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FALSE PROMESSE
AMBIENTALISTE
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gennaio 2010 |
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Sulla questione energetica emergono
periodicamente PAROLE
D'ORDINE che vengono ripetute
normalmente a vanvera. Pochi si chiedono se
queste tesi hanno un reale fondamento.
Trent’anni fa la P AROLA
D'ORDINE
era
ENERGIE ALTERNATIVE. Oggi possiamo
constatare che quella speranza si è
dimostrata fallimentare. Infatti
da allora il contributo da quelle energie è
diminuito: la produzione di
elettricità da alternative è passato, nel
mondo, dal 22% nel 1980 al 18% oggi; e, in
Italia, dal 27% nel 1980 al 18% oggi.
E ciò a dispetto della poderosa crescita
degli impianti alternativi, eolici e
fotovoltaici, la cui potenza installata, in
questo lasso di tempo, è stata decuplicata
per i primi e raddoppiata per i secondi.
Come mai? Perché per ragioni tecniche,
peraltro abbastanza banali, le tecnologie
alter- native sono un colossale fallimento,
idea che nessuno sembra voler afferrare.
Una decina d’anni fa la PAROLA
D'ORDINE
era IDROGENO:
non ci voleva molto a capire che anche
quella sarebbe morta presto, sempre per
ragioni tecniche, una delle quali, di nuovo,
molto banale: l’idrogeno non esiste sulla
Terra. L’idrogeno è infatti morto: perfino
Obama, l’uomo dei sogni, ha cancellato tutti
i programmi che lo riguardano.
Più
recentemente stati in molti a riempirsi la
bocca di un'altra PAROLA
D'ORDINE: MIX. Secondo i fautori del
mix,
tutte le tecnologie dovrebbero contribuire
alla produzione. A nessuno viene in mente
che le tecnologie fallimentari andrebbero
escluse, soprattutto se oltre ad essere
fallimentari sono anche costose. Ogni
impegno su eolico e fotovoltaico (Fv), in
particolare, andrebbe sospeso: questi
impianti costano un occhio della testa
(l’eolico il doppio e il Fv 20 volte di più
di un impianto nucleare) ma, soprattutto,
sono inutili. Non a caso il loro contributo
nel fantomatico
mix
è inferiore all’1% per l’eolico e inferiore
allo 0.001% per il Fv. E già così è
incalcolabile il danno che la loro presenza
sta facendo. Un
mix
di produzione elettrica che sia razionale è
così fatto: dopo aver massimizzato la
produzione da idroelettrico (tenendo conto
cioè dell'orografia locale), la produzione
elettrica dovrebbe essere soddisfatta da
nucleare e da carbone.
Il gas e il petrolio sono risorse preziose
che è un crimine bruciare per produrre
elettricità.
Ciò nonostante gran parte dell'opinione
pubblica è contraria al nucleare, anche se
gli sta bene comperare l'energia nucleare in
Francia a prezzo raddoppiato.
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PROMEMORIA CATASTROFISTA |
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Per i distacco di un iceberg
più grande del solito Al Gore disse che lo
scioglimento dell'Artico era un fenomeno
irreversibile e che il Polo si sarebbe
sciolto entro il 2008.
Gli orsi, a causa dello
scioglimento delle placche, stanno
annegando.
Le temperature miti nella
penisola di Kamtchatka confermano l'avanzata
del riscaldamento globale.
Pecoraro Scanio disse che il
livello dei mari si sarebbe alzato di
diversi metri in cinque anni. |
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NULLA SI E' AVVERATO |
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Gli
scienziati non credono più all'effetto serra
GLOBAL WARMING |
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LA NATURA DECIDE NON L'UOMO |
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Il professor Antonio Zichichi
in un articolo sul protocollo di Kyoto,
sottolinea che l’effetto serra è un benefico
fenomeno naturale che permette la vita sulla
terra, e precisa che il contributo
dell’anidride carbonica (CO2) è piccolo, al
punto che se anche la si eliminasse
completamente, l’effetto serra rimarrebbe al
93%. Il maggior contributo, secondo opinione
condivisa dagli scienziati ma ignorata dai
media, viene dal vapore acqueo, presente in
concentrazione circa 10 volte superiore. A
questo si aggiungono altri gas tra cui il
metano, proveniente dall’attività agricola e
biologica. Alla CO2 viene quindi attribuito
dal prof. Zichichi un contributo del 7%. Ma
attenzione: di questo 7%, solo il 3,5% è
frutto dell’attività umana. Se ne
deduce che l’uomo contribuisce per il
7%x3,5% ossia solo per il 0,245%
all’effetto serra.
