monti quindi non potrà decidere nulla se non con l’approvazione di Berlusconi che così potrà ottenere ciò che le opposizioni ed i traditori non gli hanno concesso quando era in carica. Paradossalmente saranno coloro che glielo hanno impedito a realizzare, se ne saranno in grado, le riforme che lui voleva di fare. E Monti potrebbe diventare un "utile idiota".
Ridete quindi, ma ridete oggi, perché domani forse arriverete a capire che ride bene chi ride ultimo, e magari vi accorgerete di essere solo degli IMBECILLI.
 FINI NON SI SCHIODA
Nonostante le promesse non molla la poltrona.

novembre 2011

"Io sono pronto a dimettermi da presidente della Camera
nello stesso momento in cui Berlusconi si dimette
da presidente del Consiglio"

GIANFRANCO FINI 24 febbraio 2011

"Le polemiche sulle mie dimissioni appartengono a un’altra stagione.
A un anno fa.
Cerchiamo di guardare in avanti".

GIANFRANCO FINI 13 novembre 2011
fini poltrona  
 DOV'E' LA FESTA?
Berlusconi è caduto, che cosa aspettano a festeggiare?

novembre 2011

Mi aspettavo gente in piazza, feste, canti e balli.
Finalmente il tiranno, il despota, l'innominabile, quello che ha distrutto l'economia italiana, quello che ci ha fatto passare da pagliacci all'estero se ne è andato.
Il ladro, il pedofilo, il corruttore, il nano di Arcore se ne va a casa.
E allora si proclami una nuova

FESTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

Compagni dove siete? C'è solo un assordante silenzio.
Che sia l'ennesima vittoria di Pirro della sinistra italiana? Questo dubbio corre tra le fila dell'opposizione, spaventa giornalisti e cabarettisti che rischiano di restare senza lavoro.
Gli ascolti di Santoro stanno già crollando. Siamo al «si salvi chi può».
 
Ma allora il problema dell’Italia non era Berlusconi, il problema era nella teste bacate che trovavano in lui uno sfogo alla propria impotenza.
Infatti lo spread con i Bond tedeschi se ne frega del nuovo governo ed anche le borse se ne fottono e continuano a perdere.
Vuoi vedere che alla fine riderà ancora LUI?
Sì, perché le dure riforme che doveva fare ora passano in mano ai sinceri democratici che avranno qualche problema a spiegare alla gente che "lacrime e sangue" sarà la loro linea operativa. Sarà dura spiegare alla Camusso che è necessaria una politica di tagli alle spese, la revisione del contratto nazionale di lavoro,
che bisogna aumentare l’età pensionabile e magari anche che è giusto prelevare i soldi dai conti correnti dei risparmiatori.
Forse è per questo che non cantano vittoria. Tocca loro adesso togliere le castagne dal fuoco e se qualcuno griderà allo scandalo,
se andranno in piazza a protestare, è probabile che a QUALCUNO poi venga da ridere.
E' anche possibile che quel QUALCUNO torni poi direttamente o indirettamente al suo posto, quando i problemi saranno risolti dagli altri,
sempreché ci riescano prima di essere cacciati a calci in culo dagli elettori.
 COMINCIAMO BENE
E' questa la politica di contenimento dei COSTI DELLA CASTA?

novembre 2011

Ormai da tempo i cittadini italiani si lamentano dei costi della nostra politica
e si dichiarano stufi di mantenere schiere di fannulloni strapagati a cominciare
da deputati e senatori. E che cosa ti fa allora il nostro Presidente Napolitano, che dovrebbe essere di esempio e sollecitare i risparmi nella spesa pubblica? Nomina senatore a vita il signor Mario Monti, professore di economia politica
e presidente della Università Bocconi di Milano già membro della commissione europea dal 1994 al 2004 e nuovo presidente del Consiglio in pectore,
con il relativo appannaggio netto di 27.623,63 euro.
Naturalmente a carico nostro.
Era proprio necessario? Capisco che i soldi non li mette lui e quindi la cosa
non gli grava. Ma Monti non aveva certo bisogno di questo denaro, disponendone a sufficienza, mentre noi avevamo bisogno di un po’ di serietà
e di rigore morale in questo momento difficile per l'Italia.
Quando si dice che il pesce puzza dalla testa.....
COSTO MENSILE
DI UN SENATORE A VITA
Indennità lorda € 12.005,95
Netta € 5.613,63
Rimborso netto € 12.680,00
Diaria € 3.500,00
Contributo supporto € 4.180,00
Rimborso spese forfettario 1.650,00

ALTRI BENEFIT
Viaggi aerei, ferroviari, marittimi e autostradali.
Ufficio personale con segretaria.
Assistenza sanitaria integrativa. Ecc.
     
 ONESTA' POLITICHE DIVERSE
Dal crollo di un muro a Pompei al crollo di Genova

novembre 2011

Il Ministro dei Beni Culturali Bondi in seguito al crollo
di un muro a Pompei, causato dalle grandi piogge, ha dato le dimissioni.
  Il sindaco di Genova Vincenzi dopo i 6 morti causati dalle piogge, ha dichiarato:
"Noi non abbiamo colpa. La città deve fare un salto culturale (?)".
pompei    genova 
 LETTERE

Necrologio onesto del fascismo

di Marcello Veneziani

Il 28 ottobre del 1922 il fascismo marciava su Roma e io vorrei tentare in poche righe un necrologio onesto che scandalizzerà molti e scontenterà tanti. Tenetevi forte. Nei 150 anni di Italia unita il fascismo resta insuperato sul piano delle realizzazioni e delle riforme, del consenso popolare e del prestigio mondiale, dell'integrazione nazionale e sociale delle masse, dell'ordine e dell'efficacia di governo, dell'onestà pubblica e della dedizione allo Stato e all'amor patrio. Chi lo nega è disonesto, nega la realtà e la verità. È invece onesto dire che tutto questo non basta a compensare la perdita della libertà, l'imposizione e la violenza, la finzione retorica, la sciagurata alleanza col nazismo e la complicità nel razzismo e infine la passione fatale della guerra. Non si bilanciano beni e mali imparagonabili tra loro.

Chi fu fascista a babbo morto, quando era già sepolto e proibito, credette in buona fede che fosse essenziale il primo lato e accidentale il secondo; ne elogiò a suo rischio le grandi imprese e reputò i disastri frutto di errori e circostanze, cattivi alleati e pessimi nemici. Non fu così, autentici furono ambo i versanti; da qui l'interpretazione tragica del fascismo. In un necrologio onesto il fascismo grandeggia nella storia in ambedue. Mussolini resta il più grande politico italiano nella storia del '900; ma più grande non vuol dire il migliore. Grandi furono pure Stalin e Mao, tiranni sanguinari (altro che il duce). Non riusciremo a digerire il fascismo finché non diremo tutta la verità, anziché solo la metà.

 

NOTA: Concordo con Veneziani. La verità non può essere negata per opportunismo politico. Nelle scuole italiane purtroppo viene fatta conoscere molto ampiamente solo la seconda parte di questo travagliato periodo della storia d'Italia. Della prima parte, quella positiva, solo vaghi accenni, come se tutte le riforme, le opere e i progressi realizzati nell'arco di 16 anni fossero nati dal nulla. E così, anziché plasmare mentalità serene e obiettive, vengono alimentati odii viscerali  e violente contrapposizioni che poi si riversano nella vita pubblica. Ciò che ho scritto in alto a sinistra rimane nei miei principi, ma non si può negare che ciò che il fascismo ha fatto di buono è rimasto, mentre delle cose sbagliate è rimasto, per quanto nefasto e doloroso, solo il ricordo.

PS: Le grandi conquiste sociali a favore dei lavoratori, della famiglia e dei più deboli, che la sinistra rivendica impropriamente ogni giorno, sono state realizzate durante il periodo fascista. Per chi non lo sa, oppure se ne è scordato, o fa finta di non sapere, questo è un buon promemoria:

http://www.youtube.com/watch?v=fz0kVAuAhw0

 LETTERA ALLA UEH!
Dopo Berlusconi, anche Tonino Di Pietro presenta una «lettera all’Europa»

novembre 2011

Questo è solo un testo ipotetico scritto da Filippo Facci, ma non credo si discosterà di molto dall'originale, conoscendo bene chi lo scrive.

«Cara Ue, ueh! Ecche è? Ue, aho! Mo’ basta! Sentiammè, garantiremo i saldi e troveremo i soldi, ma qui dobbiamo farci a capire, sennò chiudiamo le porte quando i buoi sono scappati! Quelli hanno già messo le mani in pasta, ma hanno rubato la pasta! Quelli stanno a fa’ inguacchi, Ue, aho! A me mia madre mi diceva sempre: parti per tempo, che arrivi di buon’ora, ma qui sale o’ sbred, e quelli sono ancora al conto dei ceci, Ue, ueh! Voi dell’Europa di Valori già lo sapete, sfondate una porta aperta, ma senza i soldi si fanno chiacchiere, perché è il citttttadino che paga, è il citttttadino che mette i soldi, mo’ allora troviamo i saldi e garantiamo i soldi, aho, Ue! E benedetto il signore! Bisogna tagliare i costi alla politica, creare il reato di povertà, fare una rogatoria, arrestare Forlani! Bisogna fondere Inps, Inail, Inpdap, Irpef, Ingrid e Ursus per separare assistenza da previdenza, è il segreto di Pulcinella, perché è chiaro che se la mano destra controlla la sinistra, la mano destra dà sempre ragione alla sinistra, non è questione di destra e sinistra, perché o mangiamo ‘sta minestra o saltiamo la finestra! Ue, ueh! Aho! Aaargh! Capitammè?»
 Gli indignados delinquenti? no, solo deficienti!
La manifestazione di Roma, che non aveva senso, ha evidenziato solo la sopraffazione dei delinquenti sui deficienti.

ottobre 2011

La masnada di ragazzotti e ragazzacci che a Roma si è cimentata nella distruzione delle cose altrui, da molti è stata definita una massa di delinquenti. Ma quali delinquenti. I delinquenti sono quelli che violano la legge per i loro scopi ed i loro interessi. Questi non fanno certo i loro interessi vandalizzando una banca. Come si può definire la studentessa, identificata, che ha partecipato all’«assalto della banca» e si è poi scoperto che sua madre, che la mantiene, lavora... in banca? O di quell’altro figlio di un dirigente di Banca d’Italia colto con le mani nel sacco? Loro, come molti degli altri partecipanti, sono solo degli imbecilli.

