Benvenuti nel mio sito e buona lettura!

  HOME

Se vuoi inviare un tuo commento

MAIL

Se vuoi leggere altri commenti

FORUM

 
SCAMBI di Opinione
con persone più o meno note DI giornali e siti internet
  HO SCRITTO A BEPPE GRILLO
 SIGNOR MIELI, HA RIFLETTUTO? LETTERA APERTA A COSSIGA
 LETTERA APERTA A PAOLO MIELI DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA  I PRODI IN VACANZA: LEI SCIATTA, LUI IN MUTANDE
 PROGETTO PRC PER GLI ORFANI DELLE MORTI BIANCHE  LA BRUTALITA' CIECA DI AUGIAS
 BOCCA TAPPATA A LUCA BARBARESCHI  CASINI NO AL RIFINANZIAMENTO
 GRILLO CONFERMA  RECLAMI INVIATI AL CORRIERE DELLA SERA
 CONCERTO LIVE 8 - MEGACONCERTO E FAME

 L'OMBRA DEL POTERE

 STOP AL CORRIERE DELLA SERA  BAMBINI DI SINISTRA - CLAUDIO BISIO
 PRODI COMANDA MA NON DECIDE  QUANTO CI COSTANO LE GUERRE ?
 IL PENSIERO EBRAICO  GRILLO DAL DIPENDENTE PRODI

LETTERA APERTA A GRILLO

A BEPPE GRILLO

 

1 maggio 2008

Ho inviato al blog di Beppe Grillo un commento alla sua condanna alla pubblicazione su internet dei redditi personali dell'anno 2005, compreso il suo.
Questo il Testo:

Scusa Beppe, immagino avrai altro da fare che dar retta ai questuanti.

Ma so che tu non consideri il popolo bue come quelli che critichi e quindi non avrai difficoltà ad ascoltare la mia richiesta che è molto seria ed importante.

Ecco il problema: io ho lavorato per 45 anni, ma a causa di mancati versamenti contributivi, devo attendere i 65 anni per prendere la pensione minima.

Certo mi rendo conto che non sono stato abbastanza accorto e furbo.

Tu invece insegni che si possono fare milioni di euro con le chiacchiere.

Ma qual è il tuo segreto?

Ho cercato di capire quello di Berlusconi, ma è troppo complicato perché ha dovuto coinvolgere persone, trovare denaro da investire e per ultimo deve pure mantenere migliaia di dipendenti perché diversamente le sue entrate crollerebbero.

Tu invece fai tutto da solo. Non come quelli della casta che usano denaro pubblico. Tu usi  intelligentemente il denaro privato.

Certo non credo sia facile convincere migliaia e migliaia di persone a seguire i tuoi spettacoli ed a comperare le tue opere nella speranza di assistere ad un cambiamento epocale, mentre sappiamo che nella realtà nulla cambia, a parte i tuoi introiti.

Ecco Grillo ciò che io vorrei sapere da te. Come si fa ad incantare la gente con le chiacchiere?

Se trovi un minuto per me te ne sarei grato.

Scusa se non compro nulla, ma il mio obiettivo è quello di mettermi dalla tua parte della barricata.

Cordiali saluti.

Ho solo il dubbio che non venga pubblicato e soprattutto di non ricevere risposta. (COSI' E' STATO)

TORNA ALL'INIZIO


LETTERA APERTA

SIGNOR MIELI, HA RIFLETTUTO?

 

23 marzo 2008

 

Egr. Sig Mieli

Le riporto la lettera che lei ricorderà molto bene e che mi scrisse il 9 marzo 2006, quando l’accusai di aver permesso alla sua presunzione di prevalere sulla ragione, avendo smaccatamente appoggiato la campagna elettorale della sinistra.

“Caro lettore, ............”

Successivamente, quando ha potuto constatare la gestione fallimentare del governo da lei appoggiato dichiarò al convegno dei Giovani Industriali di Capri.”Oggi alla guida del convoglio non c’è nessuno e lo dice uno che a favore della maggioranza molto si è speso”. E ancora, rivolto al governo: “Pensate di essere la parte migliore del paese ma non è così”. Questo a mio avviso dimostrava che si stava già preparando al trasloco.....

Giorni fa ho letto il suo intervento su “Libero” (non su l’Unità) dove dichiarava con una bella dose di faccia tosta che “Il pezzo pro-Unione non lo rifarei e questa volta scommetto su Silvio”. A questo punto il trasloco sull’altra sponda si può dire concluso.

Come vede i nodi arrivano al pettine e a quanto pare la “ulteriore riflessione” l’ha fatta lei con una retromarcia che nulla depone a favore del suo acume, purtroppo non all’altezza della sua cultura.

Sa che cosa le dico? Anche il suo attuale incensamento di Berlusconi, che ora definisce uomo di enormi meriti, grandissimo personaggio della politica, grande e sorprendente, dimostra solo che l’arte del leccapiedi non sia per lei una materia sconosciuta.

Vuole un consiglio? Non parteggi per nessuno. Mantenga il suo giornale libero e pubblichi le opinioni di tutti gli schieramenti politici. La sua opinione personale non ha nessuna importanza.

 
lettera inviata a Paolo Mieli il 22 marzo 2008

TORNA ALL'INIZIO

 

LETTERA APERTA A COSSIGA

 
 

17 dicembre 2007

Egr. Signor Cossiga, Presidente Emerito,

vorrei pubblicamente ringraziarLa per il Suo voto che ha permesso al governo Prodi di ottenere la fiducia in Senato e conseguentemente rimanere in carica. Tempo addietro aveva affermato categoricamente che i senatori a vita, non eletti dal popolo, non avrebbero mai dovuto interferire con le scelte politiche del Parlamento. Oggi ha cambiato opinione o meglio ha rinnegato i suoi principi. Conoscendo però la sua intelligenza, sono propenso a credere che questa sua caduta di dignità non sia dovuta ad un rinnegamento o ad una momentanea incapacità di intendere dovuta all’età avanzata. Credo faccia parte di un suo piano politico inteso a mantenere in carica l’attuale governo con il preciso scopo di far pagare fino in fondo agli italiani le conseguenze della scellerata scelta di affidare la gestione dell’Italia a quella compagine di cattocomunisti capeggiata da Prodi.

Il suo messaggio occulto è certamente rivolto in particolare alla parte di votanti, ben definita da Berlusconi, che ancora crede, nonostante un secolo di prove contrarie, che il comunismo sia portatore di equità sociale e di benessere.

Convengo con Lei che non sia ancora giunto il momento di cambiare questo governo perché molti di coloro che lo hanno votato sono ancora oggi convinti che i veri problemi dell’Italia non siano le tasse sempre più invadenti, i costi della vita sempre più alti, gli stipendi sempre più bassi, le aziende che chiudono perché non c’è nessuna protezione contro le importazioni indiscriminate, l’invasione di extracomunitari, la criminalità sempre più aggressiva, il denaro degli italiani speso per mantenere zingari ed immigrati clandestini, il denaro pubblico sperperato per mantenere fannulloni e parassiti, le spese per opere pubbliche mai terminate, le voragini in cui confluisce il denaro per tenere in vita aziende fallite da anni, le orde di dipendenti pubblici mantenuti a fronte di servizi da terzo mondo.

No, per costoro il vero problema dell’Italia è sempre il conflitto di interessi e le leggi ad personam di Berlusconi.