Questa percentuale, che trova
altre conferme, deriva dall’attività
economica necessaria alla sopravvivenza
della nostra civiltà, ed in condizioni
normali tenderebbe ad aumentare,
considerando che alcuni miliardi di persone
non usano ancora automobili ed
elettrodomestici, né sembra giusto
impedirglielo. Ma anche prendendo per buone
le ragioni di taluni ambientalisti, gli
obiettivi del protocollo di Kyoto, a carico
solo di alcuni paesi, si traducono in una
riduzione di circa il 2,5% di questa già
minima percentuale. E quindi l’impatto
sarebbe all’incirca dello 0,006%.
Ma non è tutto. Bisogna
osservare che la CO2 atmosferica fa parte di
un ciclo complesso di equilibri, di cui è a
sua volta una frazione piccolissima,
solamente l’1%. Gli altri serbatoi naturali
sono gli oceani, con il 78%, i sedimenti
fossili, con il 22%, e la biosfera naturale
con il 6%. Le acque contengono minerali,
quali il sodio, il calcio, il magnesio, che
fissano la CO2 dando luogo a carbonati e
bicarbonati. Per le dinamiche
dell’equilibrio, un aumento della CO2
atmosferica provoca un maggior assorbimento
da parte delle acque, che in questo modo
agiscono da equilibratore naturale. Comunque
i contributi di origine antropica sono
talmente piccoli da essere ininfluenti sulla
composizione delle acque, e non
distinguibili nel contesto delle variazioni
naturali che sono di qualche ordine di
grandezza più rilevanti. Bisogna anche
sottolineare che i dati caratteristici del
clima e della composizione atmosferica sono
stime di massima, in una situazione
caratterizzata da una estrema variabilità.
Ma allora quali sono le cause
dei cambiamenti climatici? L’unica risposta
possibile è che sono le stesse che hanno da
sempre causato i cambiamenti climatici
terrestri fin dalle più lontane ere
geologiche, quando l’uomo o non era ancora
presente, o viveva ancora un’epoca
pre-industriale senza produrre emissioni di
CO2 rilevanti.
Agli scienziati seri l’ardua
risposta. Certamente le variazioni
dell’attività solare, unica fonte di calore
per la Terra, non possono essere
ininfluenti. Queste variazioni sono
evidenziate dalle macchie solari, ed hanno
un comportamento ciclico. Anche in tempi
storici si sono succedute grandi e piccole
glaciazioni. Ci furono periodi di clima più
mite, come tra il 1000 ed il 1200, quando in
Groenlandia pascolavano gli armenti dei
Vichinghi, in Inghilterra si coltivava la
vite ed i ghiacciai alpini erano quasi
spariti. Con grande vantaggio e prosperità
per gli abitanti, e scarsa influenza sul
livello del mare: Venezia, Napoli, Pisa non
furono certo sommerse. Il clima più caldo
offre grandi vantaggi per l’umanità. Ma le
previsioni umane sono difficili; nel 1975 si
paventava addirittura il ritorno di un’era
glaciale!