Mi riferisco ovviamente a studenti e adolescenti vari, non ancora in gradi di intendere, che con la pretesa di voler cambiare il mondo cercano in realtà soltanto uno sfogo alla loro esuberanza giovanile e al loro sconvolgimento ormonale, rifiutando ancora per un po’ di essere imbrigliati negli schemi di una società normale. A loro non pare vero di poter agire liberamente ed impunemente e magari spaccare vetrine, incendiare auto, meglio se le camionette dalla polizia, senza doverne rispondere. Immagino che proveranno un piacere immenso in un delirio di onnipotenza poter sottomettere, anche se solo per un giorno, le autorità ed il potere economico. Dovrebbero sapere, visto che studiano (???), che le istituzioni e le organizzazioni che vogliono abbattere in modo tanto maldestro dureranno nel tempo in attesa di fagocitare anche loro.

Proprio come hanno fatto con i loro genitori che nel ‘68 pensavano pateticamente che bastasse andare in piazza per aver in mano le sorti della nostra società e che si sono integrati e lavorano per mantenere i loro figli che oggi vanno in piazza. Ho vissuto anch’io il periodo della pubertà e qualche eccesso di esuberanza sulle cose pubbliche e private non me lo sono fatto mancare. Ma allora c’erano altre regole, si sapeva di essere in torto e se ne pagavano le conseguenze. Ora sembra di vivere in un altro mondo. 

Tra la massa belluina di Roma c’erano però anche quelli più cresciutelli. Degli asociali che, magari in buona fede, credono ancora di poter cambiare il mondo in meglio con l’uso della violenza. E qui ci troviamo in presenza di evidente ritardo mentale, nonché educativo.

Nessun delinquente quindi? No, i delinquenti ci sono, eccome. Ma non sono i disgraziati apparsi in TV. Sono quelli che manovrano da dietro le quinte. Sono i tenutari e i fiancheggiatori dei centri sociali. Quelli che sul disagio giovanile ci campano e lo sfruttano per ottenere visibilità e potere.

Poi ci sono certi insegnati politicizzati che se ne fregano altamente di diffondere cultura e rispetto della società. Che se ne fregano di creare una coscienza civica nei loro studenti. Quelli che portano avanti ciecamente ed in modo alienante tesi ed ideologie che li rendono indegni del posto che occupano.

Delinquenti possono essere considerati anche quel lotto di intellettuali che hanno trasformato il loro pizzico di cultura in prepotenza, presunzione, arroganza e supponenza tanto da far loro credere di poter esprimere qualsiasi idiozia da accettare come verità. Antonio Tabucchi paragona l’Italia ai paesi trafficanti di droga. Secondo Umberto Eco siamo governato da un nuovo Hitler. Per Giorgio Bocca, Alberto Asor Rosa, Andrea Camilleri e Paolo Flores d’Arcais siamo in pieno regime fascista. Questi messaggi arrivano anche ai giovani e sono un ottimo carburante per incendiare le menti semplici molto diffuse nella nostra gioventù priva di riferimenti e regole, che credono in questi santoni.

Giornali e giornalisti non sono da meno. Anche in questa categoria troviamo messaggi equivoci e deleteri. «Siamo tutti indignati» titolava il Fatto. Capitale umano e Risorse umane secondo il Manifesto e Liberazione, così devono essere considerati questi poveretti. Poveretti che anche in questi titoli trovano l’esaltazione che spera addirittura nel morto per sublimare il loro presunto martirio.

Poi ci sono anche i politici disposti a cavalcare qualsiasi protesta pur di portare acqua (voti) al loro mulino. Così cercano di giustificare queste oscenità in nome del diritto mentre in realtà non fanno che incitare all’odio ed alla violenza. Di Pietro, Bersani e Vendola arrivano al punto di giustificare queste nefandezze in nome di un interesse superiore.

E poi ci sono anche alcuni giudici che delle leggi hanno una interpretazione molto personale e purtroppo anche molto ideologizzata. Così la violenza non è più violenza, l’associazione a delinquere non è più per tutti uguale, i diritti dei vandali sono pari a quelli dei cittadini onesti ed i ragazzi che oggi sbagliano hanno lo stesso benevolo trattamento dei tristemente noti «compagni che sbagliavano». Era noto da tempo che si stavano organizzando questi vandalismi. Su internet c’erano indicazioni di come partecipare ed anche rivelazioni di campi di addestramento alla guerriglia in Grecia. Ecco allora che se anziché fare 100.000 intercettazioni per sapere con chi va a letto Berlusconi, ne avessero impiegate una parte per conoscere le intenzioni e le mosse dei caporioni, forse avrebbero evitato la devastazione di Roma. Ma evidentemente questi giudici hanno una scala delle priorità e dei valori diversa dalla gente normale.

Gli unici che dovrebbero intervenire per porre fine allo scempio e che non lo hanno fatto, sono in realtà gli unici che si salvano. Per poco più di mille euro al mese sarebbe sconveniente se non autodistruttivo opporsi alla massa che avanza con i volti celati ed in tenuta d’assalto. Non potrebbero comunque farlo con gentilezza, ma con almeno pari violenza per ridurli all’impotenza. E questo con il rischio o meglio la certezza di trovarsi indagati e finire sotto processo mentre gli «indignados» li sbeffeggiano liberi e felici.

     
Lamento in morte di Carlo Giuliani (Nichi Vendola)
Lascia ch'io pianga muto senza quel tuo limone
limone asfalto e sputo astio del venerdì
la morte all'imbrunire lontano dal cancello
chiuso dentro l'imbuto di un altro carosello
di carri armati e irati di un celerino a uccello
ti spezzano i carati del sogno tuo degli anni
l'ora del manganello rintocca nei tuoi panni
l'ostia di nuovi giorni si frange a questo luglio
arca del mai partire arco del tuo finire
freccia dentro uno scoglio fumogeni a morire.
Da Carlo Giuliani (il Balordo) a Fabrizio Filippi (er Pelliccia) passando per Niki Vendola (l'istigatore dalla poesia demenziale).
sinceri
 INDIGNADOS: COME UNIRE L'UTILE AL DILETTEVOLE

Giornata intensa a Roma: indignazione, richieste di mantenimento e un po' di sano ... godimento.

ottobre 2011

 La coalizione panarabicA DICHIARA GUERRA ALL'ITALIA!

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se i paesi arabi si coalizzassero per conquistare l'Italia? Potrebbe andare così!

 

ottobre 2011

Primo giorno - domenica

Il TG 1 dà la notizia in coda, prima dello sport.

Secondo giorno - lunedì

Il TG 1 dà la notizia che dai porti nordafricani è partita la flotta araba. Nessuna reazione dai politici. A Roma di lunedì non è ancora arrivato nessuno.

Terzo giorno - martedì

Il TG 1 dà la notizia che la flotta è diretta verso le coste italiane.

Berlusconi dice che va tutto bene, lui é amico degli arabi e quindi non sussiste pericolo. Bossi dice che sono problemi della terronia.

Calderoli va in Tv con la maglietta ”Meglio morti che mori”. Napolitano si appella all'unità nazionale.

Casini chiede un gesto di discontinuità. Le Parti sociali chiedono di essere sentite. Montezemolo dichiara che lui è pronto a scendere in campo ma non specifica quale.

Di Pietro chiede al governo di dirottare le navi nemiche su Lampedusa ed organizzare un comitato di accoglienza per evitare lo scontro.

Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi.

Quarto giorno - mercoledì

Il TG 1 dà la notizia che il nemico è sbarcato in Sicilia.

Il Fatto Quotidiano esce con un titolo a pagina intera: "Siamo tutti mori". Una foto mostra Travaglio con la faccia color cacca.

Berlusconi compare in TV e dice che il problema è ingigantito dai giornali di sinistra.

Bossi dice che la Padania non corre alcun pericolo e degli altri non gli frega niente.

La FIOM dice che é un complotto della Fiat e la CGIL esprime contrarietà. Pannella inizia lo sciopero della fame.

Di Pietro cambia idea e vuole schierare l'esercito a difesa del territorio nazionale. Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi.

Quinto giorno - giovedì

Il TG 1 dà la notizia che la cattedrale di Palermo è stata proclamata moschea.

Berlusconi compare in tv e sorridendo dichiara: "adesso faccio un paio di telefonate e risolvo tutto".

Bagnasco ritiene giusto che gli invasori abbiano un luogo di culto e propone il gemellaggio Roma-La Mecca.

Bossi dice: "E allora? La cosa non ci riguarda". E mostra il dito medio.

Casini chiede la convocazione di un tavolo di crisi con le forze sociali.

D'Alema propone l'istituzione di una Commissione Bicamerale, offrendosi di presiederla, per ridefinire la distribuzione dell'8 per mille.

La CGIL minaccia uno sciopero. Di Pietro ricambia idea e chiede di fare un accordo di pace con il nemico.

Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi.

Sesto giorno - venerdì

Il TG 1 dà la notizia che il nemico è arrivato in Calabria.

Il governo convoca le Parti sociali e le Opposizioni per martedì.

Napolitano ricorda che sarebbe increscioso essere conquistati da una potenza nemica proprio nel 2011.

Bossi chiede cosa c'entra il 2011. Gli spiegano che è il 150° dell'Unità d'Italia. Gli sfugge un rutto.

De Magistris dichiara di aver risolto il problema rifiuti. Fa costruire sul confine campano delle barricate di immondizia per bloccare l'avanzata nemica. Di Pietro ricambia idea e dichiara che bisogna bombardare gli stati nordafricani.

D'Alema chiede un finanziamento per dare vita alla Fondazione Moritaloeuropei, da lui presieduta, che si occuperà dell'integrazione degli italiani nella cultura araba. Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi.

Settimo, ottavo, nono giorno - sabato, domenica, lunedì

Il TG 1 dà la notizia l'avanzata del nemico è stata momentaneamente bloccata dal tanfo delle immondizie e quindi invita gli italiani a passare un tranquillo week end al mare.

