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  EUTANASIA

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  EUTANASIA

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21.03.08

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Testo della lettera inviata a LIBERO, LISISTRATA e LEGNOSTORTO
 

l'articolo di Renato Farina su “Libero” mi da modo di riflettere sulla legalizzazione dell’eutanasia.

 

In Francia la signora Chantal Sébire, colpita da un tumore facciale deturpante e doloroso, si è tolta la vita dopo che un tribunale le aveva negato la morte assistita.

In Belgio lo scrittore Hugo Claus, da tempo malato di Alzheimer ha deciso di porre fine alla sua vita e l’ha fatto con l’assistenza medica, poiché in quel paese l’eutanasia è permessa.

Farina si dichiara convinto che lo scrittore non sia stato in grado di connettere e quindi gli altri abbiano deciso per lui.
Si deduce quindi che lui è contrario all’eutanasia perché si presterebbe agli abusi dei parenti che si vogliono liberare di un fardello, commettendo un omicidio.

Purtroppo anche Farina, come quasi tutti coloro che affrontano questo problema, non valuta la cosa in linea di principio, ma parla solo del rischio di abusi.
Eppure tutti i giorni siamo esposti al pericolo di abusi senza che nessuno osi mettere in dubbio i diritti. Parlo delle automobili, delle armi, dei coltelli e di tutto ciò che può nuocere se non ne viene fatto l’uso appropriato.

Per l’eutanasia dovrebbe valere lo stesso principio.

Il paradosso francese è che il tribunale ti permette di non curarti e di non nutrirti e di porre quindi fine alla tua vita dopo parecchi giorni di fame e sofferenze nel più totale degrado della dignità umana, ma non ti permette di fare la stessa cosa in modo sereno e dignitoso con una soluzione che trova il suo epilogo in pochi minuti.

Alcuni parlano a sproposito della sacralità della vita.
Questo attributo, esclusivamente di origine religiosa, non è incompatibile con l’eutanasia laica.
L’eutanasia, come l’aborto ed il divorzio, non sarebbe obbligatoria.
E poi se la vita è sacra non credo che questo presupposto venga avvalorato da una morte orrenda.

Ciò che dovrebbe essere quindi posto come fondamento ad ogni ragionamento è il diritto all’autodeterminazione dell’uomo.

Ecco perché mi risulta impossibile accettare la regola che l’uomo possa determinare il corso di tutta la propria vita ma non possa decidere anche il momento in cui questa vita debba arrivare al suo termine.

Mi chiedo perché, persone che hanno avuta una vita onesta e dignitosa, un posto rispettabile nella società, che hanno creato una famiglia, che hanno cresciuto dei figli, che insomma si sono accollate tutte le responsabilità senza che nessun apparato dello stato si sia preoccupato più di tanto di gestire la sua vita, possano trovarsi nella situazione in cui degli estranei si permettono di valutare così pesantemente la decisione riguardante la loro morte.

Mi è capitato, fortunatamente poche volte, di vedere in ospedale delle persona anziane maltrattate, trascurate, sofferenti tra l’indifferenza di chi li circonda e mi sono chiesto che ruolo possano aver avuto nella comunità in cui hanno vissuto quando avevano la salute e la possibilità di decidere.

Egoisticamente ho pensato, come fanno molti di noi, che la morte avrebbe dovuto raggiungermi nel sonno, senza esserne consapevole, o perlomeno senza soffrire e con il conforto delle persone a me care.

Ma coloro che vedevo non avevano avuto questa fortuna e mi sono chiesto se questa era una cosa giusta, se questa fine è ciò che si erano meritati oppure no.

Ed allora chi può sindacare qual è il valore della vita per ognuno di noi?

Forse un giudice che è lontano anni luce dal problema dell’interessato?
Assolutamente no!

Forse lo può fare un legislatore che ragiona in modo generico certamente influenzato da dogmi e pregiudizi?
Assolutamente no!

Io ritengo che solo il diretto interessato possa fare una così tragica valutazione.
Ed in questa tragicità possa trovare la pace e la serenità che la vita in quel momento gli sta negando.

Amo la vita ed è proprio per questo che non vorrei distruggere quanto di buono mi ha dato con una morte

che mi faccia maledire il giorno in cui sono nato.


scrive Gemino

21.03.08

Che ne penso? tutto il male possibile ,già negli ospedali è praticata, se sei vecchio , se sei alcolista ,drogato ,o un reietto della società è difficile che trovi un posto letto ,e se lo trovi neanche ti curano o ti lasciano morire ,almeno si libera il posto figuriamoci se approvano quella legge ti fanno fuori subito


scrivo

22.03.08

Ho l'impressione che tu faccia una leggera confusione. Mi parli degli omicidi che vengono praticati negli ospedali di cui tutti sono a conoscenza, io compreso. Tu credi che lo sappiano anche i magistrati? Ti sembra che facciano qualche cosa per rimediare o che facciano finta di nulla? Ma questa non ha niente a che vedere con l'eutanasia. Anch'io sono contrario a togliere la vita a chi non lo chiede. Io sto parlando di suicidio (assistito). Nessuna legge vieta il suicidio. E' vietato assistere ed aiutare un suicida. Quindi è la forma che viene sindacata non la sostanza. Se negli ospedali non vengono assistiti i derelitti, è solo colpa del sistema che non lo fa anche se la Costituzione lo garantisce. L'eutanasia è un'altra cosa.


scrive Maria

22.03.08

Sono assolutamente contraria all'eutanasia. Nessuno, neanche noi stessi, ha diritti sulla vita, soprattutto su quella degli altri. E' un mondo che fa paura quello in cui anche solo ci si pongono queste domande.


scrivo

22.03.08

La tua risposta mi fa pensare che non hai molta esperienza di familiari che sono morti tra le sofferenze o che si sono tolti la vita. Magari con il tempo riuscirai a capire anche tu e non sarai così categorica nelle tue convinzioni. Nessuno deve avere diritti sulla vita degli altri. Ciò di cui parlo io è della pietà che normalmente viene riservata anche agli animali (un cavallo azzoppato si abbatte per non farlo soffrire), pietà che l'uomo sofferente non ha il diritto di avere. Il mondo ti fa paura per delle domande? E' preferibile vivere nell'ipocrisia? Prova allora a chiederti come mai muoiono milioni di bambini nell'indifferenza generale, compresa la tua e la mia. Queste sono le domande che dovresti porti.


scrive Gemino

22.03.08

Io non so se ce l'ha con me o con maria ma ti assicuro che non si gioca con la vita , e che magari un parente può essere d'accordo e un altro no, come nel caso della donna americana non ricordo il nome ma il marito fece praticare l'eutanasia togliendo l'alimentazione artificiale contro la volontà dei genitori ,un dolore più atroce non poteva povocarlo ,poi le tragedie familiari ,senza entrare nel mio merito, le passano tutte le famiglie ,nessuna eslusa purtroppo non siamo dei o indistruttibili o perfetti


scrivo

22.03.08

Ma tu veramente pensi che io abbia voglia di giocare con la vita? Ciò che affermo vale soprattutto per me. Non intendo assolutamente imporlo agi altri. Ognuno deve essere libero di fare le propri scelte. Questa è la mia scelta e ti assicuro che mi da molta serenità. Come disse Montanelli non ho paura di morire ma della morte. Nessuno può dirmi come devo morire. Sarà, spero, esclusivamente una mia scelta. Non confondere anche tu i soprusi con i diritti. PS: Non portarmi esempi di cose che hai letto sui giornali. Sono scritte da giornalisti che ti fanno vedere le cose come le vedono loro. Parlami piuttosto delle tue esperienze. Solo queste possono dare la misura di quanto siano equilibrate le tue valutazioni.


scrive Ambrarosa

22.03.08

Eutanasia e aborto sono omicidi volontari e come tali punibili dal codice penale. Uno Stato che legiferi per regolarli è, senza se e senza ma, uno Stato omicida. Secondo me.


scrive Marco Cavallotti

22.03.08

Ho di fronte, per motivi familiari, un paio di esempi che mi hanno fatto pensare a lungo al problema. Tanto più che una delle persone in questione, superati i 93 anni ma in condizioni di salute del tutto inaccettabili, mi ha espressamente dichiarato che "se mi dessero un bottone per finire in pace" non esiterebbe un istante. Ma inchiodato come è a un letto, resta indefinitamente ostaggio del suo corpo... Ecco, lasciateci almeno il diritto al suicidio, senza rendercelo impossibile e senza fare in modo che, paradossalmente, possiamo decidere di smettere di vivere solo quando siamo abbastanza giovani e in forze per dare attuazione al nostro desiderio...


scrive Ambrarosa

22.03.08

Nessuno vuol togliere all'individuo la libertà di fare di e su sé stesso ciò che vuole, ma non si può pretendere che altri compiano un omicidio per aiutarci. D'altra parte si può concedere per legge la libertà di compiere un omicidio anche solo per andare in aiuto di altri che espressamente ce lo chiedono. La libertà ha i limiti dell'umana natura.


scrive Gianni Ghibellino

22.03.08

Le possibili risposte agli "infiniti problemi" che - anche solo scavando appena sotto la superficie, si impongono con prepotenza all’attenzione pure di chi non vuole vederli - non accettano, per fortuna, soluzioni assunte sull’occasionalità delle onde lunghe emotive, spesso devastanti: * i significati della vita, della sofferenza e della morte - per l’individuo e per la società - ed i relativi “tabù” * la terapia del dolore * le cure palliative * l’accanimento terapeutico e l’eutanasia passiva: * l’eutanasia attiva * il consenso e il silenzio assenso: del malato e/o dei familiari * la solitudine o l’accompagnamento del malato terminale p.s. Mi sembra tuttora opportuno che l'accetta continui ad essere maneggiata solo dal boscaiolo. g...g


scrivo a Ambrarosa

22.03.08

Complimenti per le tue certezze. Pensa che neanche il Papa si è permesso di dire che l'Italia è uno stato omicida, avendo legalizzato l'aborto. Probabilmente tu ne sai di più. A proposito di aborto, visto che hai sollevato il problema, ti chiedo se: - davanti ad una bambina di 12 anni messa incinta da un pedofilo e che deve rinunciare alla propria vita di adolescente e a tutto ciò di cui ha diritto per fare la madre; - davanti ad una diagnosi che ti informa di avere in grembo un bimbo che nascerà cieco e deforme e che avrà una vita di sofferenza; - davanti ad una donna stuprata da un branco di animali che metterà al mondo un figlio di cui non conosce il padre e che per tutta la vita le ricorderà il torto subito; - davanti ad una suora violentata nei suoi luoghi di missione che vede stravolta la sua vita di cui aveva fatto dono a Dio; - davanti ad una mamma che resta incinta venti volte perché ha sposato un energumeno che la usa come una pattumiera; - davanti a tanti altri casi in cui la donna non viene considerata un essere umano ma solo una fattrice al pari di una mucca... ... non ti viene qualche dubbio? Per loro non provi nessuna pietà? E non faresti nessuna eccezione? Non pensi che anche loro abbiano diritto ad una vita "normale" o pensi che debbano subire serenamente ma per sempre le conseguenze delle violenze subite? Banale ma inevitabile dirti: se capitasse a te sei sicura che avresti ancora le tue ferree convinzioni?


scrive Leone 20

22.03.08

E' un grosso problema che spesso viene affrontato in modo poco corretto. Chi di noi ha avuto davanti a se un parente stretto gravemente ammalato e sofferente e di fronte al Medico che diceva... sa con qualche iniezione di antibiotico la polmonite regredisce, ma prolunghiamo solo l'agonia e le sofferenze... Cosa ha saputo rispondere prendendo il coraggio a quattro mani.....Dottore lasciamo perdere...... E' forse condannabile un figlio che risponde così al Medico davanti al Padre morente per una malattia incurabile. Non condanno nessuna forma di Eutanasia, sono Cristiano e Cattolico e credo profondamente, ma non riesco a condannare una persona che chiede di morire dignitosamente. Pensiamo un po' anche ai parenti della persona che soffre e che desidera morire con dignità, è una croce che tutti i giorni bisogna portare con santa rassegnazione che spesso consuma dentro. Forse non sono riuscito dire con lo scritto quanto sento dentro di me, ma è difficile trovare le parole giuste per esprimere un parere su questo argomento.


scrive Ambrarosa

22.03.08

Io non ne so di più o di meno, so quello che penso e lo dico. In quanto a tutti i casi che elenchi non escludo che, se ne fossi stata oggetto, forse avrei ceduto per la soluzione più comoda, ma non avrei coinvolto altri a prendere per me le mie decisioni. Uno stupro è un male inguaribile anche se se ne getta il frutto, anzi ad un dolore si aggiungerà un rimorso, una gravidanza dura 9 mesi e un figlio vivo si può affidare a chi sarà felice di allevarlo e, forse, potrebbe addirittura cancellare il ricordo dello stupro invece di pensare che rimarrebbe come sua testimonianza. La scienza cammina e potrà presto trovare rimedi migliori di un omicidio, basterà indirizzarla verso una ricerca corretta come, per esempio, una sempre più efficace terapia del dolore ed altri rimedi. Detto questo, lungi da me dal condannare l'operato di chi dovrà rispondere delle proprie azioni solo alla propria coscienza.


scrivo a Ambrarosa

22.03.08

Noto con piacere che siamo d'accordo. "ma non avrei coinvolto altri a prendere per me le mie decisioni." E' proprio ciò che io desidero. Non voglio che qualcuno decida per me della mia vita, né Stato, né Chiesa. Io voglio decidere se abortire (se fossi donna). Io voglio decidere se morire (se non fossi in condizioni di vivere dignitosamente). Tutto qui.


scrive Gianni Ghibellino

22.03.08

Un po' più di misura andrebbe certamente meglio: l' "erba voglio" continua a non crescere nemmeno nel giardino d'un re.


scrivo a Gianni Ghibellino

22.03.08

Caro gigi, sentirti parlare dell'erba voglio mi ricorda tanto l'età di dieci anni. Da allora però ne sono passati più di cinquanta e quindi l'ipotesi di non aver capito che cosa voglio dalla vita mi fa pensare di averla passata inutilmente.


scrive S.W.A.T.

23.03.08

Un Leone non uccide suo fratello ferito nella savana. Lo lascia morire. Una Persona deve disporre DELLA SUA VITA. Anche in punto di morte. Impossibile COSTRINGERE un'altra Persona a dare la morte. A diventare assassino per legge. LA SOFFERENZA fa parte della storia degli Uomini, degli Animali. Con il lurido principio di dare la morte legalmente per alleviare la sofferenza, innumerevoli "parenti" hanno goduto delle eredità del sofferente. Vale anche per l'aborto. Impossibile COSTRINGERE un'altra Persona a dare la morte. A diventare assassino per legge. E non sono un cattolico. Lasciate la Vita alla Vita. Non fate come quel cadavere della Bindi che professava la macellazione umana per la "donazione degli organi" (silenzio/assenso) 6 ore prima della morte, una denuncia che feci per primo e per cui mi diedero del nazista sul forum di Forza Italia...


scrivo a S.W.A.T.

23.03.08

Non so se tu vivi nella savana, ma ti assicuro che la legge della natura permette agli animali di mangiarsi mentre sono ancora vivi. Quindi lasciamo perdere.

Nessuna legge potrà mai costringere qualcuno ad ammazzare un altro né per l'aborto (esiste l'obiezione di coscienza), né per l'eutanasia. Semmai la legge o la religione costringono tutti i giorni degli esseri umani ad ammazzarne degli altri per fini molto meno nobili di quelli di metter fine alle tribolazioni di chi soffre (vedi guerre e fanatismi vari).

Se, come dici, una persona deve avere potere sulla sua vita, non vedo contraddizione con il potere di metterci fine.

Non solo i parenti di persone in fin di vita hanno approfittato della loro impotenza. Sembra che questo succeda anche a persone in ottima salute.

Quindi ritengo che l'appellativo di nazista che ti è stato affibbiato sul forum di Forza Italia sia esagerato. Io mi sarei limitato ad invitarti a bere di meno.

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   BOLOGNESI, SVEGLIA!

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04.09.07

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Testo della lettera inviata ai bolognesi.

Ormai tutti sanno che il Comune di Bologna farà costruire una moschea sul territorio comunale.

Forse però non tutti sanno che non sorgerà semplicemente una moschea ma una vera e propria cittadella con tutte le strutture che la renderanno completamente autonoma: scuole, ospedali, negozi, centri culturali, sportivi e di spettacolo.

Tutto di stretta osservanza musulmana.

Allego uno stralcio del Protocollo d'Intesa stabilito tra il Comune di Bologna e l’Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia, per la realizzazione del Centro di Culto Islamico. Ho aggiunto qualche commento personale.  (LEGGI)

Se lo trovate interessante e siete bolognesi, vi invito a girarlo ad altri bolognesi per conoscenza. Anche se ciò non cambierà le cose perché i "padroni della città" hanno già deciso senza chiedere il parere dei cittadini.

Ma se non siete bolognesi, non pensate di cavarvela così facilmente. Presto il problema arriverà anche da voi. .


scrive Lucci Enrico Maria

04.09.07

Sono particolarmente affezionato alla città di Bologna dove ho abitato dal 1976 al 1983 per svolgere il mio lavoro.

La ricordo piena di gente tranquilla, cordiale. Ricordo Via Indipendenza dove ,negli intervalli del turno di notte andavamo a prendere il caffè nei bar stracolmi di clienti fino oltre all'una e trenta. Città opulenta. Poi, a poco a poco ,con la venuta degli extracomunitari scese come un coprifuoco. Quando si percorrevano di notte i portici delle vie del centro ci si imbatteva in gruppi di magrebini, di musulmani, ecc che facevano temere per la propria incolumità.

Ho letto di coltellate notturne distribuite in Piazza Nettuno.

Ho visto personalmente i negozi del centro con due extracomunitari a fianco della porta ,quasi a sorvegliare proprietario e clienti.

E veniamo alla città dove abito.

Sto in un antico borgo medioevale.

Da ragazzino vi ho visto le scene tipiche del "sabato del villaggio" leopardiano.

Ho veduto veramente la donzelletta venire dalla campagna in sul calar del sole, ho visto i ragazzi che giocavano sulla piazzola in frotta, ho sentito ,al sabato sera, un falegname che aveva il laboratorio annesso al'abitazione, vicino a casa mia ,lavorare fino a tardi. "Odi il martel picchiare, odi la sega del legnaiuol che veglia della chiusa bottega alla lucerna e s'affretta e s'adopra di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba". 

Ho vissuto in Paradiso e, quando ritrovo qualcuno degli abitanti ormai anziani di quel borgo ci commuoviamo profondamente ricordando quei tempi.

Ora ,di sera ,da un palazzaccio posto di fronte a me si sente :"Allaaaaaaah,illallaaaaaah" .sono loro che compiono le loro cerimonie, il prato dove giocavano i ragazzi è stato recintato, non conosciamo nessuno, ognuno fa vita a sé. 

Hanno trasformato la vita in un mostro a loro misura.

E noi dobbiamo tacere, subire la loro presenza le loro moschee i loro diritti le loro pretese. 

Quando guardo quel borgo non posso fare a meno di esclamare:

"Vi ravviso o luoghi ameni in cui lieti in cui sereni i dì passai della prima gioventù

Cari luoghi io vi trovai, ma quei dì non trovo più" (da La Sonnambula di Vincenzo Bellini).


scrive Flaber

05.09.07

Ho letto la tua lettera piena di nostalgia per i tempi in cui c'era forse più miseria, ma anche più rispetto e dignità e purtroppo succede anche a me di trovarmi talvolta in questo stato d'animo.

Mi dico che ciò che mi manca sono forse gli anni della mia gioventù, ma osservando obiettivamente non posso non notare che la promiscuità che sta avanzando nel nostro paese, anziché sfruttarne la comunità di ingegni che nel lontano passato sono stati fonti di arricchimento ed hanno creato la cultura e l'intraprendenza degli italiani, ci sta portando ad una lenta ma inesorabile perdita di identità, ma soprattutto alla perdita di ideali e di legittime aspirazioni, specialmente da parte di molti giovani, a causa della omologazione dei diritti che non rispettano il merito ma solo l'appartenenza.