Bjorn Lomborg, professore di
statistica e di scienze politiche
all'Università di Aarhus, Danimarca, è
fondatore del Copenhagen Consensus, un
gruppo di economisti di massimo livello
compresi quattro premi Nobel (vedi
Stiamo Freschi, Mondadori). Secondo
Lomborg per soddisfare al protocollo di
Kyoto il mondo dovrebbe pagare circa 180
miliardi di dollari annui per 50 anni, per
ottenere solamente un ritardo di qualche
frazione di grado dell’aumento di
temperatura del pianeta. Il Copenhagen
Consensus per contro ha redatto una
classifica delle priorità globali, valutando
anche l’opportunità di successo a fronte
della spesa effettuata. In questa classifica
i provvedimenti di Kyoto occupano gli ultimi
posti. Ai primissimi posti ci sono la lotta
alle malattie, alla denutrizione, seguite
dallo sviluppo di tecnologie agricole ed
idriche. Questi problemi causano milioni di
morti, e potrebbero essere affrontati con
una spesa relativamente piccola rispetto
alle enormi cifre previste dal Protocollo di
Kyoto. Ad esempio, l’Europa ha stanziato 300
milioni di Euro per mandare sotto terra le
emissioni di CO2 delle centrali elettriche,
e sulla base delle considerazioni precedenti
c’è da credere che l’effetto sarà
praticamente nullo. Ebbene, con la stessa
cifra si potrebbero salvare subito 300.000
persone dalla morte per AIDS o per
denutrizione.
Queste considerazioni
potrebbero portare ad un rilancio di un
programma che, superato Kyoto, si prenda
veramente cura dei poveri della terra. Una
opportunità di svolta per l’Italia e per
l’Europa, ma anche una grande opportunità
per i governi dei paesi del Sud del mondo,
che potrebbero aprire un tavolo di confronto
molto più costruttivo e promettente. |
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Scritto
da Corrado Fronte
martedì 13 gennaio 2009
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SCIENZIATI SCETTICI |
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dicembre 2008 |
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Un rapporto del Senato Usa
evidenzia il boom degli studiosi, tra cui
anche Nobel, scettici sull'esistenza del
riscaldamento globale. |
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Sono saliti da 400 ad oltre
650, da un anno fa, gli scienziati scettici
sulla diretta responsabilità dell'uomo nel
global warming. Un rapporto della minoranza
del Senato Usa, uscito in contemporanea con
la Conferenza dell'ONU che si è tenuta in
Polonia in questi giorni, raccoglie tutte le
critiche e le prese di distanza dalla
religione laica del profeta Al Gore,e tra i
nuovi firmatari ci sono anche vari studiosi
che avevano partecipato all'IPCC dell'ONU (Intergovernmental
Panel on Climate Change). Come si ricorderà,
il Nobel era stato condiviso da Al Gore
proprio con l'IPCC. |
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A parte le occasionali
controtendenze che escono dalla cronaca,
come i record di freddo polare di questi
giorni o il fatto non proprio trascu-rabile
che il 2008 sarà in media più freddo del
2007, si intensificano le prese di posizioni
che respingono il verbo dell'IPCC. Dal
Report Usa, secondo vari scienziati russi è
da rigettare «la pura idea che il biossido
di carbonio possa essere responsabile per il
global warming».
All'ultimo Congresso
Internazionale dei geologi, tenutosi in
Norvegia in agosto, due terzi degli
intervenuti alle discussioni si sono
espressi per mettere in dubbio le paure che
legano il caldo all'opera dell'uomo. Anche
la American Physical Society ha di recente
ammesso che esiste «una considerevole
presenza» di scienziati scettici, mentre un
team internazionale di studiosi ha
contrastato di petto l'IPCC dell'ONU
dichiarando che «la Natura, non l'attività
umana, governa il clima».
L'India, che è terza nel
produrre gas accusati di provocare il global
warming dopo la Cina (al primo posto) e
l'America, ha pubblicato una sua ricerca che
sfidale conclusioni catastrofiste sul
riscaldamento globale. |
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Un gruppo che si raccoglie
sotto la sigla di Scienziati Internazionali
ha richiesto che l'IPCC dell'ONU «cessi le
sue pratiche ingannevoli». E un sondaggio
tra 51.000 studiosi canadesi ha rivelato che
il 68% di loro non è d'accordo che la
questione del global warming sia chiusa dal
punto di vista scientifico, come asserisce
Al Gore. Le testimonianze critiche di
professori e tecnici del clima e della Terra
sono innumerevoli, anche se i media
preferiscono ignorarle. Un "collega" del
politico americano nel vincere il Nobel, il
fisico Ivar Giaever, ha detto «io sono uno
scettico... il global warming è diventata
una nuova religione».