Ebbene fin che ci sarà gente così miope è bene che l’attuale governo resti in carica per continuare nella sua opera devastatrice. Dovremo scendere ancora qualche gradino dal livello di progresso e di benessere conquistato a duro prezzo dai nostri genitori prima che la maggioranza degli italiani capisca che è semplicemente demenziale credere che certi mestieranti della politica siano li per fare gli interessi della povera gente o addirittura in grado di donarci “la felicità”. Questi al massimo sono capaci di distribuire una manciata di euro come la carità data ad un mendicante oppure di incantare gli ingenui con “lenzuolate” liberalizzatrici che in realtà mascherano l’intento opposto è cioè il sistema di controlli personali che assomiglia sempre di più a quello utilizzato nei paesi dell’est Europa sotto il regime sovietico (già oggi per versare o prelevare in banca o alla posta, anche cifre irrisorie, bisogna presentare documenti e codice fiscale).

Questi emeriti c......., di cui fanno parte anche i preti che hanno vigorosamente sollecitato il voto alla sinistra, cominciano appena a rendersi contro che il nostro paese, grazie alla politica di ottusa accoglienza, si sta trasformando in una terra senza pace e serenità dove imperversa sempre più una delinquenza spietata e cattiva, dove sono in aumento omicidi, rapine e stupri e dove la gente, soprattutto nelle grandi città ha paura ad uscire di sera e percorrere le strade che anni fa erano piene di vita e del tutto sicure.

Ritengo, come probabilmente ha concluso anche Lei, Emerito Presidente, che sia necessario continuare ancora per un po’ lungo questa strada prima di arrivare alla consapevolezza che non si costruisce nulla basandosi su utopie ideologiche soprattutto quando questi concetti vengono portati avanti da personaggi che vivono agiatamente nei privilegi mentre si stanno dissipando le risorse del paese.

Quindi, se ne avrà occasione, Le raccomando di votare ancora a favore del governo Prodi, almeno fino a quando non troverà della gente all’uscita di Palazzo Madama che la coprirà di insulti e le lancerà delle monetine.

Questo sarà il segnale che la misura è stata colmata ed è giunto il momento di cambiare.

TORNA ALL'INIZIO

 

LETTERA APERTA A MIELI

A PAOLO MIELI DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA

 

8 ottobre 2007

 

Egr. Signor Mieli,

Certamente lei non si ricorderà di me. Sono uno dei tanti lettori che il giorno 8 marzo 2006 le ha scritto una lettera di protesta per la sua presa di posizione a favore della compagine di sinistra alle imminenti elezioni politiche. Da allora, non ravvisando più nel Corriere della Sera il quotidiano super partes che mi ha accompagnato per 30 anni ho deciso di non essere più tra i sui lettori. Ho mantenuto il mio proposito fino ad oggi e sicuramente lo farò fino a quando lei ne sarà il direttore.

Lei comunque mi rispose cortesemente con questa lettera circolare:

“Caro lettore, La ringrazio per la e-mail e per l’opinione ancorché critica che ha voluto esprimere. Spero che con un’ulteriore riflessione Lei possa apprezzare una scelta di trasparenza che accomuna il Corriere a tutti i più grandi giornali del mondo libero. E questo le assicuro conta più di un’indicazione di voto per Berlusconi o Prodi. Un cordiale saluto”.

Ora leggo quanto ha dichiarato al convegno dei Giovani Industriali di Capri. Tra le altre cose dice: ”Oggi alla guida del convoglio non c’è nessuno e lo dice uno che a favore della maggioranza molto si è speso”.

E ancora, rivolto al governo: “Pensate di essere la parte migliore del paese ma non è così”.

Sicuramente il suo schierarsi allora a favore di Prodi sarà stato un atto di trasparenza, ma oggi, illuminati dalle sue parole, si capisce che non è stato certo un atto di lungimiranza ed ancora meno di coscienza politica avendo con il suo atto condizionato parzialmente il voto. Sono infatti convinto, e di ciò non può portare vanto, che le si possano addebitare le 25.000 preferenze che hanno fatto spostare l’ago della bilancia a favore del governo di sinistra.

Dalle sue attuali parole e da altre che ha disseminato in questo frattempo risulta chiaro che tra noi due chi aveva bisogno di ulteriori riflessioni non sono certo io.

Comunque non posso neanche classificarla tra i “coglioni” che hanno votato contro il proprio interesse, poiché il suo interesse lo sa fare certamente. Lo dimostra il fatto che si sta già preparando al trasloco.....

Questo purtroppo non vale per gli italiani che hanno avuto fiducia in lei e nei sui suggerimenti ed ora si ritrovano su un “convoglio senza conducente”.

Anche se inconsapevolmente però un favore ce l’ha fatto. Vede, io sono contrario alla caduta a breve del governo Prodi. Preferisco che gli italiani che l’hanno votato bevano fino in fondo all’amaro calice, cosa che può servire da monito anche per coloro che non l’hanno votato. Mi auguro proprio che possa servire, e questo è il suo merito, a far capire in modo abbastanza definitivo che il comunismo è soltanto una sintesi tra ipocrisia e falsità e che l’Italia non sarà mai un paese veramente democratico finché gli estremismi ideologici troveranno posto tra le istituzioni, oltretutto con l’avallo di irresponsabili come lei. La saluto

 
lettera inviata a Paolo Mieli l'8 aprile 2006

TORNA ALL'INIZIO

 

PRODI IN VACANZA

LEI SCIATTA, LUI FINTO ATLETA IN MUTANDE

 
lettera pubblicata da

11 agosto 2007

 

L'immagine della signora Flavia Prodi che, durante le vacanze, fa spesa al supermercato vestita in modo trascurato, anziché far pensare a modestia e di riservatezza, fa pensare ad una casalinga frustrata e trasandata.

Mi chiedo, se questa immagine verrà pubblicata anche all'estero, quale considerazione potranno avere di noi. Forse la signora dovrebbe avere un po' più di rispetto per il ruolo che rappresenta e per gli italiani.

 
Risponde Mattias Mainiero

E lei si preoccupa per Flavia Prodi, che è solo la first lady? Non ha visto il marito Romano in pantaloncini corti mentre faceva jogging? Non so se il presidente del Consiglio abbia avuto poco rispetto per il proprio ruolo. Sicuramente non ha rispettato la nostra intelligenza. In piena estate, sotto il sole, circondato dalle guardie del corpo e con passo leggero l'atletico professore ha fatto la sua brava corsetta spargere una sola goccia di sudore. Persino un giovincello, alla fine, avrebbe avuto il fiatone. Lui, alla fine, era riposato e rilassato come se si fosse appena alzato da una sedia a sdraio. Altro che spesa al supermercato e casalinga frustrata e trasandata. È quel presidente in mutande che sorridendo si concede alle telecamere (presumo appositamente convocate per l'occasione) che fa rabbrividire. Perché delle due l'una: o l'esimio professore bolognese si è appena fatto trapiantare cuore, muscoli e sistema nervoso, cosa che dobbiamo ritenere abbastanza improbabile, oppure l'esimio ci prende in giro, e ci prova pure gusto, a giudicare almeno dal modo in cui continuava a sorridere. Io propendo per la seconda ipotesi, anche perché i muscoli del professore mi sono sembrati un po' flaccidi. Se glieli hanno trapiantati, devono aver scelto un donatore un po' troppo avanti negli anni, certo non un maratoneta sorridente. Siamo messi male, caro Berlanda. Abbiamo toccato l'apice della messinscena presidenziale. E credo che sia arrivato il momento dì preoccuparsi sul serio. Un presidente che non ha pudore di mostrarsi per quello che non potrà mai essere se non altro per raggiunti limiti di età è un presidente pericoloso. È uno che vive di finzioni, che recita sapendo di recitare, che ieri inventava un governo solido e oggi inventa i muscoli del ventenne e domani chissà cosa. Ed è anche così, a furia dì bugie, che un Paese finisce in mutande. Più o meno come il suo presidente del Consiglio. Sorrisi a parte.