Scalfari nel suo articolo domenicale su La Repubblica dichiara che Berlusconi deve aumentare i centri di accoglienza per i clandestini. Solo così può fermare l'avanzata moresca. Gli prenotano un posto al Pio Albergo Trivulzio, reparto rincitrulliti.

De Magistris invita a Napoli i capi nemici che vengono intrattenuti con danze del ventre, tarantelle e degustazione delle specialità locali in una tre giorni che spera metta fine alle ostilità. Lui conta sul detto "Vedi Napoli e poi muori". Ma i mori non conoscono il detto e se ne vanno sazi e soddisfatti, decisi a riprendere la battaglia. Intanto la Finocchiaro chiede una imposta patrimoniale ad personam su Berlusconi per finanziare un aumento di stipendi ai parlamentari gravati dai nuovi impegni bellici.

Decimo giorno - martedì

Il TG 1 dà la notizia l'avanzata del nemico è ripresa perché la Germania, proprio adesso, si è portata via tutta l'immondizia.

Berlusconi apre la riunione straordinaria per concordare una strategia comune su come difendere la Patria. Non manca di omaggiare le signore intervenute con un piccolo presente di Cartier.

Bossi si é portato il figlio Renzo per fare pratica. Di Pietro si é portato il figlio Cristiano per fare pratica.

La Russa propone di bombardare il nemico con l'aviazione e Di Pietro è d'accordo.

Casini si oppone perché attaccando il nemico che ha invaso Sicilia e Calabria si metterebbe in pericolo la popolazione locale.

Bossi dice: "chi se ne frega, son tutti terroni!" Brunetta fa notare che sono italiani anche loro. D'Alema lo zittisce: "taci nano!”

La CGIL chiede che prima di mandare i soldati sia rinnovato il contratto con aumento di salario e riduzione a 30 ore settimanali.

Il Ministro del Lavoro Sacconi fa presente che non esiste il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell'esercito.

Tremonti dice che non se ne fa niente perché non ci sono soldi. La Camusso, indignata, proclama sei giorni di sciopero generale. 

Pannella inizia  lo sciopero della sete. Fini chiede di parlare ma viene zittito da un coro di "taci fascista rinnegato, vai a lavorare".

Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi.

Undicesimo giorno - mercoledì

Il TG 1 dà la notizia che Napoli è caduta e che dal Vesuvio partono segnali di fumo in lingua araba.

Napolitano lancia un monitor che fortunatamente cade nel vuoto e non colpisce nessuno.

Bossi arriva in ritardo fumando il sigaro e sputa tabacco.

Casini chiede un governo di coalizione aperto a tutti. Qualcuno fa notare che un governo di 60 milioni di persone non può essere convocato a Palazzo Chigi. La Melandri, appena rientrata dal Kenia, si candida come intermediario perché conosce bene l'Africa;

Di Pietro cambia nuovamente idea e propone di prendere in considerazione anche la resa.

Penati chiama Bersani sul telefonino e gli comunica euforico: "abbiamo i fondi per finanziare la difesa".

Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi.

Ore 18. La riunione é sospesa perché è mercoledì e ci sono le partite di Coppa Campioni. Si riprende il giorno dopo.

La Bindi, a cui il calcio non interessa, urla "siete tutti degli stronzi". Gli uscieri la portano fuori di peso.

Dodicesimo giorno - giovedì

Il TG 1 dà la notizia che il nemico ha conquistato anche la Puglia e sta marciando su Roma.

Riprende la riunione straordinaria tra Governo, Opposizioni e Parti sociali. Il buffet ed il ristorante lavorano a pieno regime esaurendo in poche ore tutte le scorte alimentari. Viene chiamata una ditta esterna di catering per sfamare i nostri voraci rappresentanti.

Vendola, informato che i mori appendono gli omosessuali per i testicoli finché non si staccano, porta il Consiglio Regionale a Zurigo.

Napolitano fa sapere di essere scocciato da queste discussioni e ordina di mandare l'esercito a difendere la Patria. Poi va a dormire.

La CGIL, pur rispettando il Presidente, precisa che senza rinnovo del contratto i soldati non si muovono: altri sei giorni di sciopero!

Calderoli si sbottona la camicia e mostra la sua nuova maglietta con scritto: "Moretti, vi romperemo le ossa".

Farina, ex portavoce del centro sociale Leoncavallo propone di organizzare una manifestazione pacifica tra le fila dell'esercito nemico. Garantisce che il passaggio degli "incazzados" farà cambiare idea ai mori sulla convenienza di conquistare l'Italia.

Grillo dichiara che unirà le sue truppe a quelle del nuovo sovrano. A chi gli dà del traditore risponde con il suo tradizionale "vaffanculo".

Di Pietro dichiara di voler fondare un nuovo partito che accoglierà i nuovi arrivati. "Chissenefrega" è il commento di Bossi.

Bocchino si candida a Primo Ministro. "Scugnizzo, va a ciapà i ratt" replica Bossi. Bersani chiede le dimissioni di Berlusconi.

Tredicesimo giorno - venerdì

Il TG 1 dà la notizia che Roma è caduta.

Lerner apre una edizione straordinaria de L'Infedele per presentare al popolo italiano il nuovo rais. Vestito con una lunga tunica bianca e con il viso abbronzatissimo, Gad dichiara di essersi convertito all'islam. Un gruppo di cammelli bivacca in studio. Il capo dell'esercito moro annuncia di avere conquistato l'Italia e di avere arrestato governo, deputati, senatori, parti sociali ed altri personaggi noti.

Quattordicesimo giorno - sabato

Il TG 1 dà la notizia che sono stati cacciati Presidente, Ministri, Deputati, Senatori, Baroni, Sindacalisti, Burocrati, Opinionisti, Parassiti, Mantenuti, ecc. Tutti mandati a lavorare nel CIRCO ITALIA e smistati nei tendoni sparsi su tutto il territorio nazionale. E così adesso:

  •  

    Napolitano in smoking di lamé annuncia gli artisti;

    Berlusconi è al botteghino della cassa;

    Calderoli, vestito da clown, vende magliette ricordo all'uscita del circo;

    Casini fa il trapezista, salta da un attrezzo all'altro perché gli viene naturale;

    Fini, nominato custode dello zoo, ora presiede e modera le assemblee degli animali;

    Di Pietro si occupa di foraggio: gira con il trattorino e distribuisce il fieno agli erbivori;

    La Russa fa l'addestratore di cavalli e li fa marciare in fila per tre col resto di due;

    De Magistris suona il mandolino, in modo orribile, nella banda del circo;

    D'Alema è il nuovo mago Oronzo. Fa premonizioni ed è specializzato in tarocchi.

    Grillo gira per le contrade con il megafono per chiamare gente:"venghino, venghino siori";

    Lerner accudisce i cammelli che lo considerano già un fratello;

    Scalfari distribuisce i biglietti omaggio ai semafori;

    Montezemolo è il responsabile della scuderia dei camion del circo (lavaggio e pieno);

    Bossi fa il domatore di leoni e urla in continuazione "a cuccia terroni";

    La Bindi ha finalmente trovato un maschio… di gorilla;

    La Finocchiaro è la domatrice di pulci e si gratta in continuazione;

    La Melandri truccata da araba fa la danzatrice del ventre;

    Tremonti strappa i biglietti all'ingresso;

    Pannella, magrissimo, fa il contorsionista che viene chiuso in una valigia;

    Bocchino vende gazzosa, pizzette e babà sulle gradinate;

    Bersani passa il tempo a smacchiare leopardi e ormai per tutti è diventato l'uomo leopardo;

    La Camusso però non demorde: ha fondato il sindacato dei clown proclamando uno sciopero;

    Di Vendola non si hanno più notizie.

     

Quindicesimo giorno - domenica

Primo spettacolo. Siete tutti invitati: QUESTA SERA, INGRESSO GRATUITO.

MORALE: Basterebbero quindici giorni per cambiare l'Italia. Il problema è che quelli che lo dovrebbero fare non ci pensano proprio a mettere mano alle caste, ai privilegi, agli sprechi e riformare la Costituzione, la sanità, la scuola, la giustizia perché può toccare i loro interessi personali o quelli di chi sta loro attorno. E così preferiscono lasciare le cose come stanno.

 

NON CI RESTA CHE SPERARE NEI MORI

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dale
grill
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 SABOTATE CREMONINI
Ho ricevuto una email con un messaggio da far girare su internet. Eccolo:

ottobre 2011

A Reggio Emilia e a ROZZANO (MI), sono stati inaugurati due nuovi ristoranti ROADHOUSE GRILL, che fanno parte del Gruppo Cremonini.
Vi ricordo che il gruppo Cremonini, come testimoniato da inchieste di REPORT (Rai 3), è un'azienda che nel corso degli anni si è distinta per una serie di azioni illegali e anche criminali. Per citarne alcune:
- vendere carne di bovini di oltre 17 anni come carne di bovini inferiore ai 24 mesi di età (tale carne è finita negli omogeneizzati per bambini!)
- vendere svariate tonnellate di carne in scatola avariata a Paesi poveri (guadagnando su incentivi europei per tali esportazioni), tra cui la Russia (dove Report ha raccontato della morte di un 12enne dovuta al consumo di tale carne contenente botulino) e Cuba. Per la morte in Russia un intermediario della Cremonini ha pagato 150.000 euro per evitare una denuncia e il blocco delle importazioni in Russia. Al momento dell'indagine fatta da Report, la carne che il governo cubano ha respinto dopo alcune analisi (che confermavano le pessime condizioni di diversi lotti di carne) era stata imbarcata su una nave, ma non per riportarla in Italia per la distruzione. La nave era destinata all'Angola. La carne avariata verrà distrutta o venduta agli angolani?
Per questo motivo vi invito a non recarvi nei ristoranti ROADHOUSE GRILL, a divulgare questa mail, a boicottare anche le altre aziende del gruppo Cremonini:
Gruppo Cremonini Autogrill MOTO
carne MONTANA
bar e ristoranti CHEF EXPRESS (treni e aeroporti)
salumi IBISE'
carni INALCA
supermercati MARR (diffusi soprattutto in Romagna e Marche)
NB: la carne bovina utilizzata in Italia dai Mc'Donalds, è fornita dal Gruppo Cremonini
* la prima catena sensata...ne hanno parlato anche al TG 1, non fermarla *
L’ho rimandata al mittente con questo commento:
Io ho cenato al RODHOUSE e la carne non era un granché. Ho mangiato di meglio.
Detto questo sono contrario a questo modo di gestire le cose. Se la notizia è uscita sul TG1 visto da milioni di persone e nulla è cambiato a che serve? Il sabotaggio va bene per i paesi del terzo mondo, ma noi siamo un paese democratico, o no?
Dunque in un paese democratico o normale la signora Gabanelli giustamente fa le sue inchieste per professione e per questo viene pagata. Se poi diffama sarebbe anche giusto che le conseguenze le pagasse non con i nostri soldi. Se invece quel che denuncia è una cosa fondata, per il bene della comunità trasmette tutto il materiale alla magistratura.
Poi la magistratura, anziché stare comoda ad attendere gli esiti delle intercettazioni, muove il culo e va a controllare il signor Cremonini. Dopodiché se riscontra tutte le cose denunciate, lo fa chiudere.
Fine della storia.
Logicamente questa è la prassi in un paese normale. Ma allora forse il nostro non è del tutto normale. Forse sarebbe più utile alla comunità anziché fare pretenziosi quanto inutili sabotaggi, tanto Cremonini continuerà imperterrito, chiedersi come mai la magistratura lascia operare una società che agirebbe in modo tanto disonesto. Perché non facciamo un passaparola per far conoscere a tutti il livello di inedia della nostra magistratura colpevole di questa clamorosa "svista"?
Se un popolo è costretto a farsi giustizia da solo, significa che la giustizia non esiste.