Evidentemente le situazioni francese e inglese non hanno insegnato niente ai nostri governanti che proseguono imperterriti sulla via del buonismo che suona come melodia alle orecchie di chi ha deciso e dichiarato che il loro programma prevede di "conquistarci con le nostre regole e sottometterci con le loro".

A proposito, non ho capito dove abiti. Io sono trentino, nato e vissuto a lungo ad Arco di Trento, un borgo medioevale che considero un paradiso (guarda il caso), dove conto di tornare quando ho finito il mio peregrinare. Spero solo di non trovare come te il Muezzin urlante. Ogni tanto mi viene da pensare che forse il mio tempo è esaurito e che nulla mi impedisce di chiudere qui. Ma poi torna l'ottimismo e la fiducia in me stesso ed allora penso come Dante: "Non ragioniam di lor, ma guarda e passa".

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  DOPO LA MADONNA, TOCCA A PADRE PIO

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02.09.07

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Testo della lettera postata su Lisistrata

Era del tutto prevedibile che la vicenda della Madonna murata a Milano non fosse il semplice atto di uno squilibrato ma solo il primo di una serie di intolleranze nei confronti della nostra religione da parte di musulmani che vivono a vario titolo in Italia. Infatti ora abbiamo la decapitazione di due statue di Padre Pio avvenuta ad Afragola da parte di un clandestino extracomunitario musulmano.

Purtroppo c'è molta gente e soprattutto le autorità che non si rendono conto di quanto gravi siano questi episodi ed a quali conflitti sociali ci potranno portare. Arriveranno a capire ed a prendere drastici provvedimenti prima che questi fanatici comincino a decapitare i preti?


scrive Albertopancheri

03.09.07

Ma siamo proprio sicuri che le "autorità" non si rendano conto? Se pensiamo a ciò che scriveva prima Oriana Fallaci,più recentemente Bat Yeor, circa l'Eurabia e cioè sul "come l'Europa sia diventata anticristiana, antioccidentale, antiamericana e antisemita" i conti tornano. Bat Yeor documenta, passo dopo passo, ciò che è stato permesso e ha preso piede negli anni grazie anche e soprattutto alla Commissione europea. Guarda un pò, ultimamente chi ne era il presidente? Ma il nostro caro attuale capo del Governo! Una domanda: perché anche su qualsiasi stupidaggine si indicono referendum, mentre i cittadini non vengono assolutamente interpellati circa eventi che stravolgono loro la vita come il permettere l'immigrazione selvaggia, assolutamente non gestita secondo un minimo di buonsenso, incentivata da mille e una forma di "assistenza" sul territorio italiano e con spese alle stelle che gravano sulle nostre spalle? Perché un vecchietto che ha lavorato una vita apportando benefici alla nostra comunità non può farsi rifare i denti a spese dell'"assistenza" ( 25.000- 30.000 euro) e invece all'ultimo arrivato si erogano € 500,00 mensili, casa popolare, telefonino ultimo modello, abiti firmati "altrimenti non si integra", cosa che non intende proprio fare né ora né mai ece lo fanno capire in tutte le lingue? La mia opinione è che il trattato di Schengen sia stato spinto e attuato per tutt'altri motivi di quelli allora presentati con l'equazione "+ libertà di circolazione in Eurpa= + integrazione tra gli europei". Oggi tutto ciò mi appare per quel che è, cioè aprire autostrade all'invasione islamica. Del resto, i "Frateli Musulmani" ce l'hanno ripetuto tante di quelle volte e in tante di quelle occasioni proprio perché vogliamo essere sordi e ciechi. E adesso ci meravigliamo se hanno l'arroganza di spadroneggiare a casa nostra, certi di potersi permettere questo e altro?


scrive andrea ms

03.09.07

Noi italiani.....abbiamo davvero la testa dura. Flaber, anch'io mi chiedo quando i miei concittadini capiranno cosa sta succedendo nel mondo, quando capiranno il vero significato di questi atti. Atti che anticipano chiaramente che un giorno le teste tagliate potrebbero essere quelle dei preti viventi. Sperimento continuamente la paura della gente a prendere posizione. Non è certo la prima volta che mando e-mail ad amici e conoscenti chiedendo l'adesione a petizioni. Normalmente non risponde nessuno. Sono tutti sempre troppo impegnati. Oppure ti rispondono e ti danno ragione, ma ti dicono che non hanno dormito la notte per colpa delle immagini di teste mozzate che hai inoltrato nelle loro mailbox. Ormai penso che avesse ragione la Fallaci quando sosteneva che i media dovrebbero mostrare la cruda realtà e mostrare le teste mozzate dai figli di Allah. Sì, non ci dormi la notte, ma almeno TI SVEGLI DAL TORPORE ! Questo detto da uno come me che non ha mai apprezzato i TG che costruiscono i servizi su dettagliate immagini di pozze di sangue... Intanto però se vai a riguardare le petizioni inoltrate ai conoscenti, le firme non ce le mette mai nessuno. Sveglia ragazzi: questo mondo sta andando a p*****e! TUTTI STANNO A GUARDARE E NESSUNO FA NULLA. Così per Mohammed Hegazi, che rischia di essere ucciso per essersi convertito al Cristianesimo. Così per Carlo Parlanti, accusato ingiustamente di stupro nei democratici USA, così per Magdi Allam che rischia la pelle per difendere i nostri diritti ecc. ecc. La gente pensa che le disgrazie tocchino solo agli altri. Bisogna cominciare ad entrare nell'ottica che un giorno il Mohammed Hegazi, il Carlo Parlanti, il Magdi Allam, ..., di turno potremmo essere noi o nostro fratello!


scrive bolognasicura

10.09.07

Che dire. Non ho parole solo insulti, d'altronde non bisogna meravigliarci di come i Musulmani trattano le altre religioni, gli unici a non accorgersene sembrano i nostri politici

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Pubblicato il 12/08/07 su Lisistrata
Tulkas84 invia questo fotomontaggio


scrive Venezia63jr

14.08.07

Il guaio e' che quando la cdl ritornerà per prima cosa sistemerà i suoi conti in sospeso,poi attuerà le riforme proprie per reintegrare i fuoriusciti,i giudici nemici,una legge salvachissachecosa,e poi se ci rimane tempo e voglia i problemi degli italiani.ILLUSI,sono sempre gli stessi se vi chiedono quale mano o braccio vorreste che vi tagliassero cosa rispondereste?destrao sinostra per me pari sono.Bella classe di politici che ci ritroviamo,non se ne salva uno,figurarsi forza italia che prende nelle sue fila quel canchero di gustavo selva,ma non si vergognano,non hanno piu' pudore e non applaudite perche' non c'e' niente da rallegrarsi,questi che arrivano sono quelli che hanno sempre finanziato la libia e la tunisia,e hanno chiesto a gran voce di revocare l'embargo.Cretini.


risponde Tulkas84

15.08.07

1- Selva è di AN.
2- La cdl ha fatto più di 30 riforme, e la prima cosa che farà una volta ritornati sarà abbassare le tasse (come aveva già fatto)... ma ovviamente le abbasserà solo a berlusconi tu dici...
3-La libia ci ha sempre rifornito di gas, ma grazie all'ultimo governo abbiamo differenziato l'approvvigionamento (accordi con russia, nuovo mmetanodotto da turchia, e gas dal bahrein o qatar -non ricordo bene- via mare...) così non saremo più soggetti a ricatti.
Chiedi poi a Gheddafi cosa pensa di calderoli!
4- cretini a chi? vaffanculo!


scrive Venezia63jr

16.08.07

Intanto dove e' finita la tua foto nella pagina,poi sappi che comunque le tasse lui le abbassa ma le regioni e i comuni non sapranno da dove prendere la liquidita',non lo sanno adesso figurati dopo,il tuo berlusconi fa le leggi per chi e' piu' furbo e sa evadere le tasse,il tuo berlusconi non ha mai spiegato il motivo della sua uscita in politica,il tuo berlusconi ha piu' debiti di chiunque altro in italia ma facendo le leggi a proprio favore non e' possibile saperlo,vieni a vedere i privati come boccheggiano perche'non riescono a varsi valere nei fallimenti e devono chiudere perche' senza soldi non possono andare avanti,vedi le leggi che ha fatto e chiunque puo' fare l'industriale tanto c'e' il governo che finanzia.Apri gli occhi,testone,siamo alla bancarotta,se tu sei uno dei furbi che riesce ad approfftittarne capisco la tua debolezza per il berlusca,ma se sei uno qualunque allora capisci che tutti i partiti prendono per il culo e non c'e bisogno di andare alla bocconi per sapere amministrare una nazione.Siamo italiani,sappiamo parlare e parlare,parlare anche i colpi di stato li abbiamo fatti davanti un piatto di spaghetti,comunque ho piu' anni di te,ho visto e vedo piu' cose di te,faccio un lavoro dove vedo tutto quello che tu non vedi e mi arrabbio quando sento gente che acclama uno che ha fatto i soldi con la mafia e fa il furbo perche' parlamentare,non ha dato lavoro a nessuno anzi ha persino bloccato la concorrenza,si sei uno sprovveduto o sei un furbo ad acclamare un tipo come questo e soci e rossi e verdie e neri.


risponde Tulkas84

16.08.07

berlusconi ha spiegato 1000 volte perchè è entrato in politica! glielo hanno chiesto milioni di italiani per salvarli dal pericolo rosso nel dopo tangentopoli, salvare la libertà compromessa, preservare i valori in cui crede... perchè altrimenti un 70enne che ha tutto dovrebbe sbattersi 18 ore al giorno!
"L'Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti" questa sua frase riassume tutto.
Tutti quelli che fanno impresa votano berlusconi, e se non lo hanno fatto lo faranno dopo quello che ha fatto prodi! mentre i grandi industriali che prendono i soldi dallo stato sono tutti con prodi, vedi prime file di confindustria, fiat, banche...
Bloccato la concorrenza? ma se la tv privata e la distribuzione cinematrografica non esistevano neppure!
E poi di che debiti parli? che legge vieta di parlarne? cosa?
L'aumento di tasse della sx è dovuto ha un'enorme aumento della spesa pubblica (che ha passato il 50% del pil!) tenuta sotto controllo dalla dx in un periodo nero, col risultato che aumentano le tasse (non puoi dire che sono meglio di berlusconi).


scrive Venezia63jr

16.08.07

Non è che tu sei uno dei boys di forza italia?mi sembri un invasato,cosa ti rode?il tuo berlusca e' entrato in politica perche' altrimenti gli facevano il mazzo visto che craxi lo aveva aiutato a innalzare il suo network e le acquisizioni editoriali,e anche qui si prende del mafioso perche' craxi era siciliano.A me di berlusca non frega niente,mi da profondamente fastidio vedere gente che all'estero non conta niente affossare l'italia,io non credo ne a destra ne a sinistra invece tu ti p disperi,per chi?per delle nullita' che sanno che se vanno all'estero gli ridono in faccia,troppo facile fare i giochi in casa,lasciati ingannare dalla prosopea casalinga che noi siamo grandi,cullati nell'illusione di essere un grande statista e un grande industriale,si vede che tu sei di parte e finche' la pensano come te non cambiera' niente,oppure tu di questo stato di cose ne apporoffitti al pari del tuo pigmalione.Non c'e' futuro in questa italia,in cui tutti credono che sia colpa degli altri ma nessuno fa niente per il cittadino,nessuno ha mai detto di lasciare stare le beghe di partito e di lavorare per la comunita',prima risolvere i propri problemi e poi se c'e' tempo pensare alla nazione.Siamo noi che paghiamo berlusca sia a livelllo politico che sociale,mettitelo bene in testa chi fa politica almeno in italia non brilla certo per onesta',non importa se lo dice l'opposizione,della sua professione di fede me ne frego sono i fatti che contano e lui non ha fatto niente,illuso.Le statiche tientele per te a me basta vedere la realta' e i fatti che mi accadono tutti i giorni per sapere se cambia qualcosa e con gente come te non c'e'speranza.


risponde Tulkas84

16.08.07

Berlusconi non ha fatto niente? ridicolo.
Disonesto? a me risulta incensurato.
Lo ha aiutato cosa? come? mafioso?
In base a cosa dici questo, x sentito dire? Repubblica?
sarò illuso e invasato ma Berlusconi è stato l'unico nella storia ha finire una legislatura, il suo governo è styato il più operoso di sempre e poi vedo quello che ha fatto
Ti elenco un po' di riforme e spero non mi dirai ancora che sono state fatte tutte per gli interessi di berlusconi...
- Riforma della seconda parte della Costituzione Legge Obiettivo per le Grandi Opere Riforma della Pubblica Amministrazione e Codice dell'Amministrazione Digitale  
- Riforma della disciplina del lavoro (legge Biagi) Riforma del Fisco: no tax area, riduzione aliquote, abolizione della tassa di successione e donazione Riforma delle Pensioni e aumento delle pensioni sociali  
- Riforma della Scuola Riforma della Docenza Universitaria Riforma degli Enti di Ricerca  
 -Abolizione del Servizio militare obbligatorio (dopo 143 anni) Fondo unico per il Sud e Riforma degli incentivi Riforma della disciplina sull'Immigrazione  
- Riforma del Diritto fallimentare Prevenzione dei reati: poliziotto di quartiere, antiterrorismo e lotta alla criminalità Per l'impresa: legge per le grandi imprese in crisi, lotta alla contraffazione, sostegno del made in Italy, semplificazione norme e procedure, riduzione del costo del lavoro e delle imposte sul reddito delle società  
- Legge sull'impresa sociale e defiscalizzazione donazioni per il no profit Riforma del Diritto societario Riforma del mercato dell'energia  
- Nuova legge elettorale e voto degli italiani all'estero Riforma per la modernizzazione dell'agricoltura e della pesca Riforma della Protezione civile  
- Riforma dell'Ordinamento giudiziario Nuova legge per la tutela del risparmio e sulla Banca d'Italia Disciplina del conflitto d'interessi  
- Riforma del sistema radiotelevisivo Riforma del processo civile Codice della nautica da diporto
- Codice della navigazione aerea Codice per la tutela dei beni culturali Codice del consumatore  
- Codice della strada e patente a punti Codice della proprietà industriale Codice delle assicurazioni  
- Codice dell'ambiente Codice degli appalti Codice per la protezione dei dati personali  
Tu credi davvero che o Prodi o Berlusconi è la stessa cosa? io no


scrive Venezia63jr

16.08.07

Tutte leggi che ha fatto solo alcune hanno avuto corso,se fai le leggi ma non vigili che vengano applicate a che fare le fai?Poi,sono leggi ad hoc,per gli amici,guarda caso per le societa',per i ricconi dei yachts,per le banche amiche,per la costruzione delle grandi opere pubbliche del suo ministro,i conflitti d'interesse che non ha mai risolto,le assicurazioni a cui andranno i tuoi e i miei rsparmi(sempre se tu non sei nullatenente),non c'e' una legge che tuteli il cittafdino,solo le societa' e i grandi delle SPA,i polizziotti di quartiere per tua informazione esistevano prima di berlusca,non ha inventato niente anzi li ha potenziati per fare fronte alla mancanza di mezzi e benzina.Qui non sto a difendere Prodi,perche' questo ebete che si fa chiamare professore e' un ignorante di prima categoria,io sono deluso perche' credevo che forza italia sarebbe stato un partito nuovo,una idea nuova con uomini nuovi che non avevano passati trascorsi con i vecchi partiti,invece annovera fra le file i peggiori,persino ex-rifondazione.Al sud ha fatto piu' danni che bene,ha preso i peggiori diciamo i soliti,non ha mai avuto il coraggio di mandare al quel paese tutti e tutto,anzi ha tergiversato,e' un omuncolo che va avanti grazie a coloro che lavorano dietro le quinte adoperando la tattica che gia' era in uso presso gli americani.Non ha fatto mai esternazioni a favore degli usa,guarda caso sembra che in iraq e afganistan ci siamo andati per fare le crocirossine,non ha avuto il coraggio di denunciare il fatto che siamo in mutande pero' manda lo stesso la gente in zona di guerra senza le dovute cautele(vedi nassirya),non ha coraggio.E non venirmi a dire che lui come qualche altro di piazzale loreto non sa tutto o non e' consapevole di quello che accade?Ognuno le sue responsabilita'.E adesso continua a difenderlo lui e tutti i partiti amici e nemici,io sono per lo sterminio dei politici in italia,io non me la prendo con te,perche' so che basta andare all'universita' per sentirsi unti da grande scienza e si scopre che gli altri sono degli ignoranti,io mi vergogno a pensare che la cultura viene dispensata a pochi e quei pochi si vogliono differenziare,tu per me non hai scuse se peggio di un ignorante perche' sai e taci.Omertoso.

informati ma i giornali nazionali danno selva uscente da an ed entrante in forza italia.Rifuggio peccatori sto club.Ciao


risponde Tulkas84

17.08.07

Tengo a precisare che non sono un universitario, ma da buon bergamasco lavoro da dopo il diploma. Preciso poi che alle prossime elezioni dovrei votare Lega (nonostante mi senta "azzurrino"), in quanto non mi fido totalmente di FI partito (solo in Berlusconi credo ciecamente, l'unico leader credibile e possibile x la cdl, e negli eletti bergamaschi che ho conosciuto), soprattutto x gli eletti al sud ancora schiavi della vecchia politica.
La stessa nascita dei circoli della libertà avrebbe dovuto servire a vigilare sui ns politici e fare pressioni costanti... purtoppo devo ammettere che l'obiettivo non è stato raggiunto. (io stesso che mi son sbattuto per l'organizz e la nascita dei circoli non faccio parte di nessun circolo, se non quello online).
di selva non sapevo, prendo atto.
Poi ribadisco sulle riforme: dire che quello fatto è stato fatto per un solo uomo (credi che gli alleati l'avrebbero permesso?) è a mio giudizio pretestuoso e falso.
ciao
ps: non ho nulla contro di te, condivido anche molto di quello che dici (e mi stai pure quasi simpatico), ma credo che non ci si possa non schierare, e provare a cambiare la politica con quel poco di sano che c'è.


scrive Flaber

18.08.07

E' molto stimolante leggere di un paranoico che da ad un altro dell'invasato.
Riempie poi il cuore e da molta sicurezza apprendere le cose come stanno da uno che "fa un lavoro da dove vede tutto". (presumo viva in paradiso)
Una cosa però mi rattrista. Constatare che come sempre solo chi si illude può rimanere deluso.
E quindi sorge spontanea la domanda:
è più stupido chi prima non aveva capito nulla oppure chi adesso ha capito tutto?


scrive Venezia63jr a Flaber

18.08.07

La discussione e' una forma di crescita perche' io tramite la provocazione cerco di capire con chi ho a che fare in questo sito,giro parecchio per i forums e i blogs e devo dire che la faziosita' e' molto alta.Non sono paranoico bensi' faccio una professione che mi porta ogni giorno ad avere a che fare con magistrati,ordine pubblico,immigrati e criminalita' minorile e organizzata,quindi non sto in paradiso ma vivo l'inferno di tutti i giorni.I miei familiari lavorano in proprio ed anche dipendenti quindi conosco se le leggi vengono applicate,ecco perche' contesto a tulkas84 la sua fede in berlusconi,vivo entrambi le realta,volevo dire che nel primo messaggio la parola "cretini" non era riferito a quelli che scrivono ma tutti i politici e consimili ma non ho fermato la polemica per sana curiosita'.Paranoico non mi dispiace e' meglio di inutile.Grazie.


scrive Flaber - andiamo già meglio

19.08.07

Ritengo che la provocazione abbia un senso se vuole essere costruttiva.
Onestamente non vedo niente di costruttivo nelle tue parole.
Vedi, anch'io ho votato per Berlusconi e per molti motivi. Non ultimo perchè è un imprenditore, come io sono sempre stato nella mia vita, ed ha dimostrato di avere delle capacità fuori del comune.
La mafia? Un ladro? Tutto da dimostrare e comunque sempre capacità fuori del comune. Sfido chiunque a fare altrettanto.
E poi perché forse chi è già ricco non cerca il potere per arricchire.
Detto questo però, dico anche che non condivido tutto ciò che dice e neanche certe prese di posizione troppo filoecclesiali.
Certamente non lo ritengo in grado di rimediare un quattro e quattr'otto al malcustume, al parassitismo, alle ruberie ed a tutte le altre porcherie che hanno portato l'Italia ad un debito pubblico colossale, ad un apparato burocratico elefantiaco, ad una magistratura borbonica e ad una pletora di fannulloni mantenuti dalla comunità.
Mi sono limitato a scegliere colui che ritengo il meno peggio tra coloro che ci vengono proposti.
Ciò che invece mi ha dato fastidio è la tua aggressione verbale nei confronti di una persona che crede in qualcuno. Che male c'é? Tanti credono in Dio. Che facciamo li bruciamo?
Il rispetto delle idee altrui è il fondamento della libertà e della democrazia. I tuoi modi somigliano più ai germogli della dittatura.
Comunque se ritieni di poter fare meglio di Prodi e Berlusconi, ti consiglio, anzi ti esorto, a candidarti. Basta che tu convinca qualche milione di persone della bontà delle tue idee e ti faccia eleggere.
Poi farai tutte le cose che rimproveri agli altri e sicuramente meglio di loro.
Cordiali saluti
PS: penso che l'inferno che quotidianamente frequenti ti abbia tolto la serenità di pensiero e l'obiettività. Cerca di vedere le cose dall'esterno, sono meno condizionanti.
Sono anche curioso di sapere una cosa: la tua punteggiatura creativa è un vezzo oppure ha uno scopo preciso?