TORNA ALL'INIZIO

 

PROGETTO PRC

CREARE UN FONDO PER GLI ORFANI DELLE MORTI BIANCHE

 
lettera pubblicata da

26 luglio 2007

 

Il PRC della Regione Emilia-Romagna vuole proporre una legge di alto profilo sociale: l'istituzione di un fondo per garantire il proseguimento degli studi ed una opportunità lavorativa agli orfani delle vittime del lavoro.

Ottima iniziativa se non creasse una forte discriminazione nei confronti dei figli di colori che sono orfani per incidenti, per malattie, che sono figli di coppie separate o più semplicemente di genitori poveri o indigenti. Insomma nei confronti dei giovani che per altre cause non possono proseguire negli studi.

E poi non è chiaro se per le vittime del lavoro nero, magari clandestini, sono previsti gli stessi diritti oppure se il privilegio è riservato solo ai lavoratori iscritti alla CGIL.

 
Risponde Mattias Mainiero

E allora? Dov'è l'incredibile scandalo, la vergogna delle vergogne? In tre anni, dal 2003 al 2006. nel nostro Paese i morti sul lavoro sono stati 5.252 (fonte Eurispes)). Un incidente ogni 15 lavoratori, un morto ogni 8.100 addetti. In un anno, in media, le vittime sono 1.376 (e ultimamente la tendenza è verso l'accentuazione). Tanto per rendere l'idea: nello stesso triennio 2003-2006, in Iraq, i militari della coalizione che hanno perso la vita sono stati 3.520. Inutile aggiungere che, oltre a chi muore, c'è chi rimane invalido e non può più mantenere dignitosamente la famiglia. Altrettanto inutile ricordare che lo Stato, q1uando si tratta di incidenti squl lavoro, è abbastanza latitante. La realtà è questa. E di fronte a questa realtà Rifondazione comunista lancia la sua idea: aiutiamo gli orfani. Aiutiamoli, sia beninteso, non a vivere da pascià, macchina di lusso e autista. A studiare, in modo tale che anche loro possano avere una opportunità di lavoro (si spera non in nero e non a rischio strage), E lei si indigna perché i figli dei separati (separati che hanno deciso di essere tali liberamente e non perché costretti da una pressa impazzita o da un cavo ad alta tensione) non ottengono altrettanto? Andiamo, non esageriamo. Bisognerebbe indignarsi perché la proposta di Rifondazione è giunta tardi. Perché in Italia (anche in altri Paesi, ma noi viviamo in Italia) le morti bianche non sono una novità e ciò nonostante poco si è fatto negli ultimi decenni per ridurle, E anche perché non è giusto lasciare ad un singolo partito la tutela dei lavoratori. Guarda un po' a che punto siamo arrivati: ora ci tocca difendere pure Rifondazione comunista.

Ho replicato a Mattias Mainiero

la ringrazio per l'evidenza che ha voluto riservare alla mia lettera oggi pubblicata sotto il titolo "Le morti bianche, gli orfani e il progetto di Prc" e per il suo commento.

Sono un assiduo lettore di Libero e forse avrà notato che invio molte lettere, alcune delle quali ho il piacere di vedere pubblicate.

Condivido quasi totalmente le opinioni che esprime sia nelle risposte ai lettori che negli suoi articoli. E condivido anche la tesi della sua risposta odierna. Peccato però che come paragone errato prenda in considerazione solo i figli dei separati, ultima mia istanza e certamente la meno pertinente.

Credo che ci sia stato un malinteso anche se, forse proprio grazie a questo, ha creduto opportuno rispondermi.

Intendo dire che io non sono assolutamente contrario al principio di aiutare i figli che, a causa della morte del capofamiglia, sono in gravi difficoltà nel continuare gli studi. Volevo solo dire che il principio deve valere per tutti gli orfani di operai e non. Anche quelli che lo sono a causa di un tumore, di assassini di mafia, di incidenti stradali e tutte le altre cause di morti improvvise che lasciano i figli completamente abbandonati a loro stessi.

Lo scopo della lettera era quello di rimproverare al Prc la mancata applicazione di uno dei suoi fondamentali principi: quello di dare a tutti le stesse opportunità.

E qui anch'io, purtroppo, devo schierarmi dalla parte del comunismo.

Flavio Berlanda

TORNA ALL'INIZIO

 

LA BRUTALITA' CIECA DI AUGIAS

 
Inviata a Corrado Augias

7 maggio 2007

 

Ho letto la sua risposta del 7 maggio ad un lettore di Repubblica fedelissimo veltroniano che, dopo 15 anni, si è accorto che la sinistra cerca di realizzare un progetto di Fini e constata che la politica del buonismo, dell'accoglienza e della tolleranza della sinistra porta solo al disfacimento della nostra società.

Lei ammette che non tutti i programmi della destra sono da buttare, solo che impegni tanto delicati non possono essere lasciati nelle loro mani poiché verrebbero assolti con "brutalità cieca".

Forse non ha ben chiara la situazione italiana: per cinque anni abbiamo avuto un governo di centro destra ed attualmente comuni, province e regioni sono governate da maggioranze analoghe. Non mi risultano episodi di brutalità cieca nell'attuazione dei programmi politici. Evidentemente, signor Augias, le sue affermazioni denotano forti pregiudizi ed incapacità di adeguamento mentale al tempo che scorre. La sua visione del liberalismo unito al rispetto delle regole è legata a vecchi stereotipi che non le permettono di vedere la realtà.

Proprio sul numero di Repubblica in cui scrive sono citati due fatti che evidenziano chiaramente come le squadracce fasciste siano attualmente formate solo da elementi che militano nell'estrema sinistra, compresi i partiti di governo: l'assalto a Segni che legittimamente e democraticamente raccoglie firme per un referendum e l'incendio di 730 automobili in Francia a seguito dell'elezione di Sarkozy.

Lei crede che se avesse vinto la Royal sarebbe accaduti fatti analoghi da parte della destra sconfitta?
Cordiali saluti

Flavio Berlanda

TORNA ALL'INIZIO

 

BOCCA TAPPATA A LUCA IN TV

 
Inviata a Luca Barbareschi

6 aprile 2007

 

Carissimo Luca, 

ho seguito in TV il tuo intervento dove tentavi di dire qualche verità purtroppo ancora proibita in Italia.

La tua testimonianza sulle attività positive di Mussolini hanno incontrato la barricata verbale del tuo interlocutore che non ti ha permesso di concludere.

Ripensandoci credo che, anziché continuare a esporre il tuo pensiero, facevi meglio a ribattere:

"se ciò che voglio dire secondo te è falso e sbagliato, dovresti farmelo dire dimostrando così a tutti quanto io sia stupido. Ma se tu non mi fai parlare significa che temi che ciò che dico possa essere una verità scomoda e quindi mi impedisci in modo maleducato e volgare di esprimere liberamente il mio pensiero. Così facendo, coloro che ci ascoltano hanno modo di conoscere a quanta meschinità possa portare il fanatismo ideologico." 