E la scienziata
dell'Atmosfera Joanne Simpson, prima donna a
ricevere la laurea in Meteorologia, ex
ricercatrice per la Nasa e autrice di 190
ricerche per le quali ha meritato
l'inserimento tra le 100 personalità
maggiori della scienza nell'ultimo secolo,
ha dichiarato con malizia: «Siccome non sono
più affiliata con alcuna organizzazione e
non sto ricevendo alcun finanziamento posso
parlare in modo franco. Come scienziata io
resto una scettica». I modelli e le
previsioni dell'IPCC sono «scorretti perché
basati solo sui modelli matematici e
presentano risultati e scenari che non
comprendono, per esempio, l'attività
solare», è la conclusione di Victor Manuel
Velasco Herrera, dell'Università Nazionale
Autonoma del Messico.
Su modelli matematici e
proiezioni dei computer, è bene ricordare,
si erano basate le banche per valutare i
rischi dei bond legati ai mutui sub
prime.... |
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EFFETTO DESERTIFICAZIONE |
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Da tempo i profeti di
sventura parlano di desertificazione in
atto. Al momento però questi sono i
soli dati certi:
Dal 1982 al 1999 boschi e foreste sulla
Terra sono aumentati del 6%.
Per l'anno 2000 erano stati previsti otto
miliardi di abitanti sulla Terra con
conseguente moria di interi popoli per fame.
Nel 2007 siamo arrivati solo a 6 miliardi di
abitanti.
Per il Mediterraneo era previsto un aumento
del livello con conseguente inabissamento
della pianura padana. Sembra invece che
l'Adriatico sia calato.
Negli ultimi dieci anni le temperature medie
dell'intero pianeta non sono aumentate di un
decimo di grado.
I ghiacci delle calotte polari sono ancora
li ed in alcune zone stanno aumentando di
volume. |
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DUE SOLI RISULTATI CERTI |
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Tutta questa disputa porta
solo a due certezze:
Nessuno è in grado di
dimostrare le sue previsioni: Alcuni
scienziati descrivono l'evoluzione del clima
mondiale nei prossimi cento anni solo perché
non possono essere smentiti che fra cento
anni.
La seconda certezza è che Al
Gore, dopo il fallimento nella scalata alla
Casa Bianca, ha trovato il sistema di
campare sull'ottusità del prossimo. Più o
meno come fanno maghi e fattucchiere. Prima
ha intascato il malloppo del 50% del premio
Nobel, poi si è garantito per anni dei lauti
compensi per le conferenze che terrà in
tutto il mondo. |
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SIAMO CERTI CHE LA TERRA HA NOTATO LA NOSTRA
PRESENZA? |
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Ricordiamoci dove viviamo.
Viviamo sul terzo pianeta di un Sole di
media grandezza. Il nostro pianeta ha cinque
miliardi di anni, e durante tutto questo
tempo ha continuato a cambiare
costantemente. L'atmosfera attuale della
Terra è la terza in ordine di tempo.
La
prima atmosfera era composta da elio e
idrogeno. Si è dissipata in fretta perché il
pianeta era molto caldo. Poi, quando il
pianeta si è raffreddato, eruzioni
vulcaniche hanno prodotto una seconda
atmosfera fatta di vapore e anidride
carbonica. In seguito, il vapore acqueo si è
condensato, formando gli oceani che coprono
la maggior parte del nostro pianeta. Poi,
intorno a tre miliardi di anni fa, alcuni
batteri si sono sviluppati tanto da arrivare
a consumare l'anidride carbonica e a
produrre un gas altamente tossico:
l'ossigeno. Altri batteri rilasciavano
azoto. La concentrazione atmosferica di
questi gas ha cominciato lentamente ad
aumentare. Gli organismi che non sono stati
in grado di adattarsi sono morti.
Nel frattempo, le terre emerse galleggiavano
su enormi placche tettoniche, unendosi in
configurazioni che interferivano con la
circolazione delle correnti oceaniche. Per
la prima volta ha cominciato a far freddo.
Il primo ghiaccio è comparso due miliardi di
anni fa.