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Testo della lettera postata su Lisistrata

Per un articolo dove esprimeva le sue opinioni sull'attentato di Via Rasella, Feltri è stato condannato per diffamazione dalla Cassazione al pagamento di 45.000 euro.

Nonostante la sentenza della Cassazione che attesta la legittimità dell'attentato di via Rasella, con il conseguenti eccidio delle Fosse Ardeatine, e nonostante la denuncia latente da parte di Rosario Bencivegna, che ha partecipato all'atto eroico, contro chiunque metta in dubbio tale verità, non ho nessun problema a dichiarare che, A MIA OPINIONE, l'episodio di via Rasella è stato un atto vile e vergognoso e che i riconoscimenti di stato conferiti agli autori di questo che, sempre A MIA OPINIONE, è stato un deliberato assassinio, resteranno per sempre una macchia sull'onorabilità delle nostre istituzioni.

La Costituzione garantisce ancora la libertà di opinione e questa è la mia.

Per chi non fosse a conoscenza dei fatti che si svolsero in Via Rasella, riporto una ricostruzione che ritengo sia la più vicina alla realtà. (LEGGI)


altra lettera postata su Lisistrata

11.08.07

LA LEZIONE DI VIA RASELLA - Etica e politica Pubblicato il 11/08/07 alle 01:56:40 EET da Admin Etica e politica. La lezione di via Rasella - Dino Cofrancesco L’OCCIDENTALE 10/8/2007 http://www.loccidentale.it/node/5423

Nelle mie lezioni di Storia del pensiero politico, per spiegare la differenza tra etica, politica e diritto, ricorro spesso al caso di Via Rasella. A mio avviso, quell’attentato fu politicamente un gravissimo errore, giacché i leader di un governo o di movimento dovrebbero ispirare la loro condotta alla weberiana “etica della responsabilità”, per la quale è giusta l’azione che contribuisce a fare star meglio la comunità mentre è ingiusta quella che la fa stare peggio; ma fu anche un errore sotto il profilo morale, giacché non si può programmare un attentato allo scopo di scatenare una rappresaglia feroce atta a risvegliare l’assopita coscienza morale dei propri concittadini - è la logica di Hamas o dei talebani, non può essere quella di una nazione civile. E tuttavia, avvertivo i miei studenti, se qualcuno volesse portare sul banco degli accusati Rosario Bentivegna - il gappista di Via Rasella - mostrerebbe di confondere il piano della politica e della morale con quello del diritto che è altra e diversa cosa. Si può criticare il Bentivegna, anche con parole durissime e paragoni impropri, non lo si può condannare come un qualsiasi delinquente giacché a motivarne il gesto non è stato un interesse privato ma la dedizione al dovere, la ferma determinazione a combattere, in tutti i modi possibili, i nemici della patria italiana e della libertà dei popoli.


scrive Flaber

11.08.07

Ciò che molti chiedono non è il processo e la condanna di Bentivegna. Il contesto e la situazione potevano portare a degli errori.

E che sia stato un grave errore politico ad anche umano lo confermano, tra le altre cose, il rifiuto da parte del CNL di ratificare l'attentato, il trasferimento a Milano di Giorgio Amendola e le successive affermazioni di Norberto Bobbio e Leo Valiani.

Quindi ciò che va venire il voltastomaco è la mancata condanna morale, la mistificazione della verità e la trasformazione di un uomo che ha sbagliato in un eroe. La medaglia d'argento a lui conferita ce lo conferma.

Come ci si può quindi oggi meravigliare se ad un Giuliani, che suo padre aveva definito un balordo, viene intestata un'aula del Senato? Forse per questi esempi negativi coloro che vanno in piazza a spaccare tutto si sentono giustificati. Forse l'esaltazione di questo atto fece da filo conduttore per creare una continuità tra GAP (Gruppi di azione patriottica), GAP (Gruppi di azione partigiana), GAP (Gruppi armati proletari) e BR.

La condanna morale sarebbe invece servita a far capire che chi uccide deliberatamente è un assassino, magari giustificabile, ma sempre un assassino.


scrive Admin di Lisistrata

11.08.07

Penso tu possa capire che davanti a questi fatti, che vengono da una radice lontana nel tempo, ma sfociano nella violenza più cieca e inutile nel presente, e sempre con una giustificazione morale di autoassoluzione e di silenzio da chi dovrebbe almeno da un punto di vista etico e morale, condannarli, resto veramente sgomenta, come direbbe il gabibbo: basita!!!

Che fare? A volte penso che tutto sia perduto e che la mia "resistenza" sia inutile e dato che da un punto di vista economico non mi sostiene nessuno, a volte viene proprio voglia di gettare la spugna e di pensare solo a se stessi, magari accodandosi al branco che qualche osso si riesce ancora a rosicchiarlo. Il guaio è che non amo il branco pecoreccio al quale mi riferisco, né il pastore e nemmeno il cane pastore, preferisco i lupi, che pur formando una società di mutuo soccorso, si sobbarcano chilometri da soli fra i ghiacci per procurarsi il cibo, e sfamare la propria famiglia, rischiando la propria pelle e non quella degli altri.

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  L'ALTRO VOLTO DELL'AMERICA - CALIFORNIA

Ercolina

27.06.07

5 SCRIVI
Pubblicato il 27/06/07 su Lisistrata da Ercolina_Milanesi (a seguito di una mia richiesta)
 REPORTAGE

Nel 1966 le calde coste oceaniche di Los Angeles e San Francisco, le battigie di San Diego e di Oceanside, di Malibu, Santa Monica e Palo Alto, le sognavano tutti. E la canzone “California dreaming” che diceva “Ti sogno California, e un giorno io verrò” rese mitica un’epoca, tanto che, ancor oggi, poter spedire una cartolina da Disneyland o dalla sempre assolata Venice ( la spiaggia dei “poveri“ di Los Angeles ) è, ancora, un vanto da snob.
Ma, la verità sull’America e sulla California di oggi, è agghiacciante.
Los Angeles, megalopoli, fulcro economico dello Stato all’estremo occidente degli Usa, un’area urbana pari alla superficie del triangolo che unisce le città di Milano, Torino e Genova, in cui vi sono più di venti centri, in cui il viale più corto misura 10 km. e un taxi è capace di impiegare tre ore dall’aeroporto all’albergo.Il primo impatto è deludente. L’aeroporto, integrato nell’agglomerato urbano costiero, dista da Hollywood Boulevard “solo “40 km. ma, per percorrerli, la via più breve è la “freeway“ che attraversa la città, una specie di tangenziale sopraelevata, comodissima se si trova vuota. Durante le ore di punta è un formicaio impercorribile, denso, fumoso, rumoroso. Pure in Italia le tangenziali sono spesso intasate ma, la differenza, è che quelle nostrane sono a due corsie, quelle di Los Angeles a sei.
Arrivati a Downtown, centro storico dell’Urbe statunitense, inizia lo spettacolo deprimente. I teatri del vecchio Downtown Boulevard, specchio dei fasti degli anni 40 e 50, sono templi fatiscenti, abitati di notte dai senzatetto, gli homeless, di ogni razza e fede. Facce patibolari riempiono le strade del vecchio nucleo originario della città e, su Pico Boulevard, forse il viale più lungo di Los Angeles, con i suoi 47 km, fino a Venice, è possibile comprare di tutto, dal crack al sesso, pagando in contanti.
Quartieri dormitorio, estesi per chilometri e chilometri, confinano in una stessa via con quartieri dal lusso ostentato, della classe medio borghese. Case basse a un solo piano, di legno o di muratura inconsistente, spesso riparate con lamiere e altro materiale di fortuna, si affacciano su villette monofamiliari, con garage e dal giardino sempre in ordine, curato maniacalmente.
E’ quanto si nota a pochi metri dalla tentacolare Hollywood, dove la vita umana vale meno di un biglietto dell’autobus, dove per restare vivi, bisogna non farsi nemici. Percorrere Hollywood Boulevard , da turisti, è allucinante. Sono a centinaia gli homeless. Vedere questi barboni, uomini e donne conciati da non distinguerne il sesso, impaludati in maglie, avanzi di qualche armadio ricco e dotato, che spingono un carrello del supermarket con dentro la loro casa.
Spesso li si incontra sulle poche, rare panchine del viale, con in mano il “pasto” della giornata, una bella bottiglia di birra da un litro, per la felicità di un minuto. Quando la bottiglia si esaurirà, essi torneranno lenti, spingendo quella montagna di sacchetti di plastica, di pentole, di stracci unti e impastati, verso il nulla.
Poveri avanzi di una vita infame, di una democrazia troppo allargata dai confini sfilacciati, che forgia sperequazioni al ritmo dei licenziamenti e che non sa riconoscere i germi dei propri mali.
La vita costa cara, non basta più essere borghesi, non basta più lavorare tutti in famiglia. Sempre più gente cerca un riparo, cibo ed assistenza. Il livello di povertà al posto di diminuire cresce, smodatamente, ogni anno.Secondo William Frey, demografico dell’Istituto Milken di Santa Monica, le entrate diminuiscono e il lavoro scarseggia. Non rimane che pagare le bollette e l’assicurazione per la sanità, e saltare qualche pasto. Nei “ Loaves and Fishes kitchen” (“ristoranti” per soli poveri )il numero dei pasti serviti è raddoppiato dallo scorso anno.
Nell’ultimo decennio il livello di povertà ha raggiunto l’8,3%. Mrs: Thomas, impiegata presso un centro d’accoglienza: “Diamo un pasto gratuito al giorno a scienziati, dotcommers, impiegati nelle società internet, gente che non era, mai, stata in posti come questi” I barboni che vagano per le strade assolate della California dividono il loro pasto con persone della “ricca” middle class.
Dopo il flop della New Economy, colletti bianchi e impiegati fanno la fila alle mense con i barboni, poiché il loro stipendio è troppo basso.
La società americana corre, corre più del vento. In città non ci si ferma mai, il traffico selvaggio sopra e, a fianco dei marciapiedi, si guarda ma non si vede, si sente ma non si ascolta, si percepisce ma non si penetra. E gli homeless muoiono nell’indifferenza generale.
Percorrendo Sunset Boulevard, il viale del tramonto, si incontra Joshua, un homeless di 45 anni che ne dimostra, almeno 70, di razza nera. La sua unica occupazione è chiedere la carità. Ma lo fa in maniera curiosa. Si è creato una decina di collane e cinture con appese vecchie radio, cornette del telefono, accendini e altro ancora, che indossa abbinato a un vestito e un cappello di paglia e di steli d’erba. Sembra un cespuglio semovente. Roba da chiedersi, scorgendolo, se è vero o se è frutto di qualche escamotage pubblicitario audace. “Just one buck and God will bless you, pal“, continua a ripetere, all’infinito. “Solo un dollaro e Dio ti benedirà”.
Ercolina Milanesi


scrivo

27.06.07

Mi chiedo perchè in California ci siano queste sacche di povertà in espansione.
Accennavi a tempi migliori, quindi potrebbe essere causa dell'eccessiva densità abitativa oppure dei flussi storici che colpiscono tutti i paesi e le città del mondo?
E quanto descritto vale per tutti gli USA o solo per quello stato?
Se fosse un problema generalizzato viene da pensare che forse il governo statunitense dovrebbe spendere meno denaro per armamenti e per intervenire fuori dai suoi confini, tramite l'ONU o direttamente, in cause che non sempre portano dei vantaggi. Tutto il denaro risparmiato potrebbe essere girato al welfare che risulta un po' carente.
Mi dico però anche: sono gli elettori che decidono i loro rappresentanti e fino ad oggi hanno sempre scelto gente che spende in armamenti, investe in campagne estere, applica la pena di morte, permette l'uso delle armi, non garantisce l'assistenza sanitaria statale.
Quindi si potrebbe dire molto semplicisticamente, anche se ingenerosamente: chi è causa del suo mal piango se stesso.
La nostra situazione non è poi tanto dissimile come principio: il popolo italiano ha eletto il governo in carica, quindi se abbiamo tassazioni inique, ticket sanitari, sperperi a dismisura, privilegi di casta, immigrazione incontrollata ed una infinità di altre situazioni che colpiscono soprattutto il ceto medio-basso e che all'estero illustrano la nostra società come gravemente compromessa, con chi ce la possiamo prendere?
Forse con noi stessi?


risponde Ercolina

27.06.07

Caro amico, purtroppo l'America, il grande sogno di tutti gli stranieri, è terminato da un pò di tempo. Gli americani fanno molti sit-in davanti alla Casa Bianca perchè contrari alle guerre che hanno costato molte giovani vite umane ed all'ngresso incontrollato di cubani che scappano dalla loro terra, e dai messicani, in cerca di lavoro. Pensa che lo spagnolo sta diventando la prima lingua negli Usa.
Io conosco solo la California e New York e credimi, è stata una grande delusione.Volevo visitare il Bronx, Little Italy ( ove di italiani non ve ne sono quasi più, si sono spostati in zone più tranquille) ma il tassista si era rifiutato di portarmi, per timore di aggressione. Come criminalità stanno bene anche loro... ma hanno forte disoccupazione. L'unico vantaggio è l'integrazione dato che vi sono tutte le razze del mondo. Esiste però, in piccola parte, ancora un razzismo nei confronti dei neri che, però, se ne fregano altamente.
Ho amici in America che mi passano notizie e il New England è un paese ove si vive bene, penso il migliore, oltre ad essere bellissimo e con case ancora dell'epoca. Boston, poi, è la città più elegante e con ville lussuose,ci vive solo l'élite americana. Mi sarebbe piaciuto vedere Boston, ma mi è stato impossibile. La maggioranza degli americani è favorevole alla pena di morte e quando uno è condannato all'ergastolo lo fa sino in fondo. Tale e quale in Italia, vero? Noi gli ergastolani li mandiamo in Parlamento....
Caro amico, tutto il mondo è paese dicevano i nostri vecchi ed avevano ragione. Noi italiani non siamo ben visti dagli USA, specie da Bush che vorrebbe più aiuti per le sue guerre che, in fondo, a noi non importano. Sempre secondo la mia opinione. Invidio l'America per un motivo valido: hanno due soli partiti repubblicani e democratici, almeno se rubano ( lo fanno anche loro) sono pochi. Noi abbiamo la bellezza di un esercito di partiti e partitini, ben 74. Roba da matti!
Tu mi chiedi con chi ce la dobbiamo prendere ed io ti rispondo con chi della politica sa poco o nulla, si lasciano strumentalizzare e danno il voto senza capire che si stanno distruggendo con le proprie mani.
Se sei cattolico ed hai fede, l'unico aiuto ce lo potrà dare solo Dio, altrimenti il futuro per noi è molto, molto deludente e senza speranza alcuna.


scrivo

03.07.07

Convengo su tutto, meno che sull'ultima riga.
Anziché trovare conforto nella fede o nell'ideologia, ho scelto di accettare la vita per quel che è e che può offrire: credo in me stesso, consapevole dei miei limiti, nella mia famiglia fin che ci sarà e mi consola il fatto che la vita fortunatamente finisce. Quindi tutto ha un valore relativo e pur prendendo a cuore i fatti che mi scorrono davanti, cerco di guardare tutto con distacco cercando di vivere il mio tempo con serenità.


risponde Ercolina

03.07.07

Caro Flavio, invidio il tuo modo di pensare e di prendere la vita come viene, con serenità.
Purtroppo, io, ho avuto un passato colmo di dolori, di tragedie in famiglia, pur avendo sempre avuto tanto affetto dai miei cari. Forse perché ho studiato dalle Suore, forse perché la mia famiglia era molto cattolica e praticante, senza essere però beghina, nei momenti cruciali della mia vita mi sono sempre rivolta a Dio per chiedere un aiuto. Andare in chiesa, quando è vuota, sedersi su una panca e parlare al crocifisso ,appaga il mio spirito ed esco dalla chiesa più tranquilla, più serena. Ho passato anche momenti felici, però quelli, chissà perché, sono sfocati, alla mente ti giungono solo momenti brutti.
L'ideologia politica, se è questo che vuoi alludere, lo messa da parte da anni, anche se continuo il mio lavoro di giornalista per sentirmi ancora viva. Se non avessi un credo religioso così profondo forse non sarei qui a scriverti.
Auguro a te e alla tua famiglia tanta felicità e serenità e, ripeto, vorrei poterti emulare. Con simpatia  

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LETTERA RICEVUTO A SEGUITO DELL'INVIO DI INSERTI DELLA "BILANCIA DELLA STUPIDITA'"
mi scrive Remo

26.06.07

Non so chi devo ringraziare per avere aperto le porte della mia cassetta di posta alle sue graziose letterine, tanto esperte di umana stupidità da pensare ad una frequentazione assidua dell'argomento. Le assicuro che prima o poi scoprirò chi mi ha fatto questo scherzo e lo denuncerò per danni morali. Sono un inveterato ottimista. Ho sempre  pensato all'evoluzione umana in termini di progressivo ampliamento degli orizzonti culturali insieme a quelli più legati alla nostra materialità. Dal livello delle sue considerazioni e dal linguaggio utilizzato ritengo abbia avuto poche occasioni per poter uscire dal tipo di polemica che ha avuto come geniali rappresentanti Don Camillo e Peppone e che per sfortuna sua, distrazione o quant'altro sia sempre arrivato in ritardo. I goliardi dei miei tempi erano geni assoluti al confronto suo. Mi spiace notare che a ben guardare tra i personaggi presentati nella sua "mai più senza" paginetta, il vero insuperabile campione di umana stupidità è proprio lei caro Dr. Berlanda che non riesce ad andare oltre ad una frase decontestualizzata. E' evidente che lei non è andato a scuola da Bobbio perché qualche libro sarebbe stato sicuramente costretto a leggerlo e meditarlo e magari avrebbe anche imparato qualcosa sulla modestia e umiltà che accompagnano la conoscenza. Per cortesia non mi importuni più con le sue scempiaggini. Non ho tempo da perdere con gli stupidi.


rispondo a Remo

26.06.07

Io non la conosco e non so a quale titolo sia entrato nell'elenco dei miei corrispondenti.
Sicuramente per errore poiché normalmente non mantengo contatti con persone maleducate.
E sicuramente non sono arrivato io da lei, ma lei da me. Quindi se c'è un intruso tra noi, quello non sono io.
Proprio per evitare di urtare la suscettibilità degli incivili, in fondo alle mie lettere è chiaramente segnalato di chiederne l'interruzione con una semplice segnalazione.
Per le persone normali i miei scritti sono chiaramente messaggi ironici che riportano delle "sviste" di personaggi che nella visione popolare sono considerati vette inarrivabili di sapienza, saggezza e potere. Ed io cerco solo di toglierli dal piedistallo.
Non sono andato a scuola da Bobbio, come immagino che lei abbia fatto.
In tal caso dovrebbe aver imparato che normalmente si ricorre agli insulti quando gli argomenti sono terminati.
Le auguro ogni bene.