Ho paura che le tue idee, che condivido, ti escluderanno dal mondo dello spettacolo, notoriamente gestito da ottusi politicizzati.

Flavio Berlanda

TORNA ALL'INIZIO

 

NO AL RIFINANZIAMENTO

 
Inviata a Pier Ferdinando Casini

26 marzo 2007

 

Egr. Signor Pier Ferdiando Casini, leader UDC, 

ho letto su Libero le sue ragioni per giustificare l'intenzione di votare a favore del rifinanziamento della missione in Afganistan.

Probabilmente è convinto di avere una lungimiranza e delle ragioni che vanno oltre l'ottusità degli italiani. Ebbene, si sbaglia.

Capiamo benissimo ciò che lei vuol dire. Il problema è che lei non vuole capire che le nostre ragioni vanno ben oltre le sue, dovendo pagare giorno per giorno le conseguenze dei provvedimenti presi dal governo in carica. Tutto ciò che uscirà da questo governo nei mesi o forse negli anni a venire, grazie al suo voto, sarà considerata una sua colpa.  Lei non è Santa Maria Goretti che si deve immolare per il bene supremo. Lei è un servitore dello stato e del popolo che l'ha eletto e quindi deve seguire la volontà dei suoi elettori, non per vincolo di mandato, ma per serietà e onestà intellettuale, votando contro. Se invece è convinto di stare al suo posto per scelta divina e di poter fare ciò che le pare, forse è arrivato per lei il momento di togliere il disturbo.

Flavio Berlanda

 
Risposta di Casini
 
Caro Flavio, ho letto con attenzione le Sue considerazioni.
Questa sera, nella trasmissione "Otto e mezzo" con Giuliano Ferrara, spero di dare risposta anche ai Suoi ulteriori dubbi.
Cordiali saluti
Pier Ferdinando Casini

TORNA ALL'INIZIO

 

GRILLO CONFERMA

 
Postata sul sito di Beppe Grillo

05 gennaio 2006

 

          Trovo molto interessanti i nasi rossi di Berlusconi ed i manifesti di Forza Italia (che ho trovato sul tuo sito). Interessanti e confortanti poiché se questi sono i problemi dell'Italia sono sempre più convinto di vivere in un paese benestante e privilegiato. Se poi il nostro Beppe volesse veramente occuparsi di ciò che sta a cuore a "tutti gli italiani" gradirei un commento sull'incarico affidato a Fassino di seppellire D'Alema e sulle attività extrapolitiche del Fassino stesso.
          O forse ciò lo costringe a riconoscere la sua ingenuità?

Flavio Berlanda

 
Commento sul post: NIENTE PAURA, HAI LETTO BENE.

TORNA ALL'INIZIO

 

RECLAMI INVIATI AL CORRIERE DELLA SERA

 

LETTERA ALLA REDAZIONE

14 gennaio 2005

 

Spett.le Corriere della Sera,

mi sono permesso di inviare alcune lettere dove esprimevo il mio parere su alcune questione trattate dal vostro giornale. Non ho ancora avuto il piacere di poterle leggere.

Mi è venuto il dubbio che fossero un po' "scomode", ma poi ricordando le tante cazzate che pubblicate credo che le mie possano rientrare nella categoria.

Del resto sono un vostro lettore da sempre proprio perchè posso sentire tante campane ed io sono abituato a creare le mie opinioni autonomamente.

Poi ho pensate che non fossero correttamente compilate e quindi cestinate per questo motivo. Forse manca la città da cui scrivo.

Rimedio subito all'errore: (nome e indirizzo)

Per evitare altri inconvenienti metto anche il numero di telefono: ..............................

Se occorre sono disponibile ad inviare anche copia di un documento e codice fiscale.

Così sarà chiaro che non ho problemi a confermare in qualsiasi sede ciò che penso.

Ora per vostra memoria allego nuovamente le mie ultime lettere con la preghiera di pubblicazione.

(Allegate lettere del 03 - 09 -11 -12 gennaio 2005)

 
LETTERA A SERGIO ROMANO

02 febbraio 2005

 

Egr. Signor Romano,

dopo numerosi tentativi di pubblicazione di mie opinioni indirizzate a lettere@corriere.it, oggi provo a scrivere direttamente al suo indirizzo e-mail sperando di aver miglior fortuna.

Sono un lettore del Corriere da sempre poiché lo ritengo il quotidiano più equilibrato sul mercato e sono sempre stato convito che avrebbe ospitato un po' tutte le opinioni. Evidentemente le mie non sono state gradite non so da chi e nemmeno il perchè.

Comunque oggi ci riprovo, poiché vorrei ribadire la mia convinzione che le leggi, in molti casi, non vengono applicate ma interpretate. Ne ho avuto conferma dalle diverse conclusioni a cui sono arrivati i nostri Giudici sulle responsabilità di alcuni immigrati extracomunitari in merito alla loro assoluzione ed al successivo rinvio a giudizio per attività legate all'arruolamento di guerriglieri ovvero di terroristi. C'è stato un evidente contrasto interpretativo delle leggi. Eppure sia il Gip di Milano che quello di Brescia hanno applicato lo stesso codice penale, ma con risultati diametralmente opposti. Quindi interpretazioni personali, strumentali ed anche politiche.

 Quando un giudice necessita di giustificare una sentenza discussa, normalmente afferma di essersi solamente attenuto all'applicazione della legge. Ma ormai queste affermazioni lasciano molti dubbi nell'opinione pubblica. E quanto sopra ne è prova lampante.

Forse la tanto paventata riforma giudiziaria non potrà essere peggiorativa all'attuale situazione. La cerimonia dell'apertura dell'anno giudiziario conferma questa necessità. Certo dovrà essere fatta con il buon senso, ma senza dover a tutti costi preservare dai cambiamenti privilegi, corporazioni e diritti acquisiti.

Cordiali saluti

PS: Non so se le lettere da me precedentemente inviate sono giunte alla sua lettura. Ne allego comunque alcune per sua conoscenza.

(Allegate lettere del 12 - 27 - 28 - 31 gennaio 2005)

 
LETTERA DI RISPOSTA

02 febbraio 2005

 
From: Frigerio Iside
Wednesday, February 02, 2005 3:42 PM
 

Gentile signor Berlanda, innanzi tutto la ringraziamo per averci scritto e per l'attenzione con cui ci segue.

Ci permettiamo di farle presente che i suoi interventi sono molto interessanti, ma non adatti a una rubrica che tratta soprattutto temi di cronaca e molto poco argomenti di politica. Inoltre le sue lettere sono troppo lunghe e trattano più temi contemporaneamente. Poiché ogni giorno riceviamo centinaia di lettera mentre lo spazio è molto limitato, la selezione è quindi <spietata> ed è giocoforza dare la preferenza a testi di poche, pochissime righe.

Voglia scusarci. Con i migliori saluti

Iside Frigerio - Lettere al Corriere

 
GRAZIE DELL’ATTENZIONE  

02 febbraio 2005

 

Gent.ma Signora,

la ringrazio per la briga che s'è presa nello scrivermi, evidentemente al di la dello specchio c'è qualcuno.