PS: Consiglio di girare la proposta anche a tutti coloro che lavorano ai Mc'Donalds e nelle aziende di Cremonini, magari anche loro aderiscono al sabotaggio.
 Un’altra figura di m...agistrati
Un bel VAFFA..... costa più di un anno di carcere?

ottobre 2011

Molti sono preoccupati della brutta figura che Berlusconi ci farebbe fare all’estero.
Queste anime candide dovrebbero invece preoccuparsi dell’immagine di nazione da terzo mondo che alcuni nostri magistrati, con i loro discutibili atteggiamenti e sistemi operativi in generale, e con il processo di Perugia in particolare, hanno diffuso sui giornali di tutto il mondo.

Rudy Guede      -      Amanda Knox      -      Raffaele Sollecito

Pregiudizio, presunzione, pressapochismo, dilettantismo, cialtronismo ed anche arroganza ed impunità. Questa la conclusione di tutti, innocentisti e colpevolisti, convinti che non sia stata fatta giustizia, né con la prima sentenza di condanna, né con la seconda di assoluzione.

L’incapacità della magistratura italiana di svolgere il proprio compito si è evidenziato agli occhi del mondo nella gestione del caso di omicidio che ha visto come imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’omicidio di Meredith Kercher.

Il drastico cambiamento di valutazione sulla colpevolezza dei due ha fatto sorgere una domanda legittima e del tutto squalificante: se Rudy Guede è stato condannato per concorso in omicidio e Amanda e Raffaele sono stati scarcerati, il Guede con chi ha concorso? Le la cassazione confermerà la sentenza resterà in carcere una persona che ha concorso in un omicidio senza colpevoli? Sembra una farsa ed invece è solo il disinvolto modo di operare della nostra magistratura.

Non di tutta ovviamente. Ma quella che funziona non va sui giornali ed in televisione; è quella che svolge il suo lavoro con coscienza e dedizione. Quella che non funziona è proprio quella che più si evidenzia e che, di conseguenza, fa apparire tale tutta la categoria.

A questo punto la stampa estera ha cominciato ad aprire gli occhi e a ricredersi anche sulla equità dei processi contro Berlusconi e della fondatezza delle accuse che gli sono rivolte. Si comincia a valutare la realtà senza attingere opinioni da Repubblica ed altri giornaletti italiani ma a considerare l’enorme mole di intercettazioni e di indagini contro il primo ministro italiano come una forzatura della legge e del diritto allo stesso modo in cui sono stati forzati nel processo di Perugia con i risultati contraddittori ed assurdi che risultano evidenti.

Se oggi i media americani riportano sentimenti di disprezzo verso la nostra magistratura, forse non hanno tutti i torti.
Amanda Knox, che non giudico né innocente, né colpevole, ma che ritengo abbia pieno diritto alla presunzione di innocenza dal momento non è stato accertato il contrario, ha subito 4 anni di carcerazione e dopo questo enorme danno ha dovuto subire anche la beffa della condanna per diffamazione a 3 anni di carcere. Ovviamente non si considera che la diffamazione è nata dalla necessità, magari disperata, di difendersi da una accusa dimostratasi, per adesso, assurda. Ma quei giudici prima hanno provocato il danno e poi hanno condannano chi ne ha subito le conseguenze. C’è da meravigliarsi?
Sembra proprio che in Italia gli unici che non pagano per i propri errori, e non si parla di errori di poche monete, ma di errori che compromettono la vita altrui, siano propri i magistrati.

Direi allora che Amanda visto che i 3 anni sono stati scalati dai 4 scontati e che resta in credito di un anno, potrebbe spenderlo per inviare un bel vaffa..... (un anno di reclusione) a chi ha svolto con tanta perizia le indagini, ai Pm che hanno richiesto la condanna all’ergastolo e ai giudici che l’hanno condannata in primo grado.

Spero non mi arriverà una denuncia per istigazione a delinquere o per concorso esterno, anche se solo epistolare, ed in forma ironica e del tutto non impegnativa, in lancio di vaffa..... ad organi dello stato (da noi le leggi vengono interpretate ed applicate a prescindere).

Ovviamente i Pm hanno annunciato il ricorso in Cassazione perché vogliono aggiungere discredito al discredito, ovviamente a spese nostre. L’orgoglio smisurato non permette loro di accettare la sentenza perché suona come una sconfitta professionale. Il rispetto delle sentenze vale solo per gli altri.

E che dire degli energumeni che hanno fischiato la sentenza fuori dal tribunale senza conoscerne gli atti e le motivazioni? E’ evidente che non erano interessati alla giustizia ma in cuor loro speravano magari in una sanguinolenta esecuzione capitale in piazza.

Questo è quanto abbiamo e quanto meritiamo. E se ne sono accorti anche all’estero.

libro LIBRI
da leggere
 IL LIBRO CHE CONDANNA LE COOP DEVE ANDARE AL ROGO
Il libro "Falce & Carrello" scritto da Bernardo Caprotti, proprietario di Esselunga, deve sparire.

settembre 2011

Così ha sentenziato il tribunale di Milano accogliendo la denuncia di Coop Italia:  falce & carrello
Condanna a 300.000 euro per danni e libro al rogo (ritiro dal mercato).
Le Coop Liguria e Coop Estense avevano già fatto causa a Caprotti, ma in entrambi i casi avevano perso.
Purtroppo succede che, di fronte agli stessi fatti, tribunali diversi diano sentenze diverse e stavolta la Coop
ha trovato il tribunale "giusto". Certo la censura libraria in questi tempi di lotte per la libertà di stampa
sembra un po' fuori del tempo. Il rogo è l’ultimo, estremo e rozzo passo di una antica storia di censure
nei confronti del libero pensiero, ma in questo caso gli strenui difensori della stampa libera non sono scesi in piazza
e neanche si sono fatti sentire. Mi avrebbe sorpreso il contrario.
VIETATA LA PUBBLICAZIONE E LA DIFFUSIONE DEGLI SCRITTI
Questo la precisa disposizione per il libro "Falce & Carrello".
Ma siccome la sentenza non è definitiva e Caprotti intende ricorrere in appello, ritengo che non sia esecutiva.
 Ecco perché vorrei far conoscere il contenuto del libro a quelli che non girano con il paraocchi
e non ragionano con la testa degli altri (diversamente sarebbe tempo perso).
Probabilmente non è da prendere come il Vangelo, ma credo che la maggior parte delle affermazioni
sia inoppugnabile e dimostrabile. Spero che il signor Caprotti mi vorrà perdonare se riporto qui il suo libro senza autorizzazione. Il mio intento non ha fine di lucro ma è la volontà di far conoscere l'altra faccia della medaglia prima che venga fatto sparire tutto.
 
qui potete leggere tutto il libro, FATE PRESTO PRIMA CHE ME LO FACCIANO TOGLIERE.  LEGGI
IMBECILLE
 CASINI DIFENDE LE COOP
"Giusto agevolare chi produce lavoro"

settembre 2011

P.F.CASINI Secondo Casini il provvedimento contenuto nella manovra finanziaria che riduce le agevolazioni fiscali riservate alle Coop «È un provvedimento senza padri né madri, un insulto agli italiani...» e chiede di «rimuovere l’ingiusto prelievo sulle cooperative. Una scelta scellerata».
E aggiunge che: «il provvedimento del Governo vessa ingiustamente un settore che produce lavoro, fa da diga contro la disoccupazione ed è un elemento di mutualismo e produttività. Solo nella provincia di Bologna il movimento cooperativo nel suo complesso dà lavoro a oltre 60mila persone».
Evidentemente per Casini il milione di partite IVA che ci sono in Italia da cui deriva lavoro per 22 milioni di persone non hanno diritto alle stesse agevolazioni.
Per il codice civile italiano, una società cooperativa è una società costituita per gestire in comune un'impresa che si prefigge lo scopo di fornire innanzitutto agli stessi soci (scopo mutualistico) quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta.
Ma chi sono oggi i soci delle Coop? Poveri lavoratori che collaborano per guadagnarsi il pane? Macché, sono migliaia di persone che sono solo soci formali del tutto estranei alla vita societaria ed alla sua amministrazione. Soci che servono soltanto per la raccolta di prestiti sociali con cui le Coop si autofinanziano ad interessi ridicoli nei confronti di tutte le altre attività imprenditoriali italiane verso le quali attuano in tal modo una concorrenza sleale, che comunque non comporta più neanche dei prezzi competitivi sul mercato.
La Coop Italia con un fatturato di oltre 12 miliardi di euro non rientra più negli scopi di mutualismo che giustificano i privilegi fiscali, e non solo, di cui gode. Copre il 20% della distribuzione nel suo settore in Italia ed arriva al 50% in regioni come Emilia e Toscana, più di una multinazionale. E continua ad aprire centri commerciali a discapito delle piccole attività che sono costrette a chiudere e lasciano molte persone sulla strada. Ormai queste società cooperative non corrispondono più agli intenti mutualistici pretesi dalla Costituzione e dal legislatore.
Pierferdy però è rimasto indietro di 50 anni e non ha afferrato bene la situazione. E così riesce soltanto a fare la figura del perfetto IMBECILLE.
IMBECILLE
 IL GALLO CEDRONE DIVENTA UN PICCIONE
"Italo Bocchino - il fico - mollato da Sabina Began proprio come una pelle di fico"