PS a Remo

14.07.07

Mi scusi se insisto, ma la sua rozza lettera mi ha lasciato un sassolino nella scarpa che oggi ho deciso di togliermi.

Il suo riferimento a Bobbio evidenzia che probabilmente è la critica che a lui ho rivolto che ha scatenato la sua brutalità epistolare.

Vede, io ho una bassa considerazione di Bobbio che probabilmente sarà stato un grande filosofo ed avrebbe anche potuto insegnarmi la modestia e l'umiltà, ma certamente non era degno di insegnare il rispetto di se stessi ed il concetto di dignità.

La doppiezza che ha accompagnato tutta la sua vita è nota, o perlomeno lo dovrebbe essere, a coloro che lodano le sue opere.

Lei sicuramente saprà che è stato un fascista prima per convinzione e poi per convenienza.

Quando la sinistra lo ha osannato come testimone della sua filosofia ideologica, si è ben guardato dal riconoscere la sua meschinità ma ne ha approfittato per incamerare onori e lodi e per favorire la diffusione delle sue opere.

Solo nel 1999 ha confessato a Buttafuoco "Ero immerso nella doppiezza perché era comodo fare così. Fare il fascista tra i fascisti e l'antifascista con gli antifascisti. Non ne parlavo perché mi ver-go-gna-vo".

E così ha vissuto una vita nell'ipocrisia e nella doppiezza senza l'ombra della "onestà intellettuale" tanto vantata dai suoi maggiori estimatori.

Io, per quanto stupido, non sono mai sceso così in basso.

Nel suo caso invece se è vero che modestia ed umiltà accompagnano la conoscenza ma soprattutto l'intelligenza, la grave carenza delle prime fanno presupporre un alto livello di imbecillità.

Sarà conseguentemente assai arduo individuare danni morali.

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Testo della lettera postata su Lisistrata e pubblicata da libero:

In Russia è stata abolita la bandiera rossa comunista.
Grande è la tristezza se penso a quante persone per decenni hanno sfilato con questa icona nella folle speranza che fosse un lasciapassare per il "sol dell'avvenire".
Grande è la compassione per coloro che hanno sprecato una vita per realizzare un progetto, rivelatosi fallimentare, che ha regalato loro solo l'amarezza della sconfitta mascherata con una patetica arroganza.
Grande è il sollievo nel constatare che, anche se sono occorsi decenni, lo spirito della libertà ha prevalso sulla ottusa ideologia.
BANDIERA ROSSA NON HA TRIONFATO.    
Per raggiungere il suo scopo ha portato all'umanità milioni di inutili morti, miseria, oppressione e brutalità, ma ha perso.
Solo in Italia ci sono ancora degli imbecilli che non lo hanno ancora capito e sono convinti che l'avvenire del mondo possa essere il comunismo. Anche loro sono destinati alla sconfitta.

Addio BANDIERA ROSSA, non ci mancherai.


commento di Lisistrata

15.06.07

l'Europa aveva emesso una delibera di condanna per il comunismo, equiparandolo al nazismo.
In alcuni paesi dell'ex "blocco sovietico" l'hanno messo al bando (il comunismo intendo e i suoi simboli) ma nessuno aveva mai proibito l'uso di una bandiera.
Però molti paesi del blocco, ex urss non si festeggiano le stesse feste che facciamo noi, come il 25 aprile o il primo maggio, per loro sono brutte ricorrenze e le celebrerebbero a lutto, in quanto sono passati dalla dittatura nazista a quella comunista e se vedi come accolgono Bush te ne accorgi.
Infatti parlando con amici polacchi, cechi e rumeni, mi hanno sempre detto che io non ho la più pallida idea di come vivevano e della fame e paura e senso dell'impotenza che dominava tutta la loro esistenza.  
Si stupiscono che in Italia i comunisti abbiano tanto seguito e quando ha vinto Prodi, con i suoi "compagni" di partito, li ho visti spaventarsi seriamente e non hanno tutti i torti.


mi scrive Marco

15.06.07

nel più genuino spirito liberale rispetto sinceramente le tue opinioni. Mi permetto solo di farti notare che la "bandiera rossa" oltre che simbolo di tutte le (vere) mostruosità storiche che tu sottintendi, per milioni di persone ha rappresentato (per molti lo rappresenta ancora) l'unico simbolo/speranza di una emancipazione da una condizione umana intrisa di ingiustizia e soprusi.
Del resto se il comunismo (poi quale comunismo?? Quello di Marx/Lenin, quello di Stalin, quello di Mao o altri.....) deve piangere la sua applicazione, il liberismo non può certo ridere visto che in nome della "democrazia" sono stati fatti (e si continuano a fare) enormi ingiustizie e crimini (a meno che, tanto per stare nel generico, la povertà e le guerre non si considerano come "piccoli" "effetti collaterali" delle magnifiche sorti e progressive del capitalismo).
Ribadisco un concetto che stranamente, dal punto di vista politico) ci accomuna: l'ideologia ceca e fideistica è foriera solo di sventure da qualunque direzione proviene. Ciò detto ogni tanto ricordati anche delle "mostruosità" del tuo caro Liberismo altrimenti potresti passare anche tu per un fanatico destroide.


risponde FB

17.06.07

Le tue tesi sono interessanti, ma faccio fatica a condividerle.
La "bandiera rossa" ha rappresentato la speranza di emancipazione solo per coloro che ingenuamente si sono affidati ad una propaganda politica il cui unico scopo era esattamente l'opposto e cioè di asservire le masse ad una ideologia che non lascia spazio all'essere umano con le sue virtù e le sue contraddizioni ma che è costretto ad accettare una omologazione simile a quella delle bestie.
I libri di Solgenitsin descrivono molto accuratamente una società che vive costantemente tra paure, delazioni, tradimenti, soprusi,
violenze, ingiustizie. Nei paesi occidentali non siamo mai arrivati a questo livello di barbarie istituzionalizzata.
Che ingiustizie e crimini siano stati prerogativa anche dai regimi di destra è del tutto evidente. Ma io non contesto i fatti, ma il principio. Penso che cento anni di comunismo siano stati sufficienti per convincere anche i più devoti che questa non è la soluzione alle ingiustizie umane, ma soltanto la sostituzione di una ingiustizia con un'altra.
Una società liberale non significa una società liberista o anarchica. Solo mette al primo posto l'individuo che è sempre ed in ogni caso al di sopra dello stato e della religione i quali possono essere strumenti di controllo e di guida ma non potranno mai sostituirsi alle prerogative dell'uomo.
Mi sembra che anche "bandiera rossa" cantava di libertà, anche se non ho mai capito a che cosa si potesse riferire.
Io sottoscrivo il concetto di democrazia americano che stabilisce che tutto è permesso ad esclusione di ciò che è espressamente vietato per legge a salvaguardia dei diritti degli altri individui.
Il concetto comunista, invece, prevede che tutto sia vietato salvo ciò che viene permesso dalla burocrazia statale.
La guerra non è una prerogativa di destra o di sinistra, ma solo dell'avidità umana che molte volte si nasconde dietro una ideologia soltanto per raggiungere i propri scopi molto più terreni. E l'Armata Rossa non è stata creata per svolgere opere di carità.
Mi chiedi di quale comunismo stia parlando. Perché tu conosci tanti comunismi? Ci hanno provato bianchi, rossi, gialli, neri ed il risultato è sempre stato lo stesso. E' quindi evidente che l'ideologia comunista è applicabile solo nel modo in cui è stata applicata.
Vedi, per me il comunismo è come Cappuccetto rosso: una bella favola che se viene messa in pratica diventa solo una storia crudele dove il lupo sbrana la nonna.
Ho testimonianza diretta che dove è stato imposto il comunismo la gestione dello stato è stata affidata ad un apparato profondamente corrotto e corruttibile, essendo i funzionari delegati a concedere a loro discrezione, trascurando ogni diritto del cittadino.
La nostra tangentopoli in confronto corrisponde ad una caramella data ai bambini.
Non nego che il comunismo in alcune situazioni abbia potuto avere dei fattori positivi, ma considerando i risultati finali bisogna necessariamente applicare il detto che errare è umano ma perseverare è diabolico.
Anche sull'ipotesi che io sia destroide, evidentemente non ci siamo capiti. Io aborro tutti gli "ismi", compreso il fascismo.
Forse tu non ti rendi conto che la differenza tra i nostri punti di vista nasce dal fatto che io non ho avuto una scuola politica e quindi le mie opinioni si sono consolidate sulla conoscenza e sull'esperienza. Mi sembra invece di capire che la tua visione della vita e della società sia stata fortemente condizionata da concetti pregiudiziali.
Facile fare il comunismo nei paesi capitalisti, dove lo stato affonda le mani nel benessere creato dai cittadini.
Altro è gestire il bene comune togliendo al cittadino ogni ambizione e possibilità di progredire con le proprie capacità senza dover
elemosinare. Questa è la strada maestra verso il fallimento di ogni società civile.
Oggi ho sentito parlare con un certo fastidio della supremazia mondiale americana. Considerando che stiamo parlando della più grande democrazia del mondo, non ti sei mai chiesto come vivremmo noi se anziché crollare l'Unione Sovietica fossero crollati gli Stati Uniti ed il comunismo si fosse appropriato di tutto quanto poteva annettersi?
Forse oggi non ci sarebbe permesso questo scambio di corrispondenza.
Scusami per la veemenza delle mie parole e ti ringrazio dell'opportunità che mi offri per esprimere le mie idee.
Logicamente quanto detto non vuole essere una critica personale ma una riflessione sulla stupidità umana in generale.


scrive ancora Marco

17.06.07

premesso che la mia risposta era semplicemente una sinteticissima riflessione sulle cose da te scritte che al più intendeva  fornire (provare) semplicemente alcuni spunti di riflessione sui concetti da te espressi preso altresì atto che sono stato travisato (es. non ho detto che sei destroide ma solo che rischi di sembrarlo con i tuoi "sermoni" a senso unico e soprattutto non parlavo del fascismo ma proprio del sistema democratico) e considerato che come te sono abituato a sostenere con convinzione (sempre con veemenza ma MAI con intento accusatorio) consentimi una replica per punti sperando questo possa meglio chiarire le mie posizioni:

1. Non pretendo le mie idee/tesi vengano condivise, il mio massimo obbiettivo e fornire un altro punto di vista ed essere compreso (non per forza approvato)

2. Io ho detto e ribadisco che sono assolutamente d'accordo sul fatto che tutti gli "ismi"/fedi assolute producono solo guai e sopraffazione   

3. Io non sottoscrivo affatto la "democrazia" americana almeno nelle sue grandissime contraddizioni che di democratico non hanno nulla: è democratica una società in cui l'assistenza è semplicemente negata a circa 40 milioni di cittadini?? o in cui la condanna a morte è garantita solo per gli appartenenti alle classi sociali più povere??

4. Condivido con te (e con il liberalismo) l'importanza di garantire la libertà individuale, ma non mi sfugge altresì l'importanza del motto che la libertà del singolo deve finire dove inizia quello di un'altra persona. Se vogliamo metterla in senso più politico, l'individuo è importante ma va collocato all'interno della collettività sociale in cui vive, altrimenti si rischia la sopraffazione del più forte (anche in termini economici e/o di opportunità) sul più debole. E questo è proprio quello che il modello americano ha prodotto, infatti sicuramente in America esiste un modello avanzato di benessere con un alto grado di democrazia interna garantito però anche dallo sfruttamento intensivo delle risorse del globo e da una politica altamente aggressiva volta a tutelare quelli che gli americani chiamano gli interessi nazionali: non penso credi alla favola della guerra preventiva per esportare la democrazia vero??????

5. Non so dirti a quale libertà inneggiasse la "bandiera rossa", sono però sicuro che per moltissime persone che vivevano/vivono in condizioni di miseria/oppressione ha rappresentato/rappresenta la speranza di migliorare la loro condizione. Che poi la sua applicazione in sistema politico si sia rivelata altra cosa è sicuramente vero.

6. Ci tengo a precisare che io non ho detto che sei destroide ma solo che rischi di apparirlo (pregasi andare a rileggere il mio messaggio). Cosa che ribadisco anche alla luce di questo messaggio in cui ancora una volta sembra trasparire una ossessione anticomunista e una glorificazione acritica della democrazia. Non pensi che si possa provare a ragionare sui diversi  modelli di società e sui loro principi ispiratori in maniera più serena e senza furori ideologici?

7. Cosa assolutamente ingiusta è l'accusa che io sarei mosso da pregiudizi o che sarei un ottuso frutto della scuola delle Frattocchie. Premesso che non ho mai detto (ne pensato) che tu fossi "figlio" di una scuola politica ne che tu debba giustificare le tue opinioni (solo per inciso, forse anche le opinioni altrui sono condizionate dall'esperienza e dalla "conoscenza" che ciascuno di noi si è o si è potuto fare) quello che invece ti invito a fare è rileggere in maniera critica le accuse che tu mi muovi senza neanche porti il problema di comprendere le mie opinioni e, se permetti, senza conoscere la mia storia . Sei proprio sicuro che sia io ad essere mosso da concetti pregiudiziali??? 

8. Io non sono comunista perché ho il "culo nella paglia" del capitalismo, sono di sinistra perché penso si possa provare ad avere una società basata sulla libertà individuale e sul principio di solidarietà in base al quale siano tutelate le persone più deboli e vengano veramente date le stesse opportunità a tutti. Se tu pensi veramente che il massimo dello sviluppo sociale umano sia rappresentato dalla democrazia americana sorvolando sulle grandissime ingiustizie interne ed esterne che ne garantiscono la sopravvivenza sei liberissimo di sostenerlo. Io da parte mia sono libero di non essere d'accordo con te senza per questo significare che anelo al comunismo inteso per quella che è stata la sua applicazione pratica.

La veemenza nel sostenere le proprie opinioni è sicuramente una caratteristica che ci accomuna e quindi non è cero cosa della quale ti debba scusare.


risponde FB

17.06.07

ho l'impressione che nel nostro dialogo ci sia un problema di fondo che ci impedisce di ragionare sullo stesso piano.

Entrambi parliamo di democrazia, ma credo che la intendiamo in maniera diversa.

Dunque Il termine democrazia deriva dal greco demos: popolo e cratos: potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.

Ora mettiamo che la maggioranza di un popolo non voglia la sanità pubblica e voglia la pena di morte e la legalizzazione delle armi e conferma questa volontà eleggendo persone che la pensano così.

Come consideri chi si oppone a questa decisione del popolo? Un rivoluzionario o un antidemocratico?

Da come ti esprimi, mi sembra di capire che usi la parola democrazia per definire l'applicazione di ciò che è giusto per il popolo.

E' lo stesso concetto che usavano Hitler, Stalin, Mao, Pol Pot, Castro, ecc. Ma dimmi, chi può stabilire cos'è giusto per il popolo? Forse un Dio in terra come si ritenevano e si ritengono quelli che ho nominato?

Purtroppo tu definisci gli Stati Uniti un paese non democratico usando la solita storiella, sentita cento volte, della sanità pubblica e della pena di morte. Questi esempi non si usano più neanche alle feste dell'Unità.

Se bastasse la sanità pubblica per definire un paese democratico allora Cuba sarebbe, per la propaganda di sinistra, prima la mondo. Ma se non basta sapere che le cliniche cubane sono prerogativa dei ricchi stranieri e che i poveri cristi locali vengono curati in tuguri sporchi e antigienici (sul mio sito trovi le foto e ti ricordo della recente epidemia), forse ti convince meglio ciò che ha dichiarato Piero Folena giorni fa su Liberazione: "Guardiamoci negli occhi e parliamo chiaramente. A Cuba non c'è democrazia.

Questo è un fatto. Non ci sono libere elezioni. Se questo accadesse da noi in Italia, grideremmo al regime".

Per la pena di morte invece mi inviti a nozze. Penso tu non possa ignorare che è proprio un paese comunista quello che ha il record assoluto di esecuzioni capitali (vedi alla voce CINA sul mio sito). Circa 100 volte gli USA. E sai chi viene giustiziato? Forse i ricchi o i potenti? No, sono per la maggior parte dei disgraziati e tra questi molti di coloro che rubano per fame, ovvero la povera gente.

Ho definito gli USA come il paese più democratico del mondo ricordando che così li ha definiti Walter Veltroni poco tempo fa.

A proposito di guerre preventive non credo più alle favole ma cerco di analizzare i fatti. Ti ricordi vero come è nata la democrazia italiana? Con le armi o meglio con la guerra. E se fosse stata anche preventiva, avremmo evitato milioni di morti e lo sterminio ebraico. Purtroppo l'ottusità dei governi dell'epoca, per interessi economici ed espansivistici (vedi la spartizione della Polonia, hanno preferito intervenire quando il danno era già stato fatto ed a costi spaventosi in termini di vite umane.

Ripeto, una GUERRA PREVENTIVA avrebbe evitato il disastro, compresa anche la nostra entrata in guerra.

Sul fatto che la democrazia non si possa esportare nutro pure parecchi dubbi.

Immagino potrai comprendere che per popoli come quelli arabi o africani la democrazia è difficile da raggiungere autonomamente.

Considera anche il fatto che le contraddizioni americane sono chiare a tutti perché essendo appunto un paese democratico, libero

e liberale, tutto ciò che succede nel bene e nel male lo leggi sui giornali. Nei paesi totalitari invece devi leggere il Granma dove trovi solo la verità di stato e dove tutte le ingiustizie ed i soprusi a danno del popolo non vengono accennati.

Quindi scelgo la democrazia americana ed inglese non perché perfetta, solo è la meno peggio creata dall'uomo.

Veramente credi che nei paesi comunisti vengano tutelati i più deboli? Veramente credi che solo il capitale possa sottomettere le persone? Veramente credi che nei regimi comunisti non ci siano padroni ai quali non è possibile dare le dimissioni?

E' qui che non ci capiamo.

Il principio stesso del comunismo parla di massa, di proletariato, di popolo. Tutto meno che libertà individuale, solidarietà e pari opportunità. Ma veramente credi che nei paesi comunisti faccia carriera il figlio di un contadino anziché il figlio di un funzionario di partito?

Le ideologie non concedono nulla alla persona che deve appiattirsi ed annullarsi nella parità ma verso il basso.

E poi a chi dovremmo affidare in Italia questo compito di dare e togliere. A D'Alema, Fassino, Mussi, Folena, Veltroni, Diliberto, Bertinotti? Tu metteresti la tua vita nelle loro mani?

L'unico merito che concedo loro è quello di essere capaci di raggirare le persone molto meglio di come sarei capace di fare io.

Quindi penso ti sia ormai chiaro che il compito di decidere della mia vita non lo affiderei a loro, che considero incapaci di gestire non una nazione ma neanche una bancarella di datteri, ma nemmeno ad altri o meglio a nessuno.

Perciò sono diventato anticomunista intendendo anti chiunque vuole decidere per me.

Ricordo quella barzelletta che diceva: avevo il dubbio che quello fosse uno stupido finché non l'ho sentito parlare.

Poi ha aperto bocca e me lo ha confermato. Ebbene sono anni che sento parlare i sinistri e non ho bisogno di altre conferme.

Si intende che ogni riferimento non è alla tua persona di cui, come giustamente tu dici, non conosco la storia ed indipendentemente da questo non intendo giudicare.


scrive ancora Marco

20.06.07

penso proprio tu abbia ragione effettivamente far di noi c'è un problema di fondo che impedisce di ragionare sullo stesso piano ovvero tu comprendi tutto quello che dico sempre e solo in una direzione: quella Komunista. NON è così, essere di sinistra non significa forzatamente essere ammiratore, propugnatore degli stati che hanno applicato il comunismo. Essere di sinistra, almeno per me,  significa credere (e provare a perseguire) ideali di uguaglianza (non egualitarismo), libertà individuale e sociale, rispetto per la dignità umana, libertà da tutte le forme di "fedi assolute"compresa la religione......In parole povere (e in maniera semplicistica) mettere al centro dello Stato il bene singolo e collettivo ed essere contro tutte le ingiustizie e le sopraffazioni  dei più forti sui più deboli. 