Mi scuso per la veemenza dei miei scritti che, per dire il vero, mi sembravano troppo corti. Forse nella mia presunzione ritengo di poter scrivere qualche lettera degna di pubblicazione. Ma giustamente lei mi direbbe (come anch'io obietto a chi critica i nostri governanti) di candidarmi a fare il giornalista. E' una vocazione che non ho mai avuto (sono sempre stato un imprenditore) e le mie esternazioni sono, a parte mia moglie, l'unico modo per poter esprimere delle opinioni che nel mio lavoro (mi occupo di prodotti per l'estetica) non sono adeguate.

Avendo già avuto il privilegio di essere pubblicato ai tempi del Dr. Mieli, credo che non rinuncerò a questa mia brutta abitudine. Vorrà dire che d'ora in poi considererò le lettere al Corriere come le schedine del Superenalotto (che non gioco mai). Scriverò solo su argomenti che proprio mi fanno drizzare i capelli e poi vi leggerò ogni giorno per vedere se ho avuto fortuna.

Di nuova grazie dell'attenzione.

TORNA ALL'INIZIO

 

CONCERTO LIVE 8           Megaconcerto e la fame … 

 
lettera pubblicata da

3 luglio 2005

 

Leggendo le cronache dei concerti Live 8 ho trovato un accenno relativo al rimborso spese dei cantanti: Ma come? Questi chiedono ai governi di cancellare i debiti dei paesi poveri (sono soldi nostri prestati che non verranno restituiti), di contribuire alla raccolta di fondi per gli stessi paesi e poi non si accollano neanche le loro spese personali?

Ma non provano un po' di vergogna? Forse è meglio che continuino a cantare lasciando risolvere i problemi dell'Africa innanzitutto agli africani e poi ai governi che soli possono attuare una politica internazionale a loro favorevole, senza tante piazzate.

Flavio Berlanda - Bologna

 
Risponde Mattìas Mainiero
Sull'argomento sono giunte numerose lettere, più o meno tutte dello stesso tono.
Riassumiamo in due parole: FESTIVAL DELL'IPOCRISIA

 

Questi megaconcerti assomigliano un po' a certi circoletti di nobildonne. Le gentili vegliardo sì riuniscono in un salotto, si battono il petto, versano qualche lacrima, raccolgono vecchi stracci e li consegnano alla parrocchia per farli girare al centro tal dei tali. Così, riescono a trascorrere un pomeriggio che altrimenti non avrebbe senso, consumano qualche pasticcino in compagnia e si sentono buone e brave.

Ovviamente, spesso neppure si chiedono cosa ne farà la signora barbona o senzatetto che dir si voglia di un paio di scarpe con tacco alto sei o sette centimetri. Non va, e non ha senso alcuno, se non quello di farsi un po' di pubblicità a spese di chi non riesce neanche a mangiare (o di sbolognare, facendoci pure la figura del benefattore, un paio di scarpe non più alla moda che altrimenti resterebbe ad ingombrare l'armadio).

Riesce a trovare qualcosa di più ipocrita, più basso, più sconveniente? lo sì: i grandi vertici mondiali contro la fame nel mondo, la sete, la desertificazione, l'Aids e le mille pestilenze che distruggono l'Africa. Indigestioni di chiacchiere con contorno di piccole e grandi mostruosità.

Di fronte alla nostra redazione romana c'è il negozio di Brioni, famosissimo sarto della Capitale. Roba di superclasse, e supercostosa, ovviamente. Gli impiegati (reddito fisso e medio) si mantengono alla larga: questione di portafoglio. Dovrebbe vedere la fila di pezzi grossi dell'Africa durante i megasummit. Arrivano a Roma per chiedere soldi per il loro popolo disastrato, e non mancano mai di fare un salto da Brioni o nella famosa boutique del centro: camicette e pantaloncini di lusso per i figlioli, tailleur per la moglie, doppiopetto o petto singolo per loro. Souvenir da mille e una notte per chi viene a discutere di povertà. Uno di quei tailleur potrebbe sfamare un africano per un anno.

Chi paga? Non lo so. So che lo spettacolo è indecente, proprio come certe performance canore di chi si esibisce per il bene dell'Africa e sta attentissimo al rimborso spese e al bene personale. Ma la demagogia, lo sappiamo, è dura a morire, ancora più dura se porta acqua al mulino dì qualche vecchia gloria canora che per far parlare di sé non esita a prendete in giro milioni e milioni di uomini affamati.

 
Leggi la realtà della situazione africana in "AFRICA AIUTI INUTILI"

TORNA ALL'INIZIO

 

L'OMBRA DEL POTERE

 
LETTERA A MANUALI.NET - RASSEGNA STAMPA

24 settembre 2005

 

Nella vostra ultima mail ho letto l'interessante Rassegna stampa di Luigi Manzo con la citazione del libro "sobrio, preciso e meticolosamente documentato" L'Ombra del Potere di cui ho potuto apprezzare grandi verità. (documenta la vita di Berlusconi)

Mi chiedo ora se mi potete indicare un libro di più ampio respiro che parli delle nefandezze perpetrate contro l'umanità dagli esecutori dell'ideologia comunista negli ultimi cento anni.

Vi ringrazio anticipatamente.

 
LETTERA DI RISPOSTA

24 settembre 2005

 

Buongiorno,
il libro è stato recensito perché è stato pubblicato in Italia e da quando il sig. Berlusconi l'ha enunciato, le sue vendite su internet sono state triplicate (caso passato sotto silenzio nella stampa ufficiale", per non parlare di TG).

Riguardo le parole usate sono le stesse utilizzate e virgolettate (io uso citare senza inserire  commenti personali, se non necessari) dalla recensione di IBS.it. Comunque non si preoccupi, le farà certamente piacere che recensiremo prossimamente anche un libro sulle nefandezze che lei cita. 

Accettiamo anche suggerimenti, basta che sia distribuito su IBS.IT, o dalla stessa Bol.com (casa  editrice del sig. Berlusconi). Come vede noi non operiamo censure, al contrario, come le dicevo, di telegiornali ed affini in questa epoca. 

Cordiali saluti. Luigi Manzo

 
LETTERA DI REPLICA

24 settembre 2005

 

Egr. Signor Luigi Manzo,

la ringrazio della cortese risposta e mi fa piacere apprendere che lei stia facendo il suo mestiere e  non propaganda politica. Il sono iscritto a Manuali.net e intendo continuare a farlo poiché lo ritengo non il portavoce di qualcuno ma un sito che si occupa di informatica.

Come lei ammette il libro ha raggiunto lo scopo: vendere. Ritengo infatti che se ci fossero questi precisi documenti che testimoniano un reato, dovrebbero essere consegnati alla magistratura non ad  un editore.

Se Berlusconi è colpevole, paghi. Altrimenti è solo businnes. Dal momento che lei è super partes, la invito a pubblicare una recensione sulla biografia di Mussolini che Libero regalerà ai suoi lettori.

        

TORNA ALL'INIZIO

 

STOP AL CORRIERE DELLA SERA

 
LETTERA AL DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA

08 marzo 2006

 
Alla c.a. Signor Mieli
Egregio direttore,

la informo che sono un lettore del Corriere da trent’anni poiché lo considero il quotidiano italiano più equilibrato e meno politicizzato. L’ho sempre difeso da chi lo voleva schierato spiegando che ospitava pezzi di vari orientamenti: il meglio per potersi creare una opinione personale.