settembre 2011

SABINA & ITALO Dopo averlo sentito tuonare in Parlamento e rilasciare interviste feroci ai giornali, tutto ci si poteva aspettare tranne che sentirlo balbettare dietro una gonna. Eppure è successo.
Dopo la separazione dalla moglie aveva colto al volo l'Ape Regina della politica Sabina Began del Pdl. Sembrava la conquista sprezzante e virile di un gallo cedrone che si prende ciò che vuole. Ma stavolta ha fatto la figura del piccione.
Sabina racconta a Vanity Fair come nacque la loro "relazione affettuosa": "Ero molto titubante, gli ho detto: Tu odi Berlusconi che invece io adoro. Non credo che potremmo frequentarci. Ma lui ha replicato: Non lo odio, anzi lo stimo e sono come lui". "Credo che Italo non avesse nessuna intenzione di riavvicinarsi al premier, voleva solo farsi un po' di pubblicità: gli piace accreditarsi come latin lover. E ho avuto la sensazione che i paparazzi fossero ben informati sulle nostre uscite". Una storia durata poco e finita male.
E così, dopo essere stato mollato, Italo comincia a tempestare Sabina con patetici SMS che Sabina ha conservato e passato alla rivista: "All'improvviso mi aggredisci senza ragione. Io mi sono aperto con te, sto bene con te e mi piaci. Ma sono sensibile e quando mi tratti male soffro". Oppure: "Mi vuoi perché te lo chiedo io o perché mi desideri?". E ancora: "Sono entrato in casa e con tristezza penso di aver rovinato un'amicizia per cose superficiali". Italo non si da pace e continua a scrivere messaggi su messaggi al cellulare della dama.
Ma lei non ne vuole più sapere e così dichiara: "Deve lasciare in pace me e il mio telefono".
bocchino
Questo è l'uomo politico che voleva far le scarpe a Gianfranco Fini per arrivare magari alla Presidenza del Consiglio. Un grande statista pronto a rinnegare se stesso per il solito pelo di f...
La sua spocchiosa arroganza esibita in pubblico crolla miseramente nel privato per mostralo come realmente è: proprio un perfetto IMBECILLE.
 L'AGENZIA DELLE ENTRATE SI SCAGLIA CONTRO GLI EVASORI
Lo spot pubblicitario denuncia i parassiti ma trascura il più grosso.

settembre 2011

parassiti
 
Lo Stato italiano ci costa ogni anno due terzi del Prodotto interno lordo. Il solo Parlamento ci costa oltre un miliardo di euro ogni anno.
Tre milioni e mezzo di persone in Italia vivono di politica. Paghiamo sempre più Tasse per avere indietro sempre di meno. I veri parassiti sono loro.
lato b 
 "IL FATTO QUOTIDIANO" e "REPUBBLICA" vogliono santificare la Arcuri

settembre 2011

Dalle carte dell'inchiesta sul giro di escort di Tarantini e gli incontri con il premier, era sfuggita una indiscrezione sull'incontro tra Manuela Arcuri e Berlusconi, presente la sua "amica del cuore" Francesca Lana.
In tale occasione la Arcuri avrebbe opposto un netto rifiuto alle avances del Cavaliere.
Così l’attrice è stata celebrata alla stregua di una Maria Goretti, capace del gran rifiuto a Silvio Berlusconi.
Questa l’agiografia ben riassunta dal titolo di prima pagina del Fatto di venerdì 16 settembre: «“Gianpi” propose alla Arcuri di concedersi in cambio di Sanremo, mai lei rifiutò». Immagino l'estremo godimento dei giornalisti di Repubblica che una come la Arcuri se la sognano soltanto.
Anche a Repubblica non stavano più nei pantaloni, erigevano statue a Santa Manuela Vergine: «Il popolo del web esalta Manuela. “Ha rifiutato, ora santa subito», era il titolo di un articolo molto equilibrato.
“Sei grande, giù il cappello a una donna bella e intelligente» uno degli entusiastici commenti online.
E così Manuela da maggiorata un po' oca passa a signora del cinema e solo per aver negato l’ingresso al Caimano.
Sempre sul quotidiano di Ezio Mauro, Francesco Merlo rapito da tanta purezza scrive: «Emanuela Arcuri che dice no a Berlusconi e rinunzia all’ambito cadeau di presentare Sanremo è la nostra piccola Anna Magnani, la Mamma Roma, sgrammaticata e generosa anche nelle forme, di questa Italia in sottana. E tanto più ci fa piacere perché ha la faccia improbabile nel ruolo della casta diva». Il Merlo volava ancora più alto: «Manuela testimonia che nell’Italia sporcacciona di Berlusconi si può essere avvenenti per stile e non per soldi, sexy ma senza vendersi».
Anche il Futurista, giornale dei finiani che vuole sempre distinguersi per la vena pop, scomodava Vasco Rossi nel titolo: «Brava Manuela, c’è chi dice no». Poi chiosava: «Manuela Arcuri è un esempio perché ha scelto persino di negarsi al Sire. E ragazze mie guardate qui: è ancora là, a fare la sua strada».
L'offerta alla Arcuri: giochino lesbo
Ma poi escono i testi completi delle intercettazioni ed allora il quadro cambia completamente.
Così si scopre il motivo del rifiuto di Manuela. Francesca Lana, la fanciulla che fu ritratta su Chi mentre sbaciucchiava l’ombelico arcuriano, in una telefonata dice a Tarantini: «Amore, io sì, rimango senza problemi, ma Manuela dice che se non vede sto cammello (...). Lei dice “io fin quando non ho una certezza che quello che voglio accada non faccio niente per lui”» (10.02.2009). Il concetto viene ribadito pure in altre chiamate. L’amica Francesca riferiva a Giampi il contenuto delle loro chiacchiere: «“E poi dobbiamo parlare di quella cosa a due”, ha detto, “ma ti rendi conto”, ha detto, “minimo per quello ci deve... se dovessimo fare una cosa del genere, ci deve già avere il contratto davanti firmato”» (11.12.2008). La questione è tutta di cammello, il quale se passa per la cruna d’un ago figurati se non può passare anche qui. Prima il contratto (per Sanremo o per il fratello che deve lavorare), poi magari giochiamo un po’ in tre. Se no nisba, neanche se la Lana insiste: «Gli ho detto: “Apri la testa... tanto tu che cosa vuoi? Vuoi che lavora tuo fratello? Andiamo decise che cazzo ti frega l’hai fatto mille volte per gente inutile». (9.1.2009).
Ma non se ne fece nulla. Poi nel febbraio 2009 la Arcuri partecipa alle Iene e in un siparietto con il Trio Medusa si lascia andare e dà i voti ai suoi veri o presunti amanti. Scenetta di cattivo gusto che non va giù a Berlusconi.
"Meno male che non è stata qui - confida a Tarantini - perché sennò .... mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con una t.... così".
Capito la SANTA? Sembra che per far carriera SI SIA DATA molto.
Avranno il coraggio i nostri eroi, Travaglio e Merlo di scrivere la verità? Ne dubito. Un giornalismo da LATO B.
nemesi
 INDAGATO L'EDITORE DE L'UNITA' PER EVASIONE FISCALE

La grande caccia all'evasore si conclude nell'ufficio del suo editore Renato Soru.

settembre 2011
SE L'UNITà LANCIA UNA CAMPAGNA CONTRO GLI EVASORI E POI IL SUO EDITORE VIENE INDAGATO PER EVASIONE FISCALE, E' NEMESI?
Il quotidiano di sinistra L'Unità nei mesi scorsi ha lanciato una lotta appassionata contro gli evasori fiscali. Alcuni titoli: "Indecenti evasioni", "grandi imbroglioni", "pene più severe per gli evasori",  "Regali ai grandi evasori", "il problema di chi non paga le tasse è un problema politico", "la lotta all'evasione è uno dei punti fondamentali dell'anti-manovra del PD".
Se la Guardia di Finanza indaga Renato Soru, editore e azionista de L'Unità, nonché esponente del PD, per aver scordato di pagare le imposte di una sua società inglese, si può parlare di NEMESI?
E se uno dei "grandi imbroglioni" fosse proprio l'editore, con che titolo uscirà L'Unità?
soru
NUOVA SCHEDA
IMBECILLE
 
"Imbecille" non è propriamente un insulto. Deriverebbe dal latino in- (prefisso con il significato di “con”) e bacíllum o bàculum (“piccolo bastone”).
Denota quindi una persona debole, malferma sulle gambe, obbligata ad avvalersi di un sostegno e, soltanto per estensione, debole di mente.
 