Quindi convinciti: non stai parlando con un vetero comunista mangiatore di bambini, le tue opinioni sono assolutamente legittime e, ti sembrerà strano, alcune persino condivisibili e da me condivise. Mi permetto di rilevare come che il tuo modo di esporre ed argomentare (che a tratti appare veramente intriso di furore ideologico) non sempre rende giustizia alle idee che dici di propugnare. Infatti:

1. Tu dici (meglio lasci intendere) democrazia, in quanto governo del popolo, significa dare e quindi accettare la libera volontà espressa dal popolo anche quando questa può essere o apparire contraria a valori di tipo ideale/ideologico. A tal proposito scomodi persino personaggi come Hitler  Stalin ecc...Bene, posso essere d'accordo con te.

2. Spiegami  a questo punto come fai poi a sostenere la giustezza della guerra preventiva citando proprio gli eventi che hanno portato alla II° guerra mondiale.  Come saprai meglio di me i principali protagonisti (Hitler e Mussolini) di quel triste periodo storico sono stati eletti in libere elezioni e quindi certamente rappresentavano il volere del popolo sovrano. O no?? 

3. Il fatto che in America 40 milioni di persone siano senza assistenza sanitaria è un dato di fatto incontrovertibile certo non sminuito dalla banalizzazione che tu ne fai (questo si modalità di risposta tipicamente usata da tutti i fondamentalismi). Io non ho detto che la sanità pubblica è l'unico indicatore di democrazia, men che meno ho fatto confronti con i paesi comunisti (che a quanto pare sono la tua ossessione) semplicemente ho rilevato una contraddizione enorme: un paese democratico in cui si garantisce il massimo di libertà individuale può fregarsene della salute (che spesse volte significa anche vivere o morire) di una gran parte dei suoi cittadini? Secondo me no!! A proposito, solo a titolo di cronaca, Cuba aveva un indice di mortalità infantile inferiore a quello degli USA e recentemente i pompieri di Graund Zero ammalatisi per le polveri sottili inalate dopo il crollo delle Torri sono dovuti andare a curarsi a Cuba.

4.  Pena di morte: non mi pare di aver detto che l'America sia, ne l'unico ne il paese con il più alto numero di condanne a morte. Soprattutto non ho fatto confronti . Anche qui, il problema non è il numero o l'equità della pena capitale, il problema è se un paese democratico (la Cina mai detto che lo è) può comportarsi come i criminali che condanna??? Comprendo che la questione è complessa e controversa in quanto spesso implica anche principi religiosi e culturali (occhio per occhio.......) ma tanté. 

5. Democrazia d'esportazione. Nel rispetto delle reciproche opinioni anche qui ti chiedo come puoi affermare di essere un convinto estimatore della democrazia (giustamente hai citato persino l'etimologia della parola) per poi sostenere che forse a qualcuno la si potrebbe anche esportare/imporre??? Esistono forse popoli di serie A in grado di autodeterminarsi e popoli di serie B così stupidoni e imbelli che necessitano di una guida democratica esterna (che magari già che c'è si fa anche i suoi interessi economici)??? Io non credo: Purtroppo la storia, anche recente (vedi Libano, Somalia, Darfur,eccc...) dimostra che la "democrazia" viene esportata solo dove ci sono interessi economici in gioco (petrolio in primis) e non certamente per il bene della popolazione. La democrazia non è esportabile (men che meno con la forza) solo per un banalissimo motivo, perchè non può esistere democrazia senza i suoi valori e principi fondamentali. I valori e i principi non si possono imporre, al massimo si può favorirne la nascita e il consolidamento. In questo senso forse sarebbe più utile favorire la crescita e lo sviluppo economico degli stati per liberarli dall'angoscia del quotidiano. Io non penso sia un caso che il fondamentalismo islamico sia più radicato dove maggiore è la povertà e la miseria. In buona sostanza se è vero che dal nulla non nasce nulla, anche lo sviluppo umano abbisogna degli indispensabili tempi per consentire il consolidamento dei necessari substrati culturali. Forse in Europa la pena di morte è stata abolita anche grazie ad un certo Cesare Beccaria (Dei delitti e delle pene).

6. Sulle libertà nei pesi comunisti sorvolo semplicemente perchè non ho alcun dubbio sul fatto che quel modello di stato sia esattamente come tu lo descrivi e perchè non mi pare di averne mai preso le difese. Ribadisco il mio problema non è dimostrare o peggio favorire la bontà degli stati Comunisti, è rimarcare l'iniquità (apprezzandone i lati positivi) del Capitalismo sperando si possa trovare prima o poi un giusto equilibrio. D parte mia ritengo che le ingiustizie rimangono tali a prescindere da chi le perpetua (comunismi o no che siano) e in quanto tali vanno osteggiate e criticate.

   Per chiudere ti cito una tua frase che mi ha molto colpito (anche se come principio la condivido):"Perciò sono diventato anticomunista intendendo anti chiunque vuole decidere per me" Sei proprio sicuro che sia solo il Comunismo che decide per te??? Questa frase presa alla lettera mi ricorda molto i principi anarchici:"Il governo sull'uomo da parte dell'uomo è la schiavitù", "Chiunque mi metta le mani addosso per governarmi è un usurpatore e un tiranno: io lo proclamo mio nemico" - Pierre-Joseph Proudhon)


risponde FB

22.06.07

certo è difficile dimostrare cose indimostrabili perchè il nostro scambio di idee è basato soprattutto su valutazioni personali.

Noto però che i miei ragionamenti non cadono nel vuoto, ma ti fanno riflettere. Bene.

Ho letto le tue obiezioni.

1- Sei d'accordo con me.

2- Il tuo ragionamento dimostra che non ci sono regole e quindi anche le guerre preventive possono essere accettate in alcune circostanze. Se così non fosse, dovevamo lasciare libero di agire Hitler solo perché eletto?

(I due principali protagonisti erano altri: HItler e Stalin. Il secondo, con il patto Molotov-Ribbentroff, ha avallato l'invasione della Polonia, dando la stura al disastro. Mussolini è stata una figura secondaria entrata nel conflitto per opportunismo).

3- Vedo che anche tu ti affidi al sentito dire senza accertare i fatti. I pompieri sono andati a Cuba? Ma fammi il piacere.

4- Quindi, come ho detto.

5- Dimentichi baffetto D'Alema che ha bombardato la Serbia provocando 10.000 morti per far cessare la guerra civile ed imporre

le elezioni democratiche.

6- Forse non vuoi vedere che al momento il pericolo in Italia non è rappresentato dal fascismo ma dal comunismo che giorno per

giorno decide le nostre regole di vita, tenendo per le palle il governo. Ed allora di che cosa dovrei preoccuparmi, di Pinochet? 

Il problema è che tu parli di teorie possibili mentre io mi confronto con i fatti.

Quando mi chiedono se una idea è giusta o sbagliata, rispondo che non è possibile fare una valutazione dalle intenzioni o dalla volontà. Ciò che ne determina la validità è il risultato. Se è buono è giusta, diversamente è sbagliata.

Ora tu mi sai dire quale stato o quale società che tu conosci è progredita e prospera seguendo le idee di sinistra?

Anche i paesi scadinavi che avevano attuato una politica assistenziale molto elevata in cambio di una tassazione molto alta, stanno facendo marcia indietro perché sono arrivati a constatare che l'unica cosa che effettivamente è aumentata è il numero dei suicidi. In compenso sta diminuendo la volontà di intraprendere, di creare, di costruire e quelle società si stavano avviando al declino e all'apatia.

Quindi mio caro, parlare di speranze e di utopie è un bell'esercizio linguistico e di pensiero, ma nulla ha a che vedere con la realtà.

A proposito, immagino che tu in tempi precedenti, durante l'esercizio della tua attività sindacale, avrai avuto delle idee leggermente più determinate e certe.

Ora scrivi valutando le cose da altri punti di vista e concedendo anche a me le ragioni che nel frattempo ti sono diventate evidenti.

Mi chiedo se, invecchiando e approfondendo ancor più la natura umana non arriverai anche tu alle mie stesse conclusioni.

Fammi sapere.


scrive ancora Marco

23.06.07

Caro Flavio

è evidente che fra le cose che abbiamo in comune, una manca certamente: la voglia di Ascoltare e Capire. Prendo atto dalle cose che dici che il tuo (legittimo) obbiettivo è convincermi o magari indottrinarmi.

Spiacente, il fatto che condivida ALCUNE tue opinioni non significa affatto che condivida lo spirito profondo delle tue convinzioni. Innanzi tutto trovo francamente difficile comprendere una posizione così integralista rispetto alle idee Socialiste. Che ti piaccia o meno quelle idee insieme alla cultura Cristiana hanno permeato/condizionato la storia del mondo moderno e trattarle semplicemente come un "errore della storia" mi sembra francamente un pò troppo banale.

Poi ancora, io, mi sembra di non aver posto obiezioni solo basate su opinioni e soprattutto mi pare di aver provato (vedo inefficacemente) ha rilevarti alcune tue profonde contraddizioni logiche nei tuoi ragionamenti. Comprendo, che essendo tu arso dal sacro fuoco della Verità possa leggere opinioni diverse con la benevolenza che si riserva agli ignavi e quindi non reputi tanto importante comprenderle e men che meno affrontarle.

Visto e considerato che la nostra discussione non serve al confronto di idee ma solo a confermare (a Te) le tua Verità (la qual cosa francamente mi appassiona poco) di tutte le cose che hai scritto mi preme risponderti solo ad una : il pericolo comunista in Italia!! Considerato che sei una persona sufficentemente colta ti prego di riflettere seriamente su questa (comica ) affermazione. Di quale pericolo comunista stai parlando???? Bertinotti, Salvi, Dalema??? Ma fammi il piacere!!  Ste stronzate per cortesia lasciale al Belusca.

Due cose sul personale:

1. Il fatto che io sia disponibile ad ascoltare e riflettere sulle opinioni altrui non significa affatto che io non abbia idee determinate. Le mie idee determinate sono i valori che ho (inutilmente) provato a spiegarti e sulle cui basi (provo) a orientare la mia vita, compresa quella lavorativa. Le certezze assolute sul Bene e il Male non mi appartengono e questa è la profondissima differenza che ci connota.  

2. Ti informo che io non ti "concedo" ora le ragioni, semplicemente concordo (come concordavo anche prima di conoscerti) su alcuni principi di rispetto verso le persone e di laicità dello Stato. Per altro, credimi, per fare il sindacalista (almeno all'interno di un sindacato Confederale ) non ci vuole assolutamente nessuna dote particolare se non una: la sincera volontà di comprendere le ragioni/i bisogni dei lavoratori (ciascuno con la sua soggettività/specificità) per provare, nel rispetto delle regole, a portarle a sintesi. In quella stimolante esperienza ho avuto modo di imparare tante cose pur non venendo meno alle mie convinzioni profonde anche scontrandomi pesantemente, ma sempre in maniera trasparente e chiara, con i lavoratori.

Poi è probabile, anzi auspicabile, che con il passare degli anni l'esperienza favorisca una ulteriore evoluzione delle mie idee e opinioni anche se (dandoti un dispiacere) devo dirti che è quasi impossibile che io arrivi alle tue stesse conclusioni. E questo per un semplice motivo: io non sono ancorato ad idee fondamentaliste (ne comuniste, ne anticomuniste, ne altre), non ho tabù ideologici di sorta ne Verità Assolute da propinare al prossimo.

Bene, considerato quindi che fra di noi esistono e esisteranno differenze incolmabili,  e nonostante il nostro essere culturalmente incompatibili ti considero sinceramente una persona simpatica e in buona fede e quindi ti propongo una tregua "ideologica": condividiamo quel poco (di idee e di hobby) che abbiamo in comune; credo che ci divertiremo molto di più.


risponde FB

24.06.07

Carissimo,

Veramente pensi che io voglia convincerti o indottrinarti? Sei molto lontano dalla realtà.

A me che tu cambi parere, nel contesto della mia vita, conta meno di nulla.

In realtà ciò che io sto facendo è la ricerca di supporti a conferma di ciò che sento istintivamente giusto.

E fondamentalmente è un puro esercizio di capacità deduttiva che se conferma la mia tesi, mi gratifica. Cinismo? Può essere.

Pensavo che con la tua intelligenza fossi arrivato a capire che il sunto di tutti i libri e di tutti gli atti dell'uomo mirano soprattutto ad autoincensarsi. Anche quelli con le ricette per la cucina nascondono lo spirito di autoammirazione.

Ecco perchè oltre a non volerti convertire, non voglio neanche giudicarti. Questo perché tu parli di amicizia e l'amicizia non giudica.

Comunque leggendo la tua lettere ho avuto l'impressione che tu avessi sbagliato destinatario.

Sono andato quindi a rileggere quanto ti avevo scritto e non ho trovato contraddizioni (puoi segnalarmele?). Non ho trovato neanche una manifestazione di fede in qualche religione o dogma politico.

Mi sembrava di aver scritto che sono contro le Verità rivelate ed il comunismo è una di queste. Parlando di USA non ho mai detto che questo è il mio stato ideale. Conosco benissimo tante delle contraddizioni che lo caratterizzano. Semplicemente lo considero il meno peggio (tu non me ne hai indicato di migliori).

Non penso che ci sia un pericolo comunista. Penso che già siamo in un regime comunista camuffato da centro sinistra, ma condizionato in tutto e per tutto da estremisti. Noi abbiamo telefoni controllati, conti correnti controllati, conti postali controllati, per fare un vaglia devi dare il codice fiscale, per iniziare un attività devi fare mille pratiche, i diritti elementari di cittadino sono regolarmente calpestati, con gli studi di settore non paghi, come dice la Costituzione, in base al reddito, ma secondo ciò che serve allo stato. Abbiamo poi il più alto numero di fannulloni mantenuti del mondo nelle amministrazioni, nelle commissioni, negli

enti, nella burocrazia ed abbiamo inventato anche i lavori socialmente utili per piazzare altri sfaticati. Questo statalismo non penso rientri nella tua visione ideale del mondo.

Il Berlusca, come tu lo chiami, non è un mio parente e nemmeno un mio amico. Ho paura che sarà solo una meteora e che probabilmente lascerà il tempo che trova. Sono ben altri i parassiti politici che ci trasciniamo da decenni e che ci hanno portato alla attuale situazione.

Oltre ai citati, nel nostro governo ci sono anche i Caruso, i Casarini, i Luxuria, i Pecoraro che, finito di reclamare i diritti del popolo ora si godono lo stipendio ed i privilegi e nessuno li sente più. Come consulenti invece, degli assassini!

L'hanno scorso ero a pranzo con una personalità bolognese e questi, parlando di fascismo, ha dichiarato tranquillamente che ancora esiste il pericolo di un golpe fascista in Italia. E poi sono io lo strano?

Contrariamente a quanto affermi, non ho certezze assolute sul Bene e sul Male perchè considero tutto relativo.

A seconda delle circostanze, un omicida può essere fucilato o decorato con medaglia d'oro.

Tu dici che non arriverai mai alle mie stesse conclusioni. Vedo che anche tu in fatto di certezze assolute non sei da meno di me.

Sicuramente comunque partiamo dagli stessi presupposti. Che tu chiedi per la nostra società in particolare e per l'umanità in generale sono le stesse cose che chiedo io.

Se vai sul mio sito alla voce Avvertenze, tra le altre cose leggerai

 il benessere, la SERENITA', il progresso per tutta l'umanità

 Questo è ciò che mi auguro e che probabilmente si augura ognuno di noi.

Ciò comprende, in dettaglio, dare a tutti una possibilità, un lavoro, una famiglia, dare assistenza a chi ne ha bisogno, sostenere i più deboli, assistere anziani e malati, ecc. Tu ritieni che la formula giusta sia il Socialismo? Io no.

Immagino che tu quando esercitavi la tua opera di assistenza ai lavoratori, andavi anche a votare.

Per il socialismo di mani pulite o per il PCI?

Il primo non ha bisogno di commenti il secondo è poi diventato PDS e poi DS e ora PD. Anche tu hai seguito la conversione?

Anche tu ti sei spostato verso il centro rinnegando tutte Verità assolute dei vari capi che per me hanno cambiato solo il pelo?

E poi come la democrazia, anche il socialismo è molto soggettivo. Quello giusto è il socialismo dei paesi scandinavi dove il risultato più eclatante è l'aumento dei suicidi? E' quello di Zapatero che ha fatto chiudere 600 moschee e fa sparare ai "poveri" immigrati clandestini che tentano di entrare a Gibilterra? E' quello attuato dal nostro governo che invece i clandestini li fa entrare per alimentare il lavoro nero e sottopagato o li mette in condizione di delinquere per sopravvivere? O che assegna un mensile di 1.200 euro alle famiglie ROM o sussidi di tutti i generi agli extracomunitari regolari e si dimentica dei nostri contadini che hanno lavorato magari per 50 anni, contribuendo al progresso dell'Italia, ed ora sono storti e bruciati dal sole e prendono 300/400 euro al mese di pensione?

Tu potrai anche sognare, io preferisco aprire gli occhi sulla realtà quotidiana.

Non ne ho la certezza, ma solo la convinzione, che il tempo mi darà ragione, anche se sarà una vittoria di Pirro.

Perché temo che le conseguenze di tutte queste scelte sbagliate ricadranno sulla testa dei nostri figli.

Notando dell'amarezza nel tuo scritto, convengo con te che forse dobbiamo mettere fine a questo scambio epistolare che rischia di terminare con un giudizio lapidario certamente non gradito. E come ho detto sopra, l'amicizia non giudica.


scrive ancora Marco

24.06.07

caro Flavio mi fa molto piacere leggere che la nostra "discussione" è basata semplicemente su una democratica dialettica e non implica valutazioni o giudizi di sorta. Sinceramente permettimi di dirti che alcune tue salaci affermazioni mi avevano veramente dato tutt'altra impressione. Evidentemente anche la forma del dialogo (non de visu) certamente si presta a interpretazioni soggettive delle parole/frasi che si leggono. Al di là dei contenuti e delle idee espresse, la forma e il tono delle cose dette possono dare impressioni a volte un po' spiacevoli. Ad esempio le affermazioni " A proposito, immagino che tu in tempi precedenti, durante l'esercizio della tua attività sindacale, avrai avuto delle idee leggermente più determinate e certe....... Ora scrivi valutando le cose da altri punti di vista e concedendo anche a me le ragioni che nel frattempo ti sono diventate evidenti" se permetti lasciano trasparire (al di là delle tue intenzioni) un giudizio non certo sulle idee ma piuttosto sulla persona e questo non va bene ( o almeno non a me). Tranquillo, io non penso affatto che tu sia strano, anzi per la verità non mi sono mai posto, ne mi pongo, il problema di catalogarti e men che meno di giudicarti. Trovo con te, come anche con altri quando capita, stimolante il confronto delle idee e ovviamente maggiori sono le differenze maggiore è l'impegno intellettuale per sostenere le proprie convinzioni. Quindi, vista la notevole distanza fra le nostre posizioni, è ovvio che il nostro interloquire sia (per me) più stimolante del solito, quello che trovo "irritante" è un atteggiamento di velata superiorità che, al di là delle intenzioni, spesso traspare, non da quello che dici, ma da come lo dici. La prova?? Se vuoi sapere quali sarebbero le contraddizioni a cui  i riferisco non devi rileggere quello che hai scritto tu ma quello che ti ho scritto io (se non altro perchè le, presunte, contraddizioni sono obbiettate da me). Convengo che tutti cercano conferme alle proprie opinioni, ma sant'iddio proviamo ad ascoltarci (leggerci) con serena voglia di capirci.