Oggi leggo il suo articolo che si augura la vittoria della sinistra e la considero una grave caduta di stile. Logicamente lei può votare chi le pare a titolo privato, ma il suo ruolo di direttore esige il rispetto dei lettori. Non dimentichi che il suo compito primario è quello di far vendere il giornale e non di divulgare il suo “pensiero”.

Dice di esprimersi a titolo personale ma usa il “noi”, pur dichiarando di non impegnare il corpo di editorialisti e commentatori. Quindi il suo è un plurale majestatis, prova che la presunzione ha portato in superficie la stupidità. 

Certe prese di posizione sono accettabili dagli opinionisti, ma non dal direttore che, a mio parere, dovrebbe rimanere super partes.

Penso che smetterò, a malincuore, di acquistare il Corriere e mi auguro lo facciano altri lettori, almeno finché lei ne sarà direttore.

Mi aspetto comunque che in caso di successo elettorale della destra lei, coerentemente, rassegni le dimissioni. 

Saluti

 

PS: Certamente questa lettera non approderà nella pagina dei lettori, a conferma di quanto sopra scritto.
 
LETTERA DI RISPOSTA DI PAOLO MIELI

09 marzo 2006

 

Caro lettore,

La ringrazio per la e-mail e per l’opinione ancorché critica che ha voluto esprimere.

Spero che con un’ulteriore riflessione Lei possa apprezzare una scelta di trasparenza che accomuna il Corriere a tutti i più grandi giornali del mondo libero. E questo le assicuro conta più di un’indicazione di voto per Berlusconi o Prodi.

        Un cordiale saluto.

                                               Paolo Mieli

 
NOTA: Da oggi in poi non ci saranno più lettere pubblicate dal Corriere della Sera poiché, coerentemente con quanto sopra scritto, ho smesso di comperare il Corriere, almeno fino a quando non cambierà qualche cosa nella sua direzione.
 
A distanza di mesi, alla luce degli ultimi sviluppi, ho nuovamente scritto al Corriere
LETTERA ALLA REDAZIONE DEL CORRIERE    Mielilungimiranza

23 agosto 2006

 

Spett.le Redazione, 

sono un ex lettore del Corriere a causa della presa di posizione del vostro direttore in occasione delle ultime elezioni.

In risposta al mio netto dissenso avevo ricevuto questa lettera (vedi sopra)

A distanza di tempo ed alla luce di "ulteriori riflessioni" e dei fatti recenti, sono arrivato alla conclusione che la lungimirante presa di posizione del Signor Mieli, oltre alla perdita di lettori a favore di Libero e del Giornale (ed io sono uno di loro) si è risolta con uno schiaffo in faccia da parte di coloro che aveva contribuito ad eleggere (Padoa Schioppa non è stato eletto, ma Visco la pensa come lui). Complimenti.

Se a questo aggiungiamo la sua attuale precaria posizione in seno al Consiglio di Amministrazione che, probabilmente, porterà al suo cambio di attività, ho la conferma che la mia affermazione "la presunzione ha preso il sopravvento ..." era più valida della sua giustificazione. Resto quindi in attesa che si compia l'inevitabile per poter essere uno dei pochi che torna sui suoi passi riprendendo ad acquistare il Corriere.

Nel frattempo esorto il Signor Mieli a fare "ulteriori riflessioni" sul suo operato ed a valutare quanto sia stata apprezzata "la trasparenza (?) che accomuna tutti i più grandi giornali del mondo libero". 

Cordiali saluti 

PS: Mi sono visto costretto ad inserire d'ufficio il Signor Mieli nella pagina "La Bilancia..." che ho aperto sul mio sito www.flavioberlanda.net

TORNA ALL'INIZIO

 

BAMBINI DI SINISTRA  - CLAUDIO BISIO

 
LETTERA INVIATA A CLAUDIO BISIO        

05 marzo 2006

 
Carissimo Claudio,

oggi il giornale Libero ha pubblicato una mia lettera che ti riguarda. Siccome, come credo, non avrai occasione di leggerla, poiché le tue letture sono altre, ti invio il testo che sicuramente, con il tuo senso dell'humor, troverai molto simpatica.

Cordiali saluti

Flavio Berlanda - Bologna

(segue il testo della lettera)

"Nel suo spettacolo Bisio ci racconta che i bambini sono di sinistra. Sono d'accordo con lui. Ma li considero di sinistra non solo perchè sono sognatori e pieni di illusioni, ma perchè normalmente i bambini sono egoisti e prepotenti e pensano di avere sempre ragione, di aver diritto a vedere soddisfatte tutte le loro richieste e di poter ottenere ciò che vogliono con la forza o con il ricatto morale. Poi però, con la crescita e la conoscenza, capiscono che non possono avere il mondo come piace a loro, che le cose devono essere meritate e guadagnate e non ottenute con la prepotenza, comprendono che il loro non è l'unico pensiero giusto ma che bisogna rispettare anche i diritti e le opinioni altrui. Diventano insomma adulti consapevoli e responsabili. Ma non tutti purtroppo. Alcuni, come Bisio, non crescono mai e restano per tutta la vita bambini di sinistra."

 
LETTERA DI RISPOSTA DI CLAUDIO BISIO      

05 marzo 2006

 

Grazie per la segnalazione. Mi chiedo soltanto se l’hai spedita anche ad altri giornali che non te l’hanno pubblicata o l’hai mandata direttamente a “Libero”. Ovviamente, conoscendo quel giornale, per loro nel tuo pezzo c’è poca ironia o “senso dell’humor” come lo chiami tu, ma semplicemente polemica e un pizzico di campagna elettorale.

Con affetto, Claudio.

 
LETTERA DI REPLICA A CLAUDIO BISIO    

05 marzo 2006

 

Scusa se mi permetto di replicare alla tua risposta, ma la stessa mi conferma quanto ho precedente affermato. Tu non entri nel merito delle mie affermazioni, ma ti limiti ad un infantile "è stato prima lui".

Con tutta la simpatia che ho nei tuoi confronti vorrei dirti che c'è scarsità di buoni attori comici ed abbondanza di politici stupidi. Ti esorto quindi a continuare nel tuo mestiere ed a lasciar perdere la politica. 

Cordiali saluti

PS: normalmente invio le mie lettere anche al Corriere ma al momento questa non è stata pubblicata.
 
ALTRA LETTERA DI CLAUDIO BISIO     

05 marzo 2006

 

“I bambini sono di sinistra” è una frase che ho preso in prestito da Gianni Rodari, poeta per l’infanzia (e non)... E il monologo, come ben avrai intuito, è una citazione/parafrasi del ben più noto monologo di Giorgio Gaber: “Qualcuno era comunista”. Tutto si può dire di Gaber (io l’ho amato e lo ritengo un maestro) tranne che fosse comunista.

Come vedi io cito poeti, cantautori, comunque artisti, e immodestamente cerco di emularli, e tu mi parli di politica, cosa che non mi appartiene e invece mi risulta “Libero” faccia ampiamente, e non è affatto un demerito, semplicemente è un’altra cosa.

“I bambini sono di sinistra” spettacolo, tra l’altro, ripeteva la struttura di un altro disco che io ho amato: “Storia di un impiegato” di Fabrizio De André, altro poeta per me irraggiungibile, ma al quale penso spesso quando scrivo un mio spettacolo...