 BOCCA ...  CHIUSA
L'ex duro e puro adesso ha paura a scrivere di Bersani 

settembre 2011

GIORGIO BOCCA «Un tempo mi sarei lanciato nella discussione: stavolta non l’ho fatto anche con un senso di paura».
Così dichiara al Fatto Quotidiano in riferimento alla faccenda Penati. Proprio lui che del suo ardimento fisico da partigiano, combattente impavido nelle formazioni di Giustizia e Libertà, e di quello verbale da scrittore e giornalista, attaccante senza paura dei potenti di turno, ha sempre fatto motivo di orgoglio.
Ma ora è accaduto l'impensabile: il duro e puro si è cacato nei pantaloni.
Le minacce di querele e di risarcimenti milionari (e magari d'altro non noto) pronunciate da Bersani all'alba della vicenda Penati hanno fatto vacillare le granitiche convinzioni sul diritto di cronaca di Giorgio Bocca.
Ma qualche cosa comunque gli è sfuggito:  «... vedo un’assoluta identità (fra il Pd e i tempi d’oro del Psi pigliatutto). Craxi diceva: i mariuoli ci sono ma i soldi servono ai partiti. L’unica cosa che si capisce da questa vicenda è che la sinistra è la stessa cosa della destra, quanto a onestà ». «Rubano tutti. Tutti i politici hanno lo stesso interesse: avere il potere e fare soldi. La via è comune».
E poi, conferma: «... mi sono ben guardato dallo scrivere articoli sull’argomento. Le querele volano e i giornali nemmeno ti sostengono. Un tempo mi sarei lanciato nella discussione, stavolta non l’ho fatto anche con un senso di paura».
bocca
Con Berlusconi non ha avuto paura. Ma  si sa, in fin dei conti Silvio è un bonaccione. I cattivi veri sono tra i suoi compagni che conosce bene. Lui c'era nel dopoguerra al tempo delle rappresaglie sanguinarie; sa che il lupo perde il pelo ma non il vizio. E lui vuole vivere i suoi ultimi giorni in pace.
Questa è l'evoluzione di Giorgio Bocca: FASCISTA duro e puro, COMUNISTA moralmente superiore, CACASOTTO. Perfetto esempio di IMBECILLE.
 2 AGOSTO A BOLOGNA: LA SOLITA FARSA
Commemorati i caduti della strage alla stazione di Bologna...

agosto 2011

... con i soliti cori beceri e sguaiati contro il governo di turno e contro i fascisti in genere. Quella che dovrebbe essere una cerimonia commemorativa gestita a bassa voce nel rispetto dei morti ammazzati, anche quest'anno a Bologna è diventata la solita piazzata di esaltati che vogliono una verità diversa da quella vera. Infatti ormai tutti hanno capito che Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini sono stati condannati per la strage, ma non ne sono gli autori.
Sappiamo chi è stato Ora, a distanza di oltre trent'anni, sembra che la magistratura voglia riaprire il caso, non perché ci sono nuovi elementi di indagine, ma perché vuole prendere in considerazione fatti già conosciuti, ma volutamente ignorati.
Infatti nel mese precedente alla strage i nostri servizi segreti avevano segnalato il rischio di un'azione ritorsiva contro il nostro paese da parte del Fronte Popolare per la liberazione della Palestina per la condanna di Abu Anzeh Saleh, arrestato per traffico di lanciamissili.
Dopo l'attentato era stata segnalata anche la presenza a Bologna il 2 agosto  all'albergo Centrale di Thomas Kram, appartenente alle RZ, le cellule rivoluzionarie tedesche, esperto di esplosivi, che era sparito subito dopo.
C'era anche Margot Frolich, sempre delle RZ, che in seguito era stata arrestata a Fiumicino con due detonatori, un timer e tre chili di esplosivo.
Bastava dunque fare 2+2, ma sembra che la magistratura del tempo, magari su consiglio dei partiti di sinistra, abbia avuto problemi con le addizioni.
L'ex Presidente Cossiga aveva dichiarato: "Non si arriverà mai alla verità. Ormai sono passati troppi anni. Non sono stati la Mambro e Fioravanti. Non sapremo mai la verità perché metterebbe in imbarazzo troppe persone: la magistratura, gli investigatori, il PD".
Per questo c'è anche la possibilità che la nuova inchiesta serva solamente come pretesto per rafforzare la tesi del terrorismo nero.
E' certo che a molti ha fatto comodo per trent'anni far credere che la responsabilità della strage sia da attribuire all'estrema destra, ma oramai sembra chiaro che in realtà dietro questo ed altri fatti di sangue irrisolti ci sono le strategie, i moventi, i mandanti e gli esecutori dell'estremismo di sinistra, dei terroristi rossi.
Ora possiamo dire: SAPPIAMO CHI E' STATO.
 
NOTA: Fioravanti e Mambro vennero condannati in base alla testimonianza del superteste Massimo Sparti, noto criminale, il quale dichiarò che Fioravanti andò da lui a Roma, due giorni dopo la strage, per chiedergli dei documenti falsi per Francesca Mambro. Nell’occasione gli avrebbe fatto anche una battuta: «Hai visto che botto?». Questa fu ritenuta una testimonianza attendibile anche se la ex moglie, il figlio e la colf dello Sparti dichiararono che questi si trovava con loro in vacanza a Cura di Vetralla nel periodo del presunto incontro con Fioravanti. Massimo Sparti, finito a sua volta in carcere, ne uscì grazie al certificato contraffatto di un altro detenuto che era portatore di un tumore al pancreas e per tanto, come malato terminale, incompatibile con la detenzione. In realtà è morto vent’anni dopo.
 NON BASTA ESSERE "ABBRONZATI" PER SALVARE IL MONDO
Il Messia della sinistra Barack Obama avrà dei problemi a salvare se stesso.

agosto 2011

L'elezione a Presidente degli Stati Uniti aveva ricevuto gli osanna del sinistrume italiano: giornali, radio, TV, partiti. Finalmente un uomo nuovo che avrebbe dato una regolata la mondo. Un uomo ben diverso dal nostro Presidente. Basta cow boy alla Bush, ma un personaggio politically correct. Il colore della pelle ed il fatto di essere un democratico era per molti garanzia di capacità, determinazione e correttezza.
Ma distanza di tempo il nostro uomo si è dimostrato soltanto un visionario tentennante e senza attributi, incapace di decidere e di assumersi le responsabilità, deludendo così la maggioranza degli americani.
'O BAMBA Ricordiamo il suo programma elettorale del 2008 e i risultati:
- Chiusura dei campi di detenzione di Guantanamo = i detenuti sono ancora nelle carceri.
- Termine della guerra in Iraq e Afganistan e ritiro dell’esercito americano = le truppe sono ancora lì.
- Miglioramento dell’economia americana = deficit passato dal 3 all’11% del Pil; Debito pubblico passato da 10 a 14 trilioni di dollari; Dollaro ha perso metà del suo controvalore sull’oro; Benzina da 1,8 a 3,50 dollari al gallone.
- Creazione di 2,5 milioni di posti di lavoro = persi 3,3 milioni di posti di lavoro.
- Accordi di collaborazione per la denuclearizzazione e la pace con Iran = deriso e sbeffeggiato da Ahmadinejad che ha quadruplicato i suoi depositi di uranio arricchito.
- Stessi accordi programmati con la Corea del Nord = fallimento totale, gli esperimenti nucleari continuano.
- Incremento delle opere pubbliche = i progetti non sono ancora stati presentati.
Tutto questo, insieme ad altri fallimenti della sua quasi triennale attività politica, ha ridotto gli Stati Uniti a subire uno schiaffo alla propria immagine internazionale quando la Standard&Poor’s ha abbassato il giudizio di rating sul suo debito da AAA a AA+. Questo per dire che il mondo economico dubita che Obama abbia ancora la capacità di pagare gli interessi e rimborsare il capitale dei titoli emessi.
Fatto mai accaduto nel dopoguerra e sentenza che classifica Barack Obama come il peggiore Presidente che abbia messo piede alla Casa Bianca.
La Cina, lo stato che ha la maggior quantità di titoli americani, ha cominciato a manifestare i suoi dubbi sulla capacità di solvenza e chiede delle garanzie sui suoi investimenti. E così ora la Cina in pratica ha il controllo sull’economia statunitense.
Sarà questo il Presidente USA che permetterà il sorpasso cinese nella leadership dell’economia mondiale? Probabilmente passerà alla storia solo per questo.
Molti ormai si chiedono se, dovendo dare il cambio a Bush ed eleggere un democratico, non era meglio scegliere Hillary Clinton.
NON HA CAMBIATO IL MONDO, NON HA SALVATO GLI STATI UNITI, RIUSCIRA’ A SALVARE SE STESSO?
 I NAPOLETANI RINGRAZIANO

agosto 2011

A Napoli sono apparsi nuovi manifesti
con l'immagine del neo sindaco De Magistris.
Sono però molto diversi da quelli delle elezioni.
Questi sono i ringraziamenti di alcuni napoletani,
delusi per le promesse mancate, e di quelli
che hanno ancora l'immondizia fuori di casa.

"IN CINQUE GIORNI
FACCIO SPARIRE
L'IMMONDIZIA
DA NAPOLI"


Ricordate?
sindaco cantastorie

libro LIBRI
da leggere
 PAPPONI DI STATO

agosto 2011

I COSTI ESORBITANTI DELLA POLITICA SONO COSE RISAPUTE...

...ma vi siete mai chiesti che cosa fanno questi nostri eletti per meritare tanta grazia?
Papponi di Stato

Roberto Poletti, ex deputato dei Verdi non più ricandidato, ha scritto un libro dal titolo "Papponi di stato"

dove racconta per filo e per segno i suoi due anni di privilegi nella tanto vituperata casta.

Ai dati sugli stipendi, le tesserine sconto, i pranzi sotto costo alla buvette, che già conosciamo, lui ha aggiunto

il punto di vista personale, la noia delle sedute, il senso di futilità, l’idea di prendere un ricco stipendio a sbafo

(20.000 euro per non fare niente)

e l’impari lotta contro i pochi sensi di colpa. Di seguito i capitoli del libro già disponibili a cui seguiranno tutti gli altri.

 

CAPITOLO 1 - LA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA PORCHETTA

CAPITOLO 2 - LE TESSERINE DEI MIRACOLI

CAPITOLO 3 - UFFICI SÌ, LAVORATORI NO

CAPITOLO 4 - STRAPAGATI PER CHIACCHIERARE

CAPITOLO 5 - SETTIMANA CORTA PER GLI ON.