Questa è la banale ragione per cui tu nel mio ultimo scritto noti "dell'amarezza" che altro non è che indisponibilità ad essere "giudicato" sommariamente. Chiarito il senso del mio "malessere" dialettico credo che, proprio per la grande differenza di posizioni, le nostre discussioni epistolari non rendano giustizia alle radici profonde delle nostre posizioni ideologiche che invece rischiano di essere banalizzate e mal comprese. Quindi considerato che anch'io ci tengo ad evitare giudizi lapidari (soprattutto ingenerosi e ingiusti) e che, ribadisco, non riesci proprio ad essermi antipatico e in considerazione che non vorrei rovinarmi le uscite ciclistiche ne soprattutto una possibile amicizia ti propongo scambi di opinioni fatti di persona (la discussione al mare è stata piacevole) e scambi epistolari prevalentemente su singoli argomenti. Così, penso, potremmo evitare incomprensioni e "cadute" sul personale.


mi scrive Claudio

05.07.07

Premetto che pur essendo  un comunista  convinto, i miei migliori amici o diciamo coloro con cui parlo volentieri di politica sono di destra, e con loro non mi sono mai alterato perchè ho sempre rispettato il loro pensiero,ma leggendo sul tuo sito e leggere cosa pensi del comunismo e dei comunisti sopratutto ti garantisco che mi sono girate le palle. Allora tanto per cominciare perchè ti scandalizzi tanto nel vedere quanto noi siamo legati alla bandiera rossa con falce e martello e perchè ancora crediamo nel comunismo e in quanto significa per noi, e non ti volti indietro e guardi a destra e pensi solo un attimo a cosa ha fatto in Italia, e nonostante tutto ancora credono nel loro ideale. Eppure dei morti ne han fatti non solo comunisti ma donne bambini anziani gente innocente, comunque italiani. E da questo fanatico che poi hanno appeso per i piedi in Piazzale Loreto quel maggio del 45 ci hanno liberato non solo gli americani ma anche i partigiani che guarda caso avevano al collo un fazzoletto rosso e molti di questi sono morti per la nostra e anche tua libertà e per questo meritano il rispetto dell'ideale che rappresentavano. Lo so anch'io che il comunismo in Unione Sovietica è stata una dittatura al pari di quella fascista in Italia, ma non per questo motivo io (o meglio noi) non dobbiamo credere nel nostro ideale se torni indietro con la memoria il grande Enrico Berlinguer si era ben staccato dall' Urss dicendo ancora nel '78 che il nostro non era un comunismo sovietico ma un comunismo europeo ben lontano da quella dittatura. Ora se tu vai ad una festa de l'Unità oppure di Liberazione non vedrai mai due compagni che si salutano col pugno chiuso, ma se ti capita come è capitato a me di andare ad una festa di A.N (questo per dirti a quanto sono legato all' amicizia e non ai colori) si vede spesso braccia destre alzate con tanto di saluto romano quindi segno di nostalgia fascista. Salutandoti caramente ti rammento se ti è possibile di portarci un po' più di rispetto

firmato Claudio comunista per sempre


rispondo

05.07.07

Premesso che sul rispetto delle opinioni altrui è basata la mia vita, ciò che io contesto è l'ideologia comunista e non chi ci crede.
Da liberale convinto quale sono, ritengo opportuno lasciare ad ognuno la libertà di pensare e credere a ciò che vuole.
Certo, leggendo il mio sito è chiara l'impronta anticomunista. Ma questo mi orientamento è cresciuto nel tempo alimentato dall'ipocrisia di chi considera tutto il giusto da una parte e tutto lo sbagliato dall'altra. Al momento sono anticomunista perché è il comunismo che rischia di interferire nella mia vita e questo non lo sopporto. Al fascismo riserverei lo stesso trattamento qualora diventasse una cosa seria. Personalmente ritengo che tutti gli estremismi siano deleteri per l'umanità e siano soltanto sistemi creati allo scopo di dominare i popoli. Anch'io ho amici comunisti con i quali oltre a fare sport, cene ed altro, intrattengo delle animate e vivaci discussioni che si concludono con serenità e senza rancore.
Non condivido tutte le idee e le opere dell'attuale opposizione che ritengo troppo genuflessa davanti alla Chiesa (come alcuni cattocomunisti)
Alcune conquiste di sinistra sono anche mie: divorzio, aborto e sono anche favorevole alla ricerca sulle cellule staminali. Non ho nulla contro gay, trans, ebrei, islamici, neri, extracomunitari (con gay ed ebrei il comunismo non ha agito al meglio).
Quindi nessuna mancanza di rispetto perchè, se bene analizzi la mia lettera sulla bandiera rossa, non ci sono menzogne ma ho solo riportato la VERITA'.
Sul mio sito nel FORUM ci sono anche degli scambi di lettere che forse possono meglio chiarire il mio pensiero. Leggili.
Io non distinguo tra un imbecille che saluta con la mano tesa o con il pugno chiuso: sono la stessa cosa. E poi mi piacerebbe sapere che cosa significa essere comunisti oggi.
Partigiano era anche mio padre che è stato anche condannato al confino. Come scrivo in altri testi ho avuto modo di parlare con lui e mi ha spiegato come agivano i suoi colleghi con il fazzoletto rosso la collo.
Da quanto scrivi penso tu condivida il pensiero di Marco Rizzo: "Il comunismo ha sbagliato, ma non è sbagliato".
Il mio pensiero invece è che nella vita ciò che contano sono i risultati perché di buone intenzioni, dicono sia lastricato l'inferno.

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   ARIA DI CENTRO dal sito Lisistrata

Lisistrata

06.05.07

1 SCRIVI

Verso la metà di Giugno ci ritroveremo a Grosseto con quanti intendano partecipare attivamente alla riorganizzazione della DC e di quelle realtà che  costituivano il pentapartito. Non  sono un nostalgico e quanti mi conoscono  hanno sempre apprezzato la capacità di prevedere molto in anticipo gli eventi. Oggi più che mai si deve fare una scelta qualitativa, ridare entusiasmo a quanti l’hanno perduto e passare il testimone ai giovani. Chiunque durante l’arco della propria vita non userà il coraggio per affrontare una impresa  con un coefficiente rischio  elevato  morirà insoddisfatto e arrabbiato. I  grandi cambiamenti storici nascono e si sviluppano attraverso una presa di coscienza individuale e con la precisa volontà di modificare l’inerzia generale. L’orgoglio di appartenere ad un gruppo con un ideale comune che si impegna  con determinazione a perseguirlo  attirerà le simpatie di quanti  denunciano la fragilità di contestare un sistema a titolo personale. Le grandi conquiste sono il risultato di un gruppo di menti pensanti che hanno saputo organizzarsi perché condividevano lo stesso obiettivo e intendevano realizzarlo. Criticare prima ancora di aver mosso il primo passo denuncia un atteggiamento tipico del perdente rinunciatario o ancor peggio  dell’intruppato di comodo. La forza di un popolo è la  molteplicità espressiva. Chi vede nei piccoli partiti una  dispersione inutile di forza e figlio della standardizzazione. La libertà si esprime attraverso la ricchezza di idee e non sull’appiattimento programmatico. Non siamo pecore che  seguono un pastore perchè dispone di un cane. Forse la gente si lamenta perché nei supermercati esistono più marche di uno stesso prodotto? Ognuno può scegliere quello che è meglio pubblicizzato, che reputa qualitativamente più valido o che ha il prezzo più conforme alle proprie possibilità. La competitività a livello politico fa parte del gioco. Ridurre gli schieramenti a due mi ricorda  la mentalità del contrapposto. Le verità antagoniste sono sempre mezze verità. Ci sono forse i buoni e i cattivi, i belli e i brutti, gli intelligenti e gli stupidi in assoluto? Quante sono le religioni?  Bene o male tutte rappresentano Dio! Perché non le limitiamo?  E chi non crede dove lo mettiamo? Un grande pensatore come Einstein aveva a suo tempo affermato che  l’uomo del duemila per sopravvivere  avrebbe dovuto cambiare letteralmente il proprio modo di pensare. Cosa aspettiamo?  Soggiungo che dovrebbe imparare anche a non pensare ma prima di operare consultare i propri sentimenti. Se ognuno di noi si facesse, come dice Giacobbe, meno seghe mentali troveremmo soluzioni concrete al nostro disagio esistenziale. Prestare più attenzione nei confronti di chi circonda modificherebbe l’assetto di questa società egoista e senz’anima. Prima di cambiare quello che sta all’esterno, cambiamo il rapporto che abbiamo con noi stessi. Solo così  elimineremo la menzogna e l’ipocrisia che sembra siano il sale della nostra inconsistenza.
Grazie a tutti i simpatizzanti di Lisistrata che dimostrano  di credere ancora in un riscatto italiano.
Gabriele GianMaria Garzoli  


scrive FB

07.05.07

Un suggerimento lo vorrei dare ai gestori di Lisistrata.
Prendere una posizione così netta a favore dell'ennesima proposta politica, limitando la propria libertà critica e snaturando l'indirizzo di sito libero e liberale che lo ha sempre caratterizzato, non mi sembra possa deporre positivamente a favore di Lisistrata. Non sarebbe forse meglio limitarsi a segnalare l'iniziativa a titolo informativo?
Apprezzo la buona volontà, ma la storia insegna che chi proclama di voler cambiare il mondo, normalmente, se ce la fa, lo cambia in peggio.
Il signor Garzoli usa parole di effetto ed esempi roboanti che possono far breccia nelle menti dei semplicioni, ma che nulla hanno a vedere con la realtà, e spaccia per necessità di cambiamento dei luoghi comuni triti e ritriti.
A lui mi permetto consigliare di non cavalcare la protesta ma di creare un serio programma di proposte a cui possono aderire appunto le persone che stanno mentalmente al centro. Diversamente si troverà in compagnia di coloro che credono di migliorare la società spaccando le vetrine.
Cordiali saluti


risponde Lisistrata

07.05.07

Caro Flaber, è vero che questo è un sito liberale, anche perché io mi sento così, (anche se non è proprio vero, sono un po' anarchica)  ma proprio per questo di volta in volta sostengo qualcuno e non per finalità di guadagni particolari o per chissà quale scopo, solo che credo che la libera iniziativa possa essere supportata, soprattutto se come Gabriele Garzoli non si hanno le spalle coperte da sponsor importanti o politici particolari e non si è fatto della propria vita una "scalata sociale".
L'iniziativa è sua ed è per questo che ha il mio appoggio, però aggiungo che di volta in volta, ed anche in contemporanea, ho dato spazio e appoggio anche a persone dentro schieramenti politici importanti, se hai avuto modo di notare ho spesso dato spazio per le iniziative politiche, almeno come informazione o come battaglie sociali e non solo a Forza Italia, ma di volta in volta, alla Lega, ad Alleanza Nazionale o a piccoli partiti locali o a politici giovani in via di formazione.
Non considero questi sodalizi come matrimoni a vita, non sarà finché morte non ci separi, sarà un dare una mano sperando che si raccolgano buoni frutti, in caso contrario pazienza, bisognerà tornare a seminare.
Grazie e buon proseguimento

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   La verità dopo 60 anni

Mauro

20.12.06

5 SCRIVI
scrive FB

20.12.06

...  dopo il vivace scambio di opinioni di mercoledì scorso, ho pensato di scriverti per chiarire con calma il mio pensiero. Come ho cercato di spiegarti io sono contro ogni estremismo, da qualsiasi parte venga, perchè vuole sempre contrapporre la forza alla ragione e sostituire una violenza con un'altra violenza. Come sai io vivo in "esilio" e gli unici contatti personali, fuori dal lavoro, gli ho con i ciclisti dell'..... Qui a ..... non ho fatto amicizie anche perché non ne voglio. Forse a causa delle amare esperienze avute a suo tempo. Ciò nonostante la possibilità di parlare con altri delle mie idee, mi gratifica molto, anche se a volte si alzano i toni. Oggi mi dedico alla politica teorica e non attiva, più per passione e per il desiderio di conoscere che per cambiare il mondo.
Non tocca a me.
E' vero, sul mio sito sono un po' di parte, ma non incito all'odio di classe, non emetto sentenze di morte, ma mi limito a sfottere, esercizio sano e democratico se non scende nell'offesa. Certo sono più liberale che socialista perchè sono da sempre abituato ad arrangiarmi senza chiedere niente a nessuno. Anche perchè la volta che ho chiesto giustizia per un grave torto subito, in cambio della mia onestà e del contributo che ho dato alla società con il mio modo di vivere e di operare, ho ricevuto indifferenza ed anche condanna morale. Ciò non toglie che ritenga giusta e necessaria la pubblica assistenza. Tu mi hai detto che sono un revisionista perchè leggo i libri di Pansa. Premesso che ho letto anche il Capitale di Marx ed il suo Manifesto e parte del Corano (poi mi sono arreso), io leggo perché voglio conoscere i fatti veri e non le verità che mi sono state imposte da chi vuol gestire la mia coscienza. Non credo che voler conoscere la verità sia una cosa da condannare. E non significa che ciò comporti necessariamente la volontà di dare giudizi o emettere sentenze. Sono convinto che purtroppo molte persone arrivano a delle conclusioni o sono di parte senza sapere il perché. Semplicemente perché l'ha detto un altro e non si prendono la briga di controllare. E' lontana da me ogni intenzione di farti cambiare idea sulle tue opinioni. E' giusto che in una società democratica non ci sia un pensiero unico e mi piace sentire anche altri punti di vista perchè mi fanno riflettere e capire meglio.
Io non sopporto i sepolcri imbiancati, ipocriti che per convenienza non hanno il coraggio delle proprie idee. Purtroppo nella nostra società egoistica e codarda, che comunque ritengo attualmente la migliore possibile, ci sono solo due categorie che possono permettersi di dire ciò che pensano: i pazzi e coloro che non hanno niente da perdere. Io ho perso tutto, meno la dignità. Voglio farti un piccolo regalo. Ti invio in allegato il libro "...........". Fammi un favore, leggilo. Non per cambiare opinione, ma per conoscere l'altro lato della medaglia, trovare un po' più di serenità nelle tue valutazioni e capire che nessuno può avere tutte le ragioni e nessuno può avere tutti i torti. Insomma un po' più di saggezza che non guasta alla nostra età.


scrive Mauro

26.12.06

.... per la nostra discussione vorrei dirti che io non sopporto le persone che pontificano su altri dopo 40 o 50 anni, questo è quello che sta facendo Pansa, è comodo criticare comportamenti inopportuni di varie persone che dopo la guerra hanno dato libero sfogo a tutto quello che di peggio avevano dentro, dopo aver visto morire in modo atroce figli, mogli, genitori, parenti, amici, ecc...
Mi riesce difficile mettere sullo stesso piano fascisti e partigiani. Come mi riesce difficile dare credito ad un personaggio politico che per farsi eleggere è partito da una posizione privilegiata avendo tre televisioni a disposizione per bombardare continuamente il telespettatore medio mentre i tuoi avversari si devono accontentare di poche conparsate nei tempi predisposti dal sevizio pubblico, è come se tu vai a fare una gara ciclistica e il tuo avversario che magari è anche più forte di te parte con un vantaggio di mezz'ora, per una corsa dlla durata di un ora. Come faccio a fidarmi di uno che istituisce i fondi pensione quando è proprietario della Mediolanum???
Questo sono solo alcune cose.
Ne riparleremo con più calma senza magari alzare la voce come mi capita, per questo ti chiedo scusa, ma è il mio modo di discutere un po' violento.


scrive FB

06.01.07

come sai scrivo delle lettere a Libero che frequentemente vengono pubblicate. Non trattano solo di politica ma anche di cronaca e sono convinto che su alcune potresti essere d'accordo con me. Oggi me ne hanno pubblicata una che voglio trasmetterti per conoscenza. Penso che la verità non abbia tempo e che il riconoscimento dei propri errori può solo elevare il livello di onestà e di rettitudine di chi li ha commessi.

Che ne dici?
"Giorgio Bocca, ex fascista di ferro, ed altri sinistri, compreso Cossutta, affermano che Mussolini è stato giudicato dal popolo italiano e giustamente giustiziato. Anche se così fosse, questi signori non si sono mai soffermati a spiegare le ragioni della fine riservata a Claretta Petacci. Anche questa è stata giudicata dal popolo e condannata a morte? E per quali reati? 
Lampredi e Audiso, gli esecutori, in questo caso hanno semplicemente commesso un omicidio al quale si è poi aggiunta anche la profanazione del cadavere. Sentire questi signori che criticano la civiltà irachena, senza aver mai trovato in 60 anni il coraggio di riconoscere le loro meschinità, francamente da il voltastomaco."

scrive Mauro

09.01.07

sicuramente è giusto quello che tu dici ma devi considerare il contesto (60 anni fa dopo quello che era successo), in Iraq.

Siamo nel 2006, dovresti giudicare se ora in Italia qualcuno facesse quello che hanno fatto in Iraq. Domanda: cosa hanno fatto in Bosnia, Croazia, Slovenia, Albania ecc..... Siamo negli anni 2000, non 60 anni fa.


scrive FB

14.01.07

tornando alla tua ultima lettera "politica" oggi ti scrivo perchè c'è stato una caso che mi ha ricordato le tue parole: 

"io non sopporto le persone che pontificano su altri dopo 40 o 50 anni" 

Oggi Errani ha fatto un commento sulla sentenza che ha condannato 10 colpevoli del massacro di Marzabotto a distanza di 63 anni dal fatto. Queste le sue parole: 

"Ai giovani ed alle generazioni questa sentenza dice che non si deve mai rinunciare alla ricerca della verità e della giustizia..." 

Come vedi Errani non la pensa come te. Credi che solo la verità di sinistra debba essere ricercata? 

Hai anche scritto: 

"è comodo criticare comportamenti inopportuni di varie persone che dopo la guerra hanno dato libero sfogo a tutto quello che di peggio avevano dentro, dopo aver visto morire in modo atroce figli, mogli, genitori, parenti amici ecc..."

A tale proposito sarei curioso di conoscere i motivi che hanno indotti certi "partigiani" ad assassinare 120 sacerdoti. Credi che anche questi si siano solo fatti inopportuni oppure che anche loro abbiano fatto morire qualcuno in modo atroce? (se pensi che queste siano balle, ti allego l'elenco) 

Dunque sei per mettere una pietra sopra tutto. Io sono d'accordo con te, solo che di pietre ce ne vogliono due: una per parte. Purtroppo in Italia non c'è ancora una democrazia compiuta. La nostra costituzione prevede specificamente il divieto di ricostituzione del partito fascista. Fermo restando che a me del partito fascista non frega nulla, trovo assurdo che la libertà di opinione anche politica non sia uguale per tutti. Trovo anche superate le manifestazioni contro il fascismo che esiste ormai solo nelle teste di chi ne ha bisogno per portare avanti i propri interessi politici e su queste contrapposizioni ideologiche ci campa. Come di ho già detto, penso che la verità non abbia tempo.

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   Conflitto di interessi.