Insomma, parla pure male di me e dei miei spettacoli, ma non dire che sono propaganda politica, perché non è così.

Claudio.

 
LETTERA FINALE A CLAUDIO BISIO    

05 marzo 2006

 

Non mi permetto di parlare male di te e dei tuoi spettacoli che trovo anzi divertenti.

Se erroneamente ho ravvisato una forma di propaganda politica di parte, me ne scuso.

Sai, è un luogo comune mai smentito, che la maggior parte delle persone di spettacolo sia di sinistra. Cosa che non ho mai capito, visto che l'individualismo è alla base del loro successo e determinante per la loro carriera. 

In bocca al lupo per il tuo lavoro. 

Flavio Berlanda

TORNA ALL'INIZIO

 

PRODI COMANDA MA NON DECIDE

E I MINISTRI PARLANO A VANVERA

 
Il ministro Alessandro Bianchi ha aperto bocca e ha provocato il finimondo

26 maggio 2006

 
lettera pubblicata da
 

ho letto la prima dichiarazione del neo-ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sull'opportunità di realizzare il Ponte sullo Stretto. Il ministro ha parlato di un progetto «stupido e dannoso». Considerando che si è appena insediato e che probabilmente non conosce a fondo il problema, mi sorprende la sua mancanza di rispetto e la sua superficialità. Mi risulta infatti che tale progetto sia stato approvato e finanziato a livello europeo e che molti specialisti abbiano espresso parere favorevole anche in considerazione del pericolo sismico e dell'impatto ambientale. In conclusione ritengo che in questa faccenda se c'è un fattore "stupido e dannoso", questi sia proprio lui.

 
Risponde Mattias Mainiero
 

Beh, per la verità anch'io penso che il Ponte sullo Stretto sia un'opera costosa e inutile, almeno fino a quando non sarà: accompagnata da una decente rete autostradale e ferroviaria, da acquedotti e da tutto ciò di cui ha bisogno la Sicilia. Ma io parlo a titolo personale, rappresento me stesso.

Se dico che il Ponte non si dovrebbe costruire, che bisognerebbe spendere i (pochi) soldi a disposizione per opere più urgenti, la storia rimane li o al massimo si apre un dibattito fra i lettori.

Alessandro Bianchì è un ministro della Repubblica italiana, e le cose cambiano. Un ministro dovrebbe pesare le parole, sapere che le sue dichiarazioni hanno inevitabili conseguenze. E invece guardi cosa è successo. In tre giorni tre, Bianchi è riuscito ad inanellare tre giudizi uno più dannoso dell'altro. Aveva appena giurato al Quirinale e subito ha cominciato col Ponte che non si deve costruire perché lo dice lui che è un esperto.

E le azioni delle società interessate alla costruzione del Ponte hanno preso una bella botta in Borsa. Poi è passato dal mare al cielo: l'Alitalia non va bene e i vertici dovrebbero essere cambiati. L'Alitalia si è inabissata in Borsa. Infine se l'è presa con le Ferrovie e l’Anas. S'è fatto tutti i trasporti. Non è un ministro, è una valanga di dichiarazioni inopportune.

E gli altri uomini di Prodi non sono da meno.

Rosy Bindi, cattolica, ha detto la sua sui Pacs e si è fatta bacchettare dal Vaticano, Livia Turco, non volendo sfigurare, ha disquisito di pillola abortiva e ha suscitato, un pandemonio. Vincenzo Visco ha esposto i suoi progetti in materia di tasse e prelievi vari e gli italiani sono entrati nel panico. Paolo Ferrero ha smantellato la Bossi-Fini di fatto sostituendola con una sanatoria. Critiche generalizzate.

Alla fine Romano Prodi è stato costretto a correre i ripari: «Cari ministri, tappatevi la bocca». Inutile: la frittata era già fatta e gli italiani avevano già capito. Sintesi del ragionamento popolare: il Professore non se lo fila nessuno, e non perché i ministri, per smania di protagonismo e visibilità, tendono a fare da soli.

Perché questi, caro Berlanda, sono professionisti della politica, sono cresciuti a pane e segreterie, sezioni, circoli, comitati e congressi. Nel loro Dna c'è il gene dell’appartenenza al gruppo e spesso al gruppuscolo. È uomini così rispondono prima al loro partito e poi al premier. Il che significa che Prodi comanda, ma non decide. E significa anche che il governo della serietà, smaltita l'euforia iniziale, sarà serio e puntuale soprattutto nei litigi.

Vuole una previsione? Niente Ponte di Messina. Prima dei progetti a cadere sarà il governo.

TORNA ALL'INIZIO

 

QUANTO CI COSTANO LE GUERRE???

Dal blog di BEPPE GRILLO di Brooklyn

 
Quanto spendiamo NOI ITALIANI per le missioni militari? - Marcello Pamio e Rosanna Sapori -    19 maggio 2006
 

Tutti sono a conoscenza che il mondo sta passando oggi una profonda e generalizzata crisi economica! Qui nel Bel Paese i segnali di tale disagio sono lapalissiani: aste di BOT disertate da risparmiatori e addetti ai lavori (segnale inquietante che sta a indicare la perdita di fiducia nei confronti di uno stato insolvente), il debito in costante crescita che preoccupa non solo gli osservatori europei ma costringe addirittura le agenzie di rating a minacciare il nostro declassamento. Nell'Eurolandia, qualche economista parla addirittura di un'uscita dell’Italia dalla zona euro, o tuttalpiù della suddivisione dell'Europa in due zone distinte: una con l'euro forte (con Germania, Francia, ecc.) e l'altra con l'euro debole (con Spagna, Italia, ecc.)

Questo tanto per farvi comprendere qual è la situazione economica odierna! Ma non è una cosa misteriosa questa, visto che sempre più famiglie non arrivano a fine mese! Per non parlare del caro-benzina o caro-petrolio che sta provocando la lievitazione dei prezzi dei trasporti e dei prodotti al consumo (quasi tutto viaggia su gomma). E' d'obbligo a questo punto aprire una parentesi geopolitica, perchè se nei prossimi giorni la colazione anglo-israelo-americana farà quello che i poteri forti stanno chiedendo loro di fare: l'intervento armato in Iran, sicuramente la benzina a 1,3 euro per litro sarà un triste ricordo. L'Iran è un membro dell'OPEC e in caso di attacco ingiustificato potrebbe chiudere i propri rubinetti, provocando un aumento devastante del costo del greggio. (continua)

 
LETTERA INVIATA
 

Carissimi Marcello e Rosanna,

scorrendo il blog di Grillo ho letto del vostro gruppo di Brooklyn e mi ha incuriosito il pezzo riguardante le spese di guerra.

Immagino che voi viviate in USA perchè dipingete una situazione italiana in piena crisi economica con famiglie alla fame che io, che ci vivo, non vedo.

In un primo momento ho pensato che foste i soliti disfattisti che parlano a vanvera, ma poi ho pensato che forse era meglio rassicurarvi per non farvi vivere con questa angosciante convinzione.