CAPITOLO 6 - CENE, NUTELLA E PORNO

CAPITOLO 7 - AULA, LA FABBRICA DELLE BUFALE

CAPITOLO 8 - DEPUTATI IN VENDITA AL BAZAR

CAPITOLO 9 - LORO VOLANO, TU PAGHI

CAPITOLO 10 - LA CARICA DEI RACCOMANDATI

LEGGI IL LIBRO

 BERSANI & BERSANI

luglio 2011

Bersani & Bersani
amolavita

 freccia     Ho imparato che ...
non conviene coltivare sentimenti di rancore e amarezza... rendi infelice solo te stesso.

freccia     Ho imparato che ...
i nemici non si combattono con la vendetta... la migliore vendetta è il successo nella vita.

freccia     Ho imparato che ...
bisogna sempre moderare i giudizi... perché potresti doverli rimangiare.

freccia     Ho imparato che ...
tradire un segreto può dare un attimo di gloria... e tante ore per pentirsene.

freccia     Ho imparato che ...
le cattive parole dettate dalla rabbia restano scritte nella mente... e non si cancellano più.

freccia     Ho imparato che ...
un sorriso non costa nulla... ed è il modo più semplice per essere gradito dagli altri.

freccia     Ho imparato che ...
non puoi scegliere la qualità della vita... ma puoi sempre fare qualcosa per migliorarla.

freccia     Ho imparato che ...
tutti hanno un obiettivo... ma la felicità si prova nel raggiungerlo e quando arrivi finisce.

freccia     Ho imparato che ...
bisogna pensare al futuro... ma non bisogna dimenticare che il futuro si vive ogni giorno.

freccia     Ho imparato che ...
smettere di fumare e dimagrire non dipende dalla capacità, ma solo dalla volontà... e se non lo vuoi fare, non ci riesci.

freccia     Ho imparato che ...
non bisogna mai rischiare tutto... e un rischio calcolato corrisponde esattamente a ciò che puoi perdere.

freccia     Ho imparato che ...
l’onestà non è uguale per tutti... ognuno la applica nella misura in cui se lo può permettere.

freccia     Ho imparato che ...
tutti hanno delle opportunità... ma c’è chi le coglie al volo e chi ci pensa e le perde.

freccia     Ho imparato che ...
il successo non dipende dalla fortuna... ma dalla capacità di superare i fallimenti.

freccia     Ho imparato che ...
il talento non basta... prevalgono sempre la volontà, la determinazione e la costanza.

freccia     Ho imparato che ...
non è mai troppo tardi... imparare e fare cose nuove, mantiene giovani il corpo e la mente.

freccia     Ho imparato che ...
la vita non deve essere un raccoglitore di rimpianti... ma una memoria di ricordi.

freccia     Ho imparato che ...
niente è per sempre... purtroppo le cose belle finiscono e per fortuna anche la sfiga.

freccia     Ho imparato che ...
è meglio dare consigli solo quando sono richiesti... e meglio ancora non darne mai.

freccia     Ho imparato che ...
la vita è dura... ma io lo sono ancor di più!!!

Flavio Berlanda          
lato b 
 PERCHE' NON LEGGO "IL FATTO QUOTIDIANO"

luglio 2011

Non condivido la linea politica chiaramente antiberlusconiana che «Il fatto quotidiano» di Travaglio vuol far passare per ricerca della verità. Liberi di pensare e di scrivere ciò che vogliono, finché trovano gente disposta a pagare per leggerlo. Ma ciò che mi porta ad eliminarlo categoricamente dalle mie letture sono certe prese di posizione che denotano un fondamentalismo ipocrita che non lascia spazio al buon senso ed all’onestà intellettuale. Basta colpire per fare notizia. L’informazione e la imparzialità di giudizio sono solo opinioni. Io non lo leggo, però mi capitano sotto gli occhi alcune chicche riportate su altri giornali. Questa vale proprio la pena di leggerla, perché è molto esemplificativa di quel tipo di giornalismo. Un giornalismo da LATO B. Il Fatto Quotidiano

Strauss-Kahn, mai uno stupratore libero

In un mondo perfetto la giustizia non sbaglierebbe mai, i procuratori perseguirebbero i cattivi e i colpevoli sarebbero puniti. In un mondo ideale la giustizia proteggerebbe gli onesti e le vittime troverebbero sempre giustizia.
Nel mondo imperfetto nel quale viviamo, invece,
la giustizia può sbagliare e quando accade si verifica che i colpevoli non pagano le proprie colpe e le vittime non trovano giustizia. Dimentichiamoci quindi per un momento del caso di Dominique Strauss-Kahn, delle sue implicazioni politiche e finanziarie, del potere, dei soldi, dei complotti reali o presunti, della ribalta mediatica, della gogna e di tutto il resto.
Io credo che nel nostro mondo imperfetto, se una percentuale di errore è ineliminabile dal sistema, è preferibile che un presunto stupratore con precedenti di molestie e notorio puttaniere finisca dietro le sbarre per un errore giudiziario piuttosto che un presunto reato di stupro rimanga per errore impunito. Anche perché – percentualmente parlando – sono immensamente di più i casi di stupro e violenza non perseguiti (quindi di vittime che non trovano giustizia) di quanti siano i presunti stupratori finiti per sbaglio dietro le sbarre.
Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2011
 
Diametralmente opposto al mio senso di giustizia: "meglio un colpevole fuori che un innocente in galera". Ma si sa che queste tesi non trovano consenso tra gli esaltati maschi e femmine che siano. E' meglio quindi condannare a prescindere. Meglio un PRESUNTO stupratore dietro le sbarre piuttosto che un PRESUNTO stupro resti impunito. Direi un punto di vista MOLTO PRESUNTUOSO
  cambia il vento
 SVELATO IL MISTERO

giugno 2011

 

A Roma sono stati affissi dei manifesti che richiamano alla Festa dell'Unità organizzata dal PD per il 23 giugno.

Molti si chiedono chi si nasconda sopra le gambe usate berlusconianamente per richiamare l'attenzione.

E' facile pensare: una bella ragazza. Sbagliato!

Allora di chi sono quelle belle gambe?

Ma sono dell'Enfant Prodige della sinistra italiana:

 

Quello che vuole fare le scarpe a Bersani.

 

Quello che vuole proporsi come nuovo Presidente del Consiglio.

 

Quello che si è preso Milano con Pisapia.

 

Quello che vuole abbracciare i rom e gli islamici.

 

Quello che ha aumentato l'addizionale regionale Irpef per coprire il buco della sanità pugliese.

 

Quello che si è trovato con un Consiglio Regionale di corrotti, da lui nominato, e li ha cacciati. 

 

Quello che trovi al Gay Pride non in rappresentanza ma in partecipazione attiva.

 

Quello che molti ritengono sia il nuovo che avanza in Italia.

 

Quello che CAMBIA IL VENTO.....

 

..... sono di  NIKI VENDOLA  !!!

 L’ACQUA NON È UNA MERCE? EPPURE LA FANNO PAGARE.

giugno 2011

A proposito di vittoria nel referendum: pochi giorni di euforia e già siamo tornati alla dura realtà. Chi ha votato contro Berlusconi si ritrova con un nulla di fatto. In compenso i problemi legati alla distribuzione dell’acqua ora sono presenti ed impellenti, dal momento che la via d’uscita è stata bloccata dai soliti «coglioni». Esemplare è la situazione di Bologna dove la società Hera, una holding quotata in Borsa che gestisce i servizi idrici, ambientali ed energetici in Emilia Romagna (in regime di monopolio o quasi). Questa società, che è legata a filo doppio con la sinistra, ha subito un enorme danno dall’esito del referendum. Le sue azioni hanno perso il 10% bruciando circa 187 milioni di capitale ed il Comune di Bologna che è azionista al 13% ha avuto una perdita secca di 25 milioni. Stessa situazione di altri comuni emiliani. Si prevede quindi a breve una raffica di aumenti dei servizi erogati da questa società che ha anche annunciato di non poter disporre dei 70 milioni di investimento previsti nella convenzione con gli enti locali per migliorare la rete idrica. L’assessore all’Ambiente della Provincia di Bologna, Emanuele Burgin, dichiara che serve subito una nuova legge perché la situazione è di paralisi e le conseguenze saranno sia in termini economici che occupazionali. Ha anche ricordato che la norma abrogata era stata introdotta dal governo Prodi e che il ricorso ai privati è l’unico modo per finanziare gli investimenti. ACQUA
Anche Sergio D’Antoni, responsabile del PD sul territorio, ammette che è necessario rimediare subito al vuoto legislativo per continuare con le privatizzazioni dei servizi locali per l’acqua come propagandava fino a poco tempo fa anche Bersani, salvo poi fare il salto della quaglia per convenienza politica e scarsa lungimiranza. Erasmo D’Angelo, presidente di Publiacqua, la società idrica Toscana dice: «Dove li prendiamo oggi i soldi per le infrastrutture? A Firenze sono stati programmati investimenti per 740 milioni mentre a Milano l’investimento previsto è di 800 milioni».
Questi bei tomi conoscevano le conseguenze del «SI» al referendum, ma probabilmente speravano, in compagnia di molti altri ipocriti consapevoli del rischio, che non venisse raggiunto il quorum. Hanno scherzato con il fuoco e la bomba è scoppiata loro in mano. Per rimediare a questo disastro sembra che i vertici del PD siano disposti a trattare con la maggioranza. Troppo comodo adesso. E soprattutto una bella faccia di bronzo.
PS: Ma chi ha vinto il referendum? Forse Pirro?
 lETTERE

Ricevo questa lettera che pubblico con un commento.