Claudio

30.10.06

5 SCRIVI
LETTERA SCRITTA IN RIFERIMENTO AD UN MIO INSERTO SULLE SOCIETA' DI PRODI E AD UN PROBABILE CONFLITTO DI INTERESSI (LEGGI)
Interessante, cominciamo da qua.
Domanda 1: La legge italiana permette ad un presidente del consiglio di avere altre attività?
Risposta 1/A: Se sì, siamo a posto, sia per Prodi che per Berlusconi. (ma se non siamo d'accordo noi cittadini non dovremmo più votarli)
Risposta 1/B: Se no, chi cavolo decide se quella poltrona può essere assegnata a questi personaggi ?
Domanda 2: Se sì, ma a patto che queste attività non confliggano con leggi o delibere che vengono votate in parlamento.
Risposta 2: Bisogna vedere che tipo di attività sono, io non lo so per quanto riguarda Prodi, ma per quanto riguarda il vecchio governo, quelle di Berlusconi cozzavano e non poco.
Se poi all'Italiana usiamo la Bilancia (la usi anche tu) mi sa che il peso di queste ASE, San Vitale, Simbuleia, Euromobiliare siano infinitamente più leggere, ma non lo so, si potrebbe indagare.

risponde FB

30.10.06

1) Si, a condizione che dichiari tutti i propri beni e le proprie attività al momento dell'insediamento anche come deputato o senatore (ciò stabilisce la legge). Molti di questi sono avvocati, professori, medici, ecc. e non sono obbligati a cedere l'attività. I dipendenti pubblici normalmente o si mettono in aspettativa, oppure si prendono due stipendi.
La Costituzione italiana sancisce che tutti possono essere eletti, senza distinzione di razza, cultura, religione o stato sociale. Io personalmente preferisco che sia un ricco a governare perchè forse non ha bisogno di arricchire e poi conosce il valore dei soldi e quindi non li spreca. Siamo tutti uomini ed anche gli eletti in parlamento fanno sempre un pensierino nascosto allo stipendio. Tant'è vero che la legislatura cadrà quando tutti avranno maturato il diritto alla pensione, salvo eventi imprevisti.
Il vero problema non è la quantità di soldi, beni o attività che chi governa può avere, il problema è che lo si sappia.
Berlusconi è stato setacciato in Italia e all'estero da migliaia di controlli e ciò va ben oltre ciò che la comunità richiede.
Prodi è un maneggione che tra Nomisma e consulenze sugli scambi commerciali tra Italia e paesi comunisti ha parecchio rimestato negli affari. Ha perfino fatto una consulenza in Cina per la costruzione di un porto. Le sue aziende si incrociano e si celano sotto altri nomi. Tutto questo potrebbe non essere illegale, ma a noi ha dato una falsa immagine di un buon professore universitario che vive di un misero stipendio ed invece è un miliardario che ha le mani in pasta in chissà quanti traffici. E' la sua ipocrisia e la sua falsità che lo rendono indegno di governare, non le sue attività.
2) Una persona che arriva alla poltrona più alta può fare ciò che vuole. Un giornalista di sinistra ha detto che tutti i deputati comunisti sono arrivati con le pezze al culo e sono usciti miliardari. Questo è un male fisiologico della politica che in realtà è solo un problema umano. Credi che tutti i precedenti presidenti del consiglio italiani (escluso forse Degasperi) siano morti in povertà?
Dici che gli interessi di Berlusconi cozzavano? Come puoi dirlo, forse perchè erano in chiaro e tu lo vedevi? Ecco la soluzione. Hai una pallida idea di quanti intrallazzi politico-economici siano alla base di tutti i grandi capitali ed anche delle attività mafiose? Queste sono in chiaro e tu le vedi? Le persone coinvolte non le conosci ed è possibile che abbiano il tuo voto.
Come si risolve il problema? Scegliendo persone oneste o comunque persone il cui interesse non sia quello di arricchire ma abbiano l'ambizione o anche la presunzione, non importa, di creare qualche cosa di positivo per gli italiani (e magari entrare nella storia). Non mi risulta che Mussolini si sia arricchito. Non ho nessuna simpatia personale per tale personaggio, anche perchè incarnava il classico romagnolo greve e rozzo, però è stato l'ultimo che ha fatto qualche cosa di concreto. Se oggi si discute di TRF e di pensioni, è grazie a lui che da sindacalista socialista ha pensato di tutelare le persone che terminata una vita lavorativa, normalmente venivano abbandonate a loro stesse senza nessuna riconoscenza da parte di quello stato che avevano contribuito a creare. Lui ha inventato la liquidazione, l'Inps e la pensione.
3) Il grave errore è stato quello di non concedere altri 5 anni al governo Berlusconi. Quello attuale perderà metà tempo a distruggere e non gliene resterà abbastanza per costruire. E così saremo sempre al punto di partenza con riforme solo abbozzate e mai completate, cosa che si ripete ormai da 60 anni.
4) Purtroppo la nostra cultura risente di due fattori che impediscono di vedere le cose nel loro esatto valore: la cultura dell'invidia che sostituisce quella dell'emulazione e che porta a cercare di distruggere anziché a costruire meglio. L'altro fattore è l'ideologia comunista per la quale ancora oggi la proprietà è un furto. Ricorda, per concludere, che se l'Italia è considerata il più grande tesoro artistico del mondo e la settima potenza industriale, ciò non è dovuto allo stato e neanche alla politica. La ricchezza ha permesso di costruire tutte le nostre cose più belle e lo spirito di intraprendere dei singoli italiani ha permesso i nostro attuale benessere.

scrive Claudio

03.11.06

E' possibile tu abbia ragione, ma non ripagherei Prodi con la stessa brutta moneta con cui è stato pagato Berlusconi, cioè, io ho trovato sempre sgradevole certo linguaggio usato dai suoi detrattori e trovo sgradevole un po' anche l'ultima parte delle tue argomentazioni. Sento un certo astio non così ben argomentato, anche perchè potrei dire, rifacendomi agli affari occulti che anche Berlusconi, aveva attività non facilmente rintracciabili, vedi conti alle isole Caiman e altro di cui ammetto di non saper nulla, per cui non ho mai amato questo livello di discussione, quel livello cioè dove io porto una opinione personale, spinto dalle mie informazioni (di parte) e tu le tue, inevitabilmente di parte anch'esse. Per quanto riguarda invece Mussolini che dici di non amare... però..., ha macchiato la sua opera dimostrando non solo la sua grettitudine ma anche la stessa debolezza dei nostri  improponibili regnanti di ieri e di oggi, avallando le leggi razziali e distruggendo tutto quello di buono che aveva fatto, portando l'Italia in una guerra che poi ha perso e così, di fatto, l'ha regalata ai comunisti, sì proprio ai comunisti della rivoluzione quelli di cui parli, che allora fino all'arrivo degli americani erano l'unica voce "liberale" che negli anni del fascismo attraversava l'Italia. Il foglio clandestino "L'Unita"e l'Internazionale ascoltato e fischiato di nascosto nella gran parte delle fabbriche lo testimoniava. Che poi tutto questo facesse parte di un disegno precostruito dai sovietici per appropriarsi della enorme "portaerei" del mediterraneo, quello per intenderci di cui parla Pansa quando parla del triangolo rosso, potrebbe anche essere vero, ma non parliamo di Mussolini come di chi sia stato l'ultimo uomo a fare qualcosa nel nostro paese io ci andrei piano. Non darei per scontato il fatto che il governo attuale perderà del tempo anche perchè questo è un argomento elettorale, non dice niente, preferisco parlare degli atti, uno per uno se vuoi, (ma purtroppo ci mancherà il tempo, almeno a me). Sono in parte d'accordo con il tuo 4 punto, salvo l'ideologia comunista che non sento mia anche se voto a sinistra. Mi sento cioè sicuro, che la stragrande maggioranza di quelli che votano come me, non provano nessuna simpatia per questi signori. Infine il discorso sul regnante ricco e illuminato, Flavio, non ci credo, davvero, fossimo la Danimarca forse, ma non lo siamo, davvero è il senso civico che ci manca, noi facciamo fatica a pensare al bene comune, è lì che bisogna lavorare, poi penso che ricco o povero conti poco, specialmente se chi va in politica sa in partenza che non avrà ne stipendi faraonici, ne pensioni da capitani d'Industria.


risponde FB

03.11.06

Cerchiamo di capirci: non esiste politico che non porti avanti un suo interesse che può essere economico o personale. Tutti i grandi della storia lo sono diventati perchè avevano qualche cosa di esasperato tipo: ambizione, brutalità, superbia, megalomania, presunzione o semplicemente bisogno di dimostrare agli altri il proprio valore. Alla fine però si guarda al risultato ed è questo che fa pendere la bilancia a favore o contro. I politici non sono santi, non sacrificano la loro vita per il bene altrui. Al massimo sono convinti di portare avanti una missione ma difficilmente sono disposti a metterla in discussione. Quindi la mia scelta si basa sulla teoria del male minore. Per me Berlusconi è un pericolo potenziale minore di Cossutta, Diliberto, Bertinotti, Caruso, Farina, Pecoraro e tutti gli altri che non sto ad elencare per problemi di spazio. Prodi è il loro lasciapassare, perchè non ha un partito e non è in grado di farlo. Ecco perché non ha la mia stima.
Dire che Mussolini ha fatto qualche cosa di buono sottintende che il resto era sbagliato. Inutile quindi ribadire i suoi errori. Prova però a ricostruire la situazione in cui si è trovato e dimmi quale sarebbe stata la tua scelta.
Sul discorso del regnante ricco e illuminato vorrei chiederti se conosci uno stato in cui una rivoluzione abbia portato alla democrazia. Io sono dell'idea che solo chi ha il potere può delegarlo. L'Inghilterra è considerato uno dei paesi più democratici del mondo. Ti ricordi chi è il capo di stato? Prova a riflettere.
A noi manca il senso civico? Perché? Non so quale sia la differenza tra i popoli che hanno il senso civico ed il nostro. Ti racconto però un fatto. Io sono nato e vissuto in Trentino che fino al 1918 era territorio austriaco. Mio nonno e mio padre sono nati austriaci, anche se erano filo italiani. Ricordando i loro racconti, che si sono tramandati di padre in figlio, ti assicuro che nella mia cittadina c'era un livello di civismo oggi scomparso. Due esempi che mi ricordo. Essere tra i primi contribuenti fiscali era un vanto per il cittadino. Per chi invece commetteva un reato minore, la condanna veniva erogata molto velocemente e normalmente consisteva in qualche giorno di prigione. Ebbene, al condannato veniva chiesto quale era il periodo migliore per scontare la condanna, senza pregiudicare la vita familiare oppure il raccolto della campagna. Strade, piazze e giardini erano tenuti come il salotto di casa. Vivevano nell'impero austro-ungarico e gli Asburgo erano i regnanti. Quindi il problema non è cercare il senso civico, ma ritrovarlo.

scrive Claudio

05.11.06

Ecco, la cosa migliore sarebbe un politico (IL POLITICO) che avesse come caratteristica  principale "l'ambizione" e il bisogno di dimostrare come dici tu, il proprio valore e aggiungiamo pure la convinzione di portare avanti una missione. Prendo apposta solo i lati per così dire positivi del personaggio "Ideale" che hai descritto e che tutti vorremmo, ma il problema è che anche queste caratteristiche "positive" sono pericolose nella maggior parte dei casi possibili. L'uomo (IL POLITICO) in questione tenderà inevitabilmente a diventare  l'UOMO FORTE e salvo poche eccezioni lo statista destinato a rimanere nella storia, nel bene e nel male. Ma oggi chi operasse guidato solo dalle sue convinzioni o se vuoi dai suoi ideali rischia di perdere il contatto di ciò che è il bene della comunità intera che andrà a governare e come ben sai l'oggi rispetto al passato non ha più popoli omogenei che condividono tradizioni e culture è qualcosa invece di estremamente complicato, che più che uomini forti, ha bisogno di leggi mediate, che permettano una convivenza civile priva di conflitti. L'unica via possibile sono le democrazie "vere", quelle che si avvalgono di parlamenti il più possibile rappresentativi delle varie realtà che compongono i paesi. Difficile per me tracciare in poche righe quest'altro mio ideale che come il tuo è forse assolutamente utopico, ma con la differenza di rimanere  aperto a proposte che portino almeno a non chiudere le porte a nuove forme di convivenza civile.

Ti assicuro che l'oggi di Prodi non rappresenta minimamente ciò che io intendo come democrazia condivisa, l'oggi di Prodi è il risultato (che non mi entusiasma) di 10 anni di sforzi per uscire da quel settarismo che ha sempre attraversato la sinistra, in questo lui è più un traghettatore che un lasciapassare per certa sinistra, speriamo solo che alcuni personaggi prima o poi decidano di rimanere sulla riva opposta.

PS1: A proposito delle leggi che governavano il tuo Trentino, non sapevo, è molto interessante e bello quello che hai scritto, talmente interessante che potrebbe portare qualche idea nuova (sic) alla magistratura che perde 3 anni sull'istruttoria per il furto di un'arancia (figurato, ma sicuramente accaduto).

PS2: Se la democrazia è la miglior forma di governo che garantisce dignità alle minoranze, come faremo a garantire la democrazia stessa del paese, se in queste minoranze ci fossero nazionalisti in grado, con un' uomo forte di forte carisma di ideali ferrei ecc.. di orientare il voto della maggioranza su di se ? 


risponde FB

06.11.06

L'uomo forte, dopo Mussolini, è diventato sinonimo di despota. Ma la storia è piena di uomini forti che hanno fatto grandi cose e cose orrende. Quindi avere a capo dello stato un uomo forte non è di per se una cosa sbagliata. Purtroppo la paura di un'altra esperienza negativa ha indotto i componenti dell'Assemblea Costituente a dividere il potere supremo tra due capi: il capo dello Stato ed il capo del Governo. Analogamente abbiamo due autorità legislative: Camera e Senato. E tre poteri dello stato: legislativo, giudiziario e esecutivo. Teoricamente ciò dovrebbe evitare l'insediamento di un "uomo forte" che possa raggruppare sotto di se tutti i poteri. Ma ciò che apparentemente è sano, in realtà diventa immobilismo. La concertazione è l'ultimo parto di questa tendenza. E qual è il risultato? Non vengono prese decisioni magari impopolari ma necessarie, nessuno di prende responsabilità, ogni decisione nasce da compromessi sottoposti ad interessi di parte. Perchè pensi che non si riescano a sconfiggere mafia, camorra e ndrangheta? E' questo lo stato che vogliamo? Dopo il ventennio sembra che siamo passati dalla padella alla brace. Questa ricerca di consensi a tutti costi ha portato a risultati molto discutibili. Qualche anno fa sembrava che il sistema giusto di educare i figli fosse quello di trattarli su un piano di parità e che ogni decisione doveva essere concordata. Sono cresciuti dei disadattati che, non avendo riconosciuto l'autorità, non hanno mai imparato né a rispettarla, né a esercitarla. C'è stato anche il periodo del 6 politico nelle scuole. I risultati ancora li stiamo scontando: ignoranti con laurea che esercitano professioni immeritate. Personalmente preferisco a capo dello stato un personaggio che abbia gli attributi e porti avanti una politica giusta ma senza troppi compromessi e con un mandato a termine che garantisca l'alternanza. Saranno gli elettori a decidere se deve continuare con i suoi progetti oppure smettere, lasciando libero il posto.
Non credo che in Italia ci siano ancora rischi di dittature di destra o di sinistra.
Sicuramente per portare avanti una politica nazionale ed estera degna di rispetto non possiamo accontentarci di mortadelle.
È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora (Churchill). Quindi se la maggioranza vota un "uomo forte, carismatico e con degli ideali", chi può rivendicare il diritto di opporsi alla sua elezione? Forse un altro "uomo forte"? Se il popolo è sovrano, dobbiamo rispettarne le decisioni.

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   Perchè Berlusconi vota con Prodi?

PaoloT

22.08.06

1 SCRIVI

Ho scoperto il tuo sito ed ho trovato argomenti molto interessanti. Vorrei sapere da te se è il caso di iscrivere nel tuo club dei coglioni anche Berlusconi ed i suoi alleati. Ho sentito che vorrebbe votare con il governo per finanziare l’invio dell’esercito in Libano e questo mi sembra assurdo.


risponde FB

24.08.06

E’ un dubbio che ha assalito anche me, tanto da seguire con attenzione le dichiarazioni in merito di Berlusconi, ma non ho avuto il conforto della ragione. Allora ho pensato che ci sono due tipi di opposizione: quella totale ed ottusa che altro scopo non ha se non quello di “abbattere” l’avversario politico senza se e senza ma. Poi c’è l’opposizione che quando deve prendere posizione mette sulla bilancia la propria convenienza politica e la convenienza del paese. E qui cominciano i dubbi. La cosa giusta è fare ciò che al momento va fatto o è fare in modo che cada il governo per poi fare la cosa giusta in un modo migliore?
Io penso che sia meglio non condividere le decisioni della maggioranza, ma lasciare che operi come è capace e fin che le è possibile. Certo lo so che non esiste compattezza nell'opposizione poiché c’è gente che cammina a gambe larghe per poggiare su due sponde, sempre pronte al balzo. Ma questo è ciò che passa il convento ed è anche lo specchio dei nostri elettori. Evitiamo per lo meno di avallare la missione che Prodi vuole portare in Libano. Se dovessero tornare delle bare è giusto che si prenda le sue responsabilità, senza giustificarsi con il consenso di Berlusconi.

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   E se la Sgrena moriva?

Fausto

24.08.06

1 SCRIVI
Rivedendo la Sgrena ed il filmato della sua prigionia, mi chiedo se non fosse stato meglio per lei la fine riservata ad altri rapiti che non hanno più fatto ritorno. Tu che ne dici?

risponde FB

24.08.06

Anche se la prima reazione mi fa essere d’accordo con te, pensandoci bene credo sarebbe una vera disgrazia. Ma non per la scomparsa, per noi. Costei era un’oscura giornalista di un oscuro giornale di cui aveva sentito parlare solo la sparuta schiera di lettori. Il rapimento l’ha portata agli onori della cronaca e la sua morte l’avrebbe trasformata da codarda nullità in grande giornalista martire. Per carità: strade, monumenti, medaglie, lapidi a suo nome, aumento di tiratura del giornale Il Manifesto che sarebbe diventato lo Sgrenifesto ed altre amenità simili con commemorazioni e ricorrenze fisse su giornali e TV. Per Calipari, naturalmente, neanche un grazie.

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   Contro il comunismo (da L'ARENA della POLITICA) Capitano2000

27.06.06

18 SCRIVI

Io penso che il comunismo sia la cosa + brutta che l'essere umano possa aver generato, fonte di grande ingiustizia.


Gen. Choi

10.07.06

PORTA RISPETTO PER I COMUNISTI E PER I SOCIALISTI CHE SONO MORTI PER LA TUA LIBERTA' STRONZO.
SE OGGI SEI LIBERO DI DIRE LE CAZZATE CHE DICI E' GRAZIE A LORO.


FB

24.08.06

Quante belle e istruttive cose leggo su questo forum (L'ARENA della POLITICA).
Gente molto preparata che sparge il seme della sapienza a piene mani e gratuitamente.
Per esempio ho appreso che che i comunisti sono morti per la nostra libertà. Ed io stupidamente ho sempre creduto che le decine di migliaia di morti che ci sono in Normandia ed in tutti i cimiteri sparsi per l'Europa fossero dei soldati americani. Ed invece sono cimiteri comunisti. Pensavo anche che se fossero stati i comunisti russi ad arrivare in Italia, oggi noi parleremo russo e saremo a livello di sviluppo della Romania.
Marx. Ho letto il Capitale ed Il Manifesto ma probabilmente ero distratto perchè qui mi si spiega che la rivoluzione del popolo non doveva essere violenta ma pacifica. Allora sono andato a rileggere il Manifesto del Partito Comunista e mi dispiace dovervi correggere. Ecco uno stralcio del testo: "Una volta sparite, nel corso di questa evoluzione, le differenze di classe, e una volta concentrata tutta la produzione nelle mani degli individui associati, il potere pubblico perderà il suo carattere politico. Il potere pubblico in senso proprio è il potere organizzato di una classe per soggiogarne un'altra. Quando il proletariato inevitabilmente si unifica nella lotta contro la borghesia, erigendosi a classe egemone in seguito a una rivoluzione, e abolendo con la violenza, in quanto classe egemone, i vecchi rapporti di produzione, insieme a quei rapporti di produzione esso abolisce anche le condizioni di esistenza della contrapposizione di classe, delle classi in genere, e così anche il suo proprio dominio in quanto classe. (la rivoluzione doveva essere realizzata) "solo con il rovesciamento violento di ogni ordinamento sociale finora esistente". Forse su questo punto qualcuno non è molto preparato.
Sante parole quelle che ho letto: "l'importante è lottare contro chi si arricchisce spacciandosi per benefattore". Se penso ai burocrati russi che lavoravano per il popolo ed alla liberalizzazione della proprietà hanno comperato TUTTO .....
E per concludere vi regalo un passaggio Tratto da un libro di Jurij Druznikov: "Gli ebrei avevano partecipato alla rivoluzione ma a che scopo? ..... Gli ebrei hanno partecipato per guadagnare potere e cominciare a diffondere il sionismo in Russia. Fortunatamente il Partito e Stalin sono riusciti a bloccarli (come?). Ma non siamo riusciti a fermarli del tutto. Il vero problema dell'umanità non è il fascismo, ma gli ebrei. Lottano per ottenere il potere, e negli USA ci sono riusciti. Vogliono governare il mondo. E se è vero, come è vero, che i comunisti esprimono gli interessi di tutti i popoli, la nostra missione storica è quella di salvare l'umanità. Detto fra noi, Marx guasta tutta la storia del movimento comunista. La storia del movimento comunista dovrebbe cominciare da Lenin senza rifarsi a quelle stronzate medievali".