Per quanto invece riferite sulla situazione a livello internazionale, non c'è dubbio che ci sia da preoccuparsi, ma mi sembra che stiate scambiando le parti. Come sapete il costo del petrolio è pari a zero per cui sarebbe da valutare seriamente l'ipotesi di dare termine a questo ricatto da parte dell'OPEC che dura da un secolo. Visto che siete in vena di calcoli, mi sapete dire quanti miliardi di miliardi di dollari hanno incassato i paesi arabi da quando il petrolio è diventato una merce e quanti di questi sono stati utilizzati per migliorare il tenore di vita delle rispettive popolazioni o per le popolazioni sottosviluppate del resto del mondo? E' cosa nota che con i petroldollari si stanno comprando un po' alla volta tutto l'occidente. E quello che avanza lo usano per distruggere le nostre istituzioni. Pensate che il disarmo sia la soluzione migliore?

Dal tono con cui scrivete ho l'impressione che non abbiate tanti anni e tanta esperienza. Forse vi farebbe bene conoscere le realtà di cui parlate in modo diretto e personale. Chissà che possiate scorgere un altro punto di vista.

Dite che i soldi che si spendono per gli eserciti potrebbero essere impiegati meglio? Certamente. Ma questo problema esiste fin dal primo insediamento umano della preistoria. Non si attendeva voi per farlo conoscere. Se si considera che nei millenni abbiamo avuto anche persone molto intelligenti e responsabili ed ancora il genere umano sperpera per questo ingenti patrimoni, significa che non è stato trovato niente di meglio. Le armi e la guerra sono state inventate dall'uomo per difendersi ..... dalla natura umana, che non sempre ne ha fatto buon uso.

Se però voi oltre ad insegnare agli altri ciò che debbono fare siete in grado di fare personalmente qualche cosa per migliorare la situazione mondiale, coraggio, dedicateci la vita e chissà. Altri ci hanno provato con modesti risultati. Forse voi potreste essere gli eletti. 

Cordiali saluti

Flavio Berlanda - Bologna

 

PS: In Italia al momento non abbiamo gente che a fine mese chiede un pezzo di pane per strada. Il caro benzina non ha impedito a milioni di stolti di intasare le autostrade nei fine settimana vacanzieri. I BOT sono debiti dello stato fatti quando i nostri governi potevano spendere senza limiti, coprendo i debiti con quei pezzi di carta. Se ora non li comprano forse significa che non conviene perchè il rendimento è quasi a zero. Sembra che l'ottanta per cento degli italiani sia proprietario della casa in cui abita. Questi sono beni di investimento, non i BOT. E se proprio non riescono a venderli, meglio. Incomincino a ridurre gli sprechi e a eliminare i migliaia di parassiti mantenuti dalla comunità e con i pezzi di carta ci si puliscano il .....

TORNA ALL'INIZIO

 

IL PENSIERO EBRAICO

 
Articolo pubblicato sul sito del Gruppo Studi Ebraici di Torino
 
UN VOTO RESPONSABILE

Nell’ultimo numero di Hakeillah abbiamo invitato i nostri lettori a negare le loro fiducia ad una maggioranza che per cinque anni ha dedicato la maggior parte del suo tempo a tentare di distruggere lo Stato di diritto e a delegittimare la magistratura.

Non possiamo ora che esprimere la nostra soddisfazione per l’esito di una campagna elettorale nella quale abbiamo visto in pericolo i nostri diritti fondamentali: quei diritti che ci eravamo conquistati nel Risorgimento, che sono stati riconquistati con la Resistenza e con la Costituzione del 1948 e che l’esito delle elezioni del 9-10 aprile di quest’anno ha consolidato.

Ritorneremo ancora in futuro su questo tema che ci ha visti in prima linea nella battaglia elettorale e che ci vedrà ancora in prima linea nella battaglia in difesa della Costituzione che il Parlamento ora sciolto avrebbe voluto cancellare e in difesa della laicità dello Stato che i laici devoti del centro destra avrebbero voluto calpestare.

 

NOTA: "Ha Keillah" (La Comunità) è un bimestrale, organo del Gruppo di Studi Ebraici di Torino, che si occupa di vita, storia, pensiero, tradizioni, istituzioni, cultura ebraica.

 
Lettera inviata alla COMUNITA’ EBRAICA       

10 giugno 2006

 

Una lettera pubblicata sul quotidiano Libero mi ha indotto a visitare il vostro sito ed in particolare a leggere gli articoli Daienu? di Emilio  Jona e Un voto responsabile di H.K. Io sono da sempre filo israeliano e cerco di difendere la causa ebraica da tutti i pregiudizi e dalla falsa informazione. Sono anche sempre stato convinto che le fondamenta della cultura ebraica non abbiano nulla da condividere con l'ideologia comunista. Ma leggendo quegli articoli mi sembra di scorgere un fanatismo che avevo riservato ai palestinesi ed ai terroristi. Che mi sia sbagliato? Non oso pensare che le aberranti farneticazioni del nazismo abbiano avuto qualche fondamento. Trovo perciò del tutto assurdo l'osannare alla conquista del potere in Italia della coalizione che comprende i partiti comunisti di estrema sinistra. Come voi ben dovreste sapere, il comunismo ha preceduto Hitler nella persecuzione degli ebrei ed i partiti di sinistra sono decisamente dalla parte dei palestinesi. Vi auguro di non scoprire mai cosa si nasconde sotto la facciata di buonismo che maschera i partiti di estrema sinistra. So che questa lettera mi attirerà i vostri insulti, ma spero sempre che il buon senso e la riflessione, uniti ad un approfondimento della storia meno superficiale, porti per lo meno alla moderazione. 

Cordiali saluti

Flavio Berlanda - Bologna

TORNA ALL'INIZIO

 

GRILLO DAL DIPENDENTE PRODI

 
Titolo apparso sul sito internet WEBMASTERPOINT    

12 giugno 2006

   
Beppe Grillo consegna a Prodi un documento realizzato dagli utenti di Internet con numerose richieste. E Romano Prodi lo prende sul serio...
 
Lettera inviata a WEBMASTERPOINT
 

Lei veramente crede a quello che scrive, oppure è un riporto di routine?

Le dico questo perché del fatto che Prodi lo abbia preso sul serio, dubito molto.

Sappiamo che quando non è infastidito, dà ascolto seriamente a tutte le istanze con un faccione molto compunto, dando l'impressione all’interlocutore di trovarsi davanti alla persona giusta.

Logicamente Prodi, nella sua immensa presunzione, considera Beppe Grillo non molto di più di un pagliaccio e lascerà decantare la sua iniziativa fino al completo oblio.

A quel punto mi piacerebbe vedere Grillo a licenziare Prodi e la sua compagnia comunista.

Finalmente potrebbe toccare con mano e con faccia cosa si cela dietro il buonismo dei compagni. 

Cordiali saluti

Flavio Berlanda - Bologna

 
Risposta di WEBMASTERPOINT 

13 giugno 2006

 

Buongiorno,

mi sono limitato a riportare un fatto di cronaca, così come hanno fatto altri giornali come il Corriere della Sera o La Stampa.

Se nei miei articoli dovessi scrivere che cosa penso delle persone riceverei una querela alla settimana.

La ringrazio per avermi scritto

 

Michele Basso (Direttivo Provinciale Forza Italia  - Udine) :-)

 
Replica a WEBMASTERPOINT   
 

Egr. Signor Basso, 

le avevo scritto di impulso per la frase "E Romani Prodi lo prende sul serio..." perchè mi sembrava un elogio alla serietà dello stesso.

Mi sono sbagliato. Vedo dalla sua firma che partiamo dallo stesso punto di vista e questo mi fa piacere. 

Cordiali saluti 

Flavio Berlanda - Bologna

TORNA ALL'INIZIO