giugno 2011

Vorrei solo farle i miei più vivissimi complimenti, ho letto molto di quello che scrive, ma non ancora abbastanza, ho fatto una sorta di "zapping" nel suo sito, e mi sono spaventato per quanto sono d'accordo sui contenuti, ma le faccio i complimenti anche per la forma oratoria, per l'efficacia con cui esprime le sue idee.
Io sul mio Facebook, partecipo spesso a discussioni sugli argomenti di attualità gli stessi di cui si occupa anche lei, le idee che esprimo sono simili alle sue, l'unica differenza che io sono forse un po' troppo diplomatico.
Nonostante questa mia, chiamiamola "pacatezza" sono stato spesso insultato con gli stessi concetti con i quali è stato insultato lei (da quella lettrice anonima). Qualche giorno fa, risposi a uno che sosteneva che da almeno 10 anni ci sarebbero energie alternative ma che ce le tengono nascoste, semplicemente che mi facevano sorridere quelli che sostenevano queste assurdità. Mi presi subito dello schiavo e del servo. In un'altro caso in un 'altro forum, sempre a causa di una mia pacatissima osservazione circostanziata sul fatto che NON andare a votare a referendum ingannevoli fosse un diritto, un ragazzo mi ha dato dello schiavo schifoso (che fantasia!) e un altro mi ha detto che almeno si augurava che Berlusconi, mi pagasse bene!
Mi spaventa questo modo di ragionare, anzi di reagire, da parte di questi ragazzi, che si sentono in diritto di ritenere le persone che la pensano diversamente schiavi pagati da qualcuno.
Sarebbe come dire che il loro pensiero (meglio dire indottrinamento) sia la verità assoluta, e quindi chi dice cose diverse lo fa solo perché e' pagato o costretto. Una cosa del genere mi mette i brividi, anche perché questa violenza, perché di violenza si tratta, la incontro troppo spesso. ODB

contro
 

Caro ODB,

la ringrazio dei complimenti ma mi fa piacere soprattutto constatare che i miei punti di vista sono condivisi. Anch’io partecipo talvolta a delle discussioni su siti affini e contrari alle mie idee e, pur cercando di rimanere nei limiti del rispetto e della buona educazione, ricevo spesso e volentieri insulti gratuiti e pregiudizievoli. La cosa normalmente mi fa sorridere e, se possibile, tento di far ragionare l’interlocutore. Quando non è possibile lascio perdere. Vale sempre il principio che anche gli imbecilli hanno gli stessi miei diritti, compreso quello di parlare a vanvera. Del resto riesco anche a capirli. Anch’io sono stato giovane ed amavo le canzoni che parlavano di cambiare il mondo. Canzoni appunto del valore più o meno delle favole. Ancora le ascolto ma non per il messaggio, ma perché mi ricordano la mia gioventù. Con il tempo e le responsabilità, ho poi imparato che la vita è un’altra cosa. Tutti sognano il benessere per l’umanità, la giustizia sociale ed una società migliore. Sognano pure di essere ricchi, alti e biondi con gli occhi azzurri, ma il sogno non si avvera mai.
Mi torna in mente uno scambio che epistolare che ho avuto con Bisio, quello di Zelig. In una trasmissione aveva recitato una poesia dove affermava che i bambini sono comunisti. Io gli ho scritto che questo è vero. Infatti sono egoisti, prepotenti, possessivi e non hanno rispetto per gli altri. Poi però diventano grandi, maturano, imparano, conoscono e capiscono che le ideologie sono soltanto un’utopia che non ha mai portato a nessun traguardo. Ma non tutti approdano alla vita reale: alcuni restano con le idee infantili, come lui. Mi ha spiegato che era solo una poesia, guarda caso.
Di tutti questi giovani incazzati, io vedo soltanto il lato patetico. Vengono strumentalizzati da vecchi marpioni che non hanno nessuna intenzione di confrontarsi con gli altri, ma si nascondono dietro questi poveretti che credono ancora di cambiare il mondo con la violenza e magari la rivoluzione.
Oggi la quasi totalità di quelli che nel ‘68 facevano le barricate e di quelli che si facevano chiamare «figli dei fiori» e vivevano nella totale inettitudine, si sono integrati nella comunità. I giovani che oggi sono convinti di essere dalla parte giusta e tanto scalpitano ed imprecano faranno la stessa giusta fine. Niente di nuovo sotto il sole.
 lETTERE

Italiani, un popolo di navigatori, santi, eroi... e di «COGLIONI».

giugno 2011

Il referendum ha dimostrato che «popolo bue» non è solo un modo di dire.

E l’affermazione che parte degli italiani siano proprio dei «coglioni» si riferisce al fatto che sull’onda emotiva ed irresponsabile del terremoto in Giappone, hanno deciso che dovremo pagare sempre di più per avere ciò che potrebbe costare meno. Essendo comunque un convinto democratico, dico che è giusto rispettare la volontà di quelli che al referendum hanno votato nel modo che sappiamo. Come è altrettanto giusto rispettare il governo che è stato regolarmente eletto e che quindi ha il diritto di governare fino alla fine del mandato. Chi la pensa diversamente ha un concetto di democrazia che sbava nella prepotenza e nella sopraffazione.

Certamente non tutti coloro che hanno votato «SI» sono dei «coglioni». Una parte sono solo degli ingenui, oppure ignoranti del problema, oppure solo accecati dall’odio nei confronti di Berlusconi.

Perché sono arrivato a questa conclusione? Ecco tre motivi:
IL NUCLEARE

L’incidente di Fukushima ha dimostrato l’esatto contrario di ciò che viene sbandierato senza ritegno dai soliti bene informati. I due fattori di rischio erano lo tsunami ed il disastro nucleare. Ebbene, il primo ha causato 10.000 morti. Il secondo, nessuno.
Ciò dimostra che la rinuncia alle centrali nucleari per eliminarne il pericolo è un concetto da trogloditi del progresso. Come se per eliminare il pericolo di incidenti stradali si facesse un referendum per chiudere le strade. E’ ovvio che questo non è il sistema giusto per risolvere il problema. Come per le strade e per tutte le altre opere di ingegno frutto della nostra civiltà l’unica cosa su cui si deve lavorare è sul miglioramento delle strutture e del loro utilizzo, mettendo dei limiti per ridurre il rischio. Con il nucleare vale lo stesso principio: studiare nuovi impianti sempre più sicuri e controllare le possibilità di contaminazione.

referendum

Il problema è che bisogna mettersi d’accordo. O eliminiamo le fondi energetiche che inquinano l’atmosfera e le sostituiamo con altre il cui fattore di rischio è comunque inferiore, come il nucleare, oppure ci teniamo tutte le schifezze che l’espansione industriale, specialmente nei paesi asiatici, regalerà in un futuro prossimo a tutto il mondo.

E lasciamo stare le fonti alternative. Tutte hanno dei grandi limiti o addirittura risultano più dannose ed inquinanti dei derivati del petrolio.

Il BIODIESEL, ormai è acclarato, è una vera e propria truffa alla natura. I costi in termini di disboscamento e di lavorazione creano un danno ben superiore a quelli derivanti da petrolio e carbone. Ed i milioni di ettari convertiti a queste coltivazioni vengono sottratti all’agricoltura alimentare con un bell’incentivo alla fame nel mondo.

L’EOLICO? Ha dei costi di impianto e in termini di deturpazione dei territori che non verranno più né ammortizzati, né recuperati alla natura.

Il FOTOVOLTAICO sta trasformando delle amene vallate in lande desolate con un processo irreversibile di desertificazione. Ed i conti con questi due sistemi di approvvigionamento energetico li faremo quando ci saranno da smaltire i suoi ecomostri, cosa che probabilmente annullerà ogni beneficio ricavato.

A conti fatti anche le AUTO ELETTRICHE, nel loro ciclo di vita completo, inquinano più di quelle a benzina.

Per l’utilizzo dell’IDROGENO poi, siamo ancora lontani anni luce.
Vediamo quindi di essere realisti lasciando da parte le utopie. Questi, appunto «coglioni», che urlano ed inveiscono contro il progresso, in realtà mal sarebbero disposti a rinunciare al benessere che questo comporta.

L’ACQUA

Ho sentito dire che bisogna votare contro la privatizzazione dell’acqua perché altrimenti raddoppierà di prezzo e potremo vederci tagliare l’erogazione. Dunque tutti sanno, eccetto forse i «coglioni», sempre loro, che l’acqua è un bene pubblico che non si può privatizzare, a meno di non vendere il territorio da dove sgorga, cosa che non è nelle intenzioni della legge. Lo scopo è quello di appaltare la distribuzione a delle società, con o senza partecipazione pubblica, per dare una svolta al nostro sistema idrico che è più efficiente solo di quello del Burundi (si fa per dire).

magliacoglione

Tutti sanno che c’è un enorme spreco di acqua poiché gli impianti sono molto vecchi, trascurati e a volte sabotati per convenienza. Lo stato non è in grado di fare investimenti radicali in questo settore se non in caso di grave necessità.

Qualcuno può obiettare che l’acqua costerà di più perché ci sono dei costi da ammortizzare e degli utili da realizzare. Vero. Ma oggi chi si illude di pagare meno l’acqua dovrebbe comprendere che la differenza la paghiamo sotto altra forma ed alla fine paghiamo tanto uguale per un servizio scadente.

Non vi è mai capitato di aprire il rubinetto e vedere un bel getto di acqua... marrone? Ovviamente le ditte produttrici di acqua minerale (siamo i primi produttori al mondo) hanno sostenuto i «coglioni» vittoriosi.

Un altro argomento che non ha a che fare con il referendum, ma che ricalca la stessa falsariga, è la coltivazione biologica.

I morti avvelenati in Germania hanno fatto capire che l’ALIMENTAZIONE BIOLOGICA non è il toccasana per vivere a lungo, ma rientra nella solita fregatura perché il rischio di contaminazione batteriologica è superiore a quella trattata chimicamente. Prodotti nutrizionalmente mediocri e potenzialmente pericolosi pagati a caro prezzo. Qualche furbone ha pensato bene di importare frutta e verdura dai paesi che non usano fertilizzanti ed antiparassitari, snobbando i nostri raccolti a loro parere pericolosi. Bene, ora sappiamo che da questo tipo di coltivazione possono arrivare prodotti infetti a causa della concimazione naturale fonte di colibatteri altamente nocivi per l’uomo.

Che cosa hanno dunque vinto quelli del «SI»? Niente direi.
La normativa europea prevede già società di gestione idrica private e miste ed ha anche fissato entro fine anno il termine improrogabile in cui le società di gestione a capitale pubblico devono trasformarsi in società a capitale misto. L’articolo di legge eliminato riguarda solo il livello remunerativo massimo per le società private ma non la possibilità di esistere e nemmeno di avere degli utili sul capitale investito. In Italia queste società sono già operative.
Il progetto nucleare era già stato sospeso e quindi nulla cambia.
Per il legittimo impedimento del premier e dei ministri è stata abrogata una norma transitoria di 18 mesi che scadrà comunque tra 7 mesi. Gli articoli 599 e 420-ter prevedono comunque il legittimo impedimento per ogni cittadino e quindi non cambia proprio nulla.

Ma allora chi ha vinto?
Ovvio, la politica, o meglio l’IdV, titolare del Comitato Promotore del referendum. E cioè Antonio di Pietro, al quale se non si raggiungeva il quorum lo stato rimborsava 364.819,450 euro. Ma siccome il quorum di 50+1% è stato raggiunto, il trattorista molisano riceverà dallo stato 1.032.953 euro. Due miliardini di vecchie lire di cui sentitamente ringrazia.

Vale a proposito ricord