E poi qualcuno si meraviglia se D'Alema passeggia con un capo di Ezbollah.

Gen. Choi

24.08.06

Cazzo centra la normandia? Per "comunisti morti per la libertà". Anche bambino l'avrebbe capito.
Credo che qui sia pieno di persone che avrebbero dovuto provare il fascismo sulla loro pelle prima per darne una definizione. Inoltre. Il comunismo è rivoluzione. Ergo: spesso porta alla GUERRA.
Ma quello che volevo far capire a vesanus è che non bisogna pensare al comunismo come a un'associazione guerrafondaia. Lo SCIOPERO ad esempio, è un tipo di lotta di classe. Le MANIFESTAZIONI sono un tipo di lotta di classe. se dopo aver letto LOTTA DI CLASSE pensi subito a gente che va in giro con il mitra hai una visione molto ristretta in campo storiografico. E poi non capisco perchè se uno va in giro con il leader israeliano non gli dice niente nessuno mentre se va in giro con il capo di hezbollah è un terrorista


Folgore72

24.08.06

Ma dai però negare che Marx sosteneva lo scontro armato e troppo, e' scritto in parecchi suoi libri e articoli: sulla Neue Rheinische Zeitung, scrisse: “Noi non abbiamo riguardi; non ne attendiamo da voi. Quando verrà il nostro turno, non abbelliremo il terrore” in un altro articolo: "C'è un solo mezzo per abbreviare, semplificare, concentrare l'agonia assassina della vecchia società e le doglie sanguinose della nuova, un solo mezzo: il terrorismo rivoluzionario".
Nel capitolo conclusivo del suo libro più famoso il manifesto riporta :“possono essere raggiunti solo col rovesciamento violento di tutto l’ordinamento sociale”. ( intendendo i fini comunisti )
Come fai a sostenere che non era per la lotta armata ???
E tra l'altro era molto ben supportato da Engels cito: in Dell'autorità (1873), precisa: "Una rivoluzione è certamente la cosa piú autoritaria che vi sia; è l'atto per il quale una parte della popolazione impone la sua volontà all'altra parte per mezzo di fucili, baionette e cannoni, mezzi autoritari, se ce ne sono; e il partito vittorioso, se non vuole aver combattuto invano, deve continuare questo dominio col terrore che le sue armi ispirano ai reazionari. La Comune di Parigi sarebbe durata un sol giorno, se non si fosse servita di questa autorità di popolo armato, in faccia ai borghesi? Non si può al contrario rimproverarle di non essersene servita abbastanza largamente?".
Per non parlare poi di quando si ignora che anche Marx all'epoca invocava una dittatura proletaria apertamente altro che democrazia ( vedi la critica al programma di Gotha).
Questa e' storia non e' un opinione, la rivolta armata comunista mirava alla soppressione violenta della democrazia e l'instaurazione di uno stato mono partito totalitarista, piaccia o no, giusto o no sta scritto così.


FB

24.08.06

Ritengo che "i comunisti morti per la libertà" sia soltanto uno slogan e che tu di questi comunisti non ne abbia conosciuto nemmeno uno. Sono più propenso a credere che i milioni di morti nel mondo a causa dei regimi comunisti, siano morti per niente.
Il fascismo non l'abbiamo provato né io, né te. Ho soltanto avuto modo di parlare a lungo con mio padre, partigiano antifascista e confinato politico. Tu hai forse esperienze più interessanti da raccontarmi? O forse conosci il comunismo avendolo vissuto nei paesi totalitari che l'hanno praticato?
Sulla lotta di classe forse sei rimasto un po' al livello medioevale, dove c'erano veramente le classi sociali (ricordi i servi della gleba?). Ora è un discorso di gente che vive fuori dalla realtà, tipo le BR, che usavano questo slogan nelle loro farneticanti dichiarazioni.
Per quanto riguarda il comunismo, purtroppo è sempre andato al potere con la brutalità e con l'eliminazione fisica prima degli avversari e poi anche dei compagni ingombranti. Se hai dei dubbi, oltre al Manifesto del Comunismo di Marx, che forse non hai letto, posso inviarti un po' di storiografia, che non fa mai male.
Non vedi la differenza tra un leader israeliano ed uno di Ezbollah? Semplice: il primo vorrebbe vivere in santa pace nel suo stato (assegnatogli dall'ONU); il secondo, secondo le dichiarazioni di tutta la sua corrente estremista, ha l'unico scopo nella vita di distruggere completamente Israele. E se riuscirà nel suo intento, dopo toccherà a noi infedeli.


Massimo

24.08.06

Si, i capi israeliani sono assassini, CRIMINALI DI GUERRA! sono mesi che buttano bombe su ospedali, bambini, donne (segue una sequenza di farneticazioni a cui non è il caso di replicare, ho solo inviato un HEIL HITLER))


Gen. Choi

25.08.06

Non sono pensieri nazisti. Io sono comunista e anche io odio gli ebrei. Non per quello che sono ma per quello che fanno. Ricordate sempre Sabra e Chatila. Per una volta condivido le idee di massimo. Inoltre, mi sono dato una riletta al manifesto ed effettivamente devo riconoscere che ho detto un mucchio di cazzate. Marx ed engels appoggiavano la rivoluzione armata. Le persone oneste riconoscono i propri sbagli. Forse pensavo ad un marx pacifista perchè VOLEVO pensare ad un marx pacifista. Ma tutt'un cazzo visto che poi vado in giro con la maglietta di un guerrigliero.
P.S. comunque rosso ero e rosso rimango. sia ben chiaro.


FB

25.08.06

Mi fa molto piacere constatare che tra coloro che postano su questo forum ci sono anche persone ragionevoli. Non ho nulla da obiettare sulla tua fede comunista. Sarebbe oltremodo stupido da parte mia professare la libertà di pensiero e poi non accettare il tuo. Semplicemente non condivido alcune tue prese di posizione, che sicuramente avranno una motivazione, ma che non riesco a capire. Si può anche non apprezzare il sistema di vita ebraico, il loro modo effettivamente un po' losco di gestire gli interessi privati, ma le parole di Massimo anziché mettere il risalto le carenze degli ebrei, mettono in risalto il suo estremismo e la sua intolleranza che va ben oltre le colpe ebraiche. Non gli ho risposto perchè ha superato i limiti di qualsiasi confronto di idee ed io non sono all'altezza di gestire problemi di salute mentale.
Devo ammettere che sei una persona onesta, poiché hai riconosciuto uno sbaglio, e ciò ti fa onore.
Un piccolo appunto su Sabra e Chatila. Il fatto si consumò durante la guerra civile libanese dove la destra-cristiana e la sinistra-musulmana si contendevano il dominio sul territorio. Erano presenti anche le forze di pace di America, Francia e Italia oltre all'esercito israeliano che appoggiava i cristiano-maroniti. Il colpevole del massacro sembra essere Elias Hobeika, capo delle milizie cristiano-falangiste, che hanno fisicamente ammazzato i palestinesi dei campi profughi. Responsabili indiretti sono anche gli israeliani, che hanno assistito senza fare nulla e gli americani con francesi ed italiani che se se sono andati permettendo questa tragica evoluzione del conflitto. Questo è ciò che a me risulta e mi sembra che ora, con l'invio dei nostri soldati, si possa ripetere la stessa situazione.


Gen. Choi

25.08.06

Quali prese di posizione? Se intendi quella per gli ebrei dico che sono stufo di un paese che si crede di poter fare tutto solo in quanto amici degli americani (altra nazione che odio).
Se intendi "perchè sono comunista?" dico che ho sempre visto una destra che ripudia trans, gay, islamici, neri, cingalesi (tutti quelli diversi da loro insomma) ed essendo estremamente liberale ho deciso che sarei sempre stato l'opposto di uno di destra.


FB

25.08.06

Non voglio fare il maestro, ma penso che anche questa volta ci sia un grosso malinteso.
Fin dall'inizio del secolo scorso il comunismo sovietico ha sempre perseguitato le minoranze etniche (pogrom) ed i diversi, in quanto deviavano dalla morale socialista. Anche a Cuba i maricones (gay) sono sempre stati perseguitati ed incarcerati. Non riesco a capire da dove ti sia venuta la convinzione che sia la destra che non accetta le persone di tendenze e di razze diverse. Il più grande crogiuolo del mondo dove si sono fuse razze e tendenze sessuali e dove questo è non solo tollerato ma assolutamente garantito, sono proprio gli USA, nazione che tu "odii". Se credi che ciò che affermo non sia vero, c'è un'ampia storiografia, non di parte, che ti può documentare sull'argomento.


Vesanus

25.08.06

E' oggettivamente vero..il comunismo marxista afferma la necessità della violenza...non ci piove...
Tuttavia il comunismo è solo UNA delle tante ideologie socialiste...all'utopia della società della produzione non si arriva solo tramite le teste dei borghesi infilzate sulle picche...Marx non ha inventato il socialismo, ha semplicemente proposto una base ideologica che si è adattata meglio alle circostanze storiche.
Il socialismo è nato in francia, con le teorie di un aristocratico illuminato, un tale Saint-Simon, che per primo si pose il problema degli squilibri dell'industrializzazione. Era chiaro a tutti che c'era qualcosa che non andava in un sistema in cui pochi (coloro che avevano il capitale) si arricchivano lasciando le masse nella povertà e nella conseguente ignoranza. Marx ha avuto la splendida intuizione di capire ke il capitale non è solo benessere, il capitale non solo rende le masse povere, il capitale rende le masse schiave dell'ideologia di chi ha il capitale. Chi ha il capitale infatti, nel tentativo di conservarlo, si inventa una visione del mondo a lui favorevole, si inventa le idee. Secondo voi è un caso che nel medioevo, quando i capitali li avevano gli aristocratici dei feudi, andasse tanto di "moda" l'ideale della cortesia contrapposto alla villania dei popolani, al "puzzo" della gente delle campagne, come la kiama Dante? E poi, una volta che il controllo dei capitali lo prese la borghesia, è sempre un caso che nei codici etici è entrato in vigore l'ideale ke la povertà fosse una colpa, un segno ke l'individuo povero aveva passioni smodate e 1 insaziabile avidità? La povertà come un peccato, questa era l'ideologia dei borghesi individualisti e proni al profitto, un'ideologia che poneva loro nell'aurea di santità di chi per guadagnare aveva sacrificato le pulsioni della vita al motto "moderata durant".
Il socialismo, nel tentativo di sovvertire questo meccanismo secondo me 1 po perverso, ha posto varie soluzioni, non di natura violenta: la teoria di Fourier si basa sul collettivismo, poiché afferma ke sn le grandi concentrazioni industriali a causare il dirottarsi dei capitali su poke basi: solo una società organizzata in cooperative ke tra loro fanno uso della collaborazione può portare al benessere, alla solidarietà, all'uguaglianza. C'è poi ad esempio la teoria di Blanc, ke invece ritiene ke sia lo Stato a dover intervenire contro i complessi industriali, attraverso la nascita dei cosiddetti "ateliers sociaux", cooperative di lavoro ke contrastano la disoccupazione, sotto il totale controllo dello Stato, ke col tempo devono sostituirsi totalmente alle aziende private. Lo stato dunque, come garante dell'uguaglianza socioeconomica. Il comunismo sarà pure 1 ideologia tanto di moda oggi, xkè ai ragazzini piace mettersi il che sulla maglietta e non sapere neanke ke diamine ha fatto, ma di certo non è l'unica ideologia populista esistente.


Folgore72

25.08.06

Non sono molto d'accordo, la tua analisi USA non e' proprio così esatta, di fatto non vi è la parità di diritti in USA e parliamo della nazione che per ultima al mondo a abolito segregazione e schiavitù (per inciso, Mussolini la aboliva nelle colonie conquistate immediatamente alla faccia del razzismo). Vedi la gestione e lo scandalo della tragedia dell'inondazione in America, direi che la facciata bigotta nasconde bene le carenze del sistema USA. Sai vero che fino agli anni 50 i gay venivano sottoposti a castrazione in California? L'unica cosa che do atto agli americani che hanno meno censura di noi, di fatto in USA ci si può dichiarare nazisti o fascisti senza essere perseguitati per questo.


Gen. Choi

26.08.06

Ma le idee di castro sono esclusivamente di castro. Non sono comuniste. Le idee di stalin sono esclusivamente di stalin. Non sono comuniste. Visto che Marx non ha mai scritto nessun libro sulla "questione gay" mi permetto di pensarla mi garba sui gay. In secundis: gli americani vorrebbero controllare il mondo. Questo tutti lo possono constatare. E' un paese estremamente marcio. Se ammazzi otto persone e sei ricco te la cavi con una multa. Se fai parte di un movimento socialista anche innocuo ti sbattono in galera 40 anni.


FB

26.08.06

- Appunto sono teorie di un aristocratico che, come Marx, non aveva molta pratica di lavoro. Ecco perchè tutte queste teorie sono "andate a puttane". Questi volevano gestire la natura umana ma ciò si può ottenere solo con la forza, trasformando il mondo in un immenso zoo dove si vive nelle gabbie con i tempi e nei modi che vengono stabiliti dal guardiano. La natura umana, che comprende anche l'avidità, il possesso, l'invidia, la superbia e tutte quelle "doti" che inducono ad avere sempre di più, volente o nolente è la molla che ci ha fatto uscire dalle caverne ed arrivare all'attuale livello di civiltà. Il benessere poi ci ha permesso anche, a volte, di essere buoni, altruisti, generosi e caritatevoli. La controprova è nel fatto che dove gli estremismi religiosi hanno indotto il popolo a vivere solo in funzione di un dio, senza pensare alla vita terrena, sono ridotti alla misera ed alla brutalità, pur avendo visto passare tonnellate di miliardi di dollari ricavati dal petrolio. Le ideologie, concorrenti dirette delle religioni, arrivano purtroppo alle stesse conclusioni.

- Gli USA sono riconosciuti come il paese più democratico del mondo (l'ha detto anche Veltroni). Ciò non significa che sia perfetto. E' pieno di contraddizioni e di ingiustizie sociali, ma è il meno peggio. Per la qualità della vita il mio paese preferito è l'Italia. Mussolini ha cercato di mettere in pratica le teorie socialiste alla base della sua cultura politica e per i primi dieci anni ci è riuscito con grandi rinnovamenti sociali e strutturali, che tutti gli onesti riconoscono. Grandi rinnovamenti del comunismo, non ne ricordo.

- Se quello di Castro e di Stalin non è comunismo, allora stiamo parlando del comunismo in senso teorico. Chi non vorrebbe, come diceva Lennon, un mondo senza confini, religioni, bisogni, governi, ideologie, padroni e servi? Io farei la firma. Purtroppo di queste teorie se ne può parlare ma non è possibile realizzarle. Come ho detto sopra, la natura umana non lo permette.
Le ingiustizie americane che tu citi, mi ricordano tanto la giustizia italiana, dove, come si usa dire, un ladro di polli finisce in galera, mentre un assassino trova posto nel governo. Forse non siamo degni di dare lezioni di giustizia.
PS: Lennon in realtà questo mondo lo ha realizzato, ma solo per sé, avendo i miliardi a disposizione.


Folgore72

26.08.06

Non generalizziamo, Dire schifo giudei e americani e' troppo da naziskin come peggio disegnano i giornali.
Io sono contro il sionismo e la globalizzazione/capitalista. Ma anche qua sono frasi fatte, di fatto bisogna addentrarsi nelle cose, verissimo che gli usa sono un gigantesco controsenso ma non sono democratici di fatto anche li la giustizia e' per i ricchi, e se vuoi partecipare alla vita politica devi essere ricco. Questa non e' democrazia.


FB

26.08.06

MA MI VOLETE DIRE QUAL E' IL PAESE DEMOCRATICO DI VOSTRA CONOSCENZA?
Tutte queste critiche lasciano il tempo che trovano. Capisco che questo sia per voi solo un passatempo. poiché dei veri problemi se ne occupano altri, ma vogliamo arrivare la dunque? Tutti quelli che qui scrivono, mi risulta vivano in Italia. Perché, dal momento che non c'è democrazia, non c'è giustizia, c'è Berlusconi, c'é il Papa, ecc. non hanno pensato di trasferirsi in un paese "democratico" dove le cose sono fatte nel modo giusto? Se invece pensate di poter fare meglio di quei quattro imbecilli che sono stati votati dagli italiani, fate politica attiva, anziché teorica, e andate al potere (con il voto, non con la rivoluzione). Allora le vostre scelte saranno pienamente legittime e finalmente anch'io potrò vivere in PARADISO. RESTO IN ATTESA
PS: Scusa, ma da noi la giustizia è per i poveri? E per fare politica non servono soldi? (Io sono un capitalista, ma non ho barchette, attici, villette, scarpette. Quelle sono riservate ai rappresentanti del popolo).


Gen. Choi

26.08.06

un paese dove tutti siano egualmente liberi e uguali è un'utopia, vero. Ma se smettessimo di provare a realizzarlo tanto varrebbe sedersi in un angolo ad aspettare tristemente la morte. Non pensiamo all'Italia. Pensiamo al mondo. Il mondo è pieno di gente sfruttata che lavora per dare a noi (paese capitalista) una vita agiata. E' una cosa profondamente ingiusta. Grande errore. Grandissimo errore. Operai e contadini a cuba e in russia vivevano in modo osceno prima delle rispettive rivoluzioni. Sicuramente meglio di prima. Le dittature (sia fasciste che comuniste) portano sempre benefici. Ma sempre dittature sono. Mai detto che in italia la giustizia funziona. Sicuramente funzionerebbe molto meglio se attuassimo un po di idee che ho in mente (es. tasse da capogiro agli industriali e ai ricconi in generale).


FB

26.08.06

Non vorrei essere offensivo, ma ho l'impressione che tu abbia molte idee, ma ben confuse. Come ti ho già detto mentre noi siamo qui a trastullarci c'è gente che pensa sia al bene che al male del mondo. E noi non ci possiamo fare nulla. Comunque il mondo va avanti e se guardi indietro ai secoli scorsi ti accorgerai che qualche cosa di buono è stato fatto.
Per quanto riguarda il comunismo applicato in Russia e a Cuba, Io penso che se non ci fossero state le rivoluzioni, oggi quei paesi vivrebbero meglio: maggiore benessere e maggiore democrazia. Penso addirittura che la democrazia nel mondo non si è diffusa con le rivoluzioni ma con i regnanti. Infatti solo chi ha il potere può concederlo. Le rivoluzioni hanno semplicemente sostituito una dittatura con un'altra dittatura. I paesi dell'est Europa, al tempo dell'impero austro-ungarico, avevano un livello di società superiore alla nostra. Sessantanni di comunismo li hanno ridotti, nel modo che ho avuto modo di controllare di persona, alla miseria. L'Inghilterra, che ha ancora i regnanti, è uno dei paesi più democratici del mondo.
L'esempio di Cuba è proprio uno specchietto per gli allocchi. Tu la conosci Cuba dal di dietro? Sicuramente no, perché non parleresti così. Se vai sul mio sito c'è una paginetta che potrebbe chiarirti le idee.
Se fosse così semplice risolvere i problemi dell'Italia depredando i ricchi, perchè i vari rifondaroli, verdi, CI e sinistri vari non l'hanno fatto? Forse credi che siano tutti degli imbecilli? Scrivilo a Cossutta, vedrai cosa ti risponde. Sai come va a finire se spogli un ricco per dare ai poveri? Crei un altro povero.

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