E
per gli ultimi settecentomila anni il nostro
pianeta ha attraversato un'era glaciale,
caratterizzata da avanzate e ritirate del
ghiaccio. Nessuno sa esattamente perché, ma
ogni centomila anni il ghiaccio ricopre il
nostro pianeta, con piccole avanzate ogni
ventimila anni o giù di lì. L'ultima
avanzata è stata ventimila anni fa, quindi
la prossima è imminente.
E anche oggi, dopo
cinque miliardi di anni, il nostro pianeta
continua a essere incredibilmente attivo.
Abbiamo cinquecento vulcani, e un'eruzione
ogni due settimane.
I terremoti si
susseguono continuamente: un milione e mezzo
l'anno, di cui uno con un'intensità pari a 5
gradi della scala Richter ogni sei ore, e
uno ancor più forte ogni dieci giorni. Ogni
tre mesi uno tsunami attraversa l'Oceano
Pacifico.
La
nostra atmosfera è violenta quanto la terra
sottostante. In qualsiasi momento ci sono
millecinquecento tempeste elettriche che
attraversano il pianeta. Ogni secondo undici
fulmini si abbattono sul terreno. Ogni sei
ore un tornado attraversa a tutta velocità
la superficie terrestre. E ogni quattro
giorni, una gigantesca tempesta ciclonica,
di centinaia di chilometri di diametro,
spazza l'oceano lasciando dietro di sé una
scia di devastazione.
Le
piccole e perfide scimmie che si chiamano
esseri umani non possono far altro che
correre a nascondersi. Per quelle scimmie
credere di poter governare, questa atmosfera
è un estremo atto di arroganza. Non possono
controllare il clima.
La
realtà è che scappano dalle tempeste.
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Dal libro "stato di paura" di Michael
Crichton |
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MEGLIO OGM
FREE? NO! |
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chi non li vuole uccide il "made in
Italy" |
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«Il cibo
naturale non è mai stato naturale. E nessun
prodotto tipico è tipico.
I verdi non
capiscono ciò che era già chiaro a Giacomo
Leopardi nel 1824»
«O
l’agricoltura sarà geneticamente modificata
o non sarà»
E' quanto
afferma il
professor Francesco
Sala, biotecnologo vegetale. E prosegue:
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«I prodotti tipici non so- no mai stati
tipici e il NATURALE non è per nulla
naturale. Fermare gli Ogm significa
cancellare il made in Italy. È come se si
costringesse la Fiat a costruire auto prive
di tutto ciò che è stato inventato negli
ultimi 30 anni, dall’Abs al navigatore
satellitare. Gli anti Ogm questo stanno
facendo: uccidono l’agricoltura italiana,
che o sarà geneticamente modificata o non
sarà. Lavorano - senza saperlo, mi auguro -
proprio per le multinazionali che affermano
di combattere, come la Monsanto, e anche per
la lobby chimica che impesta l’ambiente di
insetticidi, fungicidi, diserbanti,
fertilizzanti. Stanno ripetendo l’errore
compiuto nel 1948, quando gli avversari
dell’innovazione andavano nel bresciano a
bruciare le coltivazioni dei loro colleghi
che avevano messo a dimora il mais ibrido
F1, lo stesso con cui oggi si prepara
l’ottima polenta che piace tanto al ministro
Zaia» (contrario agli OGM). |
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A favore del professor Sala depone il
curriculum: laureato due volte (farmacia e
scienze biologiche), è stato il primo in
Italia, fin dal 1980, a occuparsi con
sistematicità degli organismi geneticamente
modificati, per 13 anni al Cnr (Consiglio
nazionale delle ricerche) e poi insegnando
botanica generale e biochimica vegetale
all’Università di Par- ma e alla Statale di
Milano. In cattedra fino al 2008, ha diretto
i tre orti botanici del capoluogo lombardo e
a 71 anni continua le sue sperimentazioni in
quello di Cascina Rosa. È responsabile di un
progetto di ricerca Italia-Cina, finanziato
dal ministero dell’Ambiente, sulla sicurezza
ambientale delle piante Ogm. Con le
modifiche genetiche ha aiutato i cinesi a
sconfiggere gli insetti parassiti del riso e
del pioppo. Loro si sono sdebitati
nominandolo
guest professor
della Chinese academy of forestry di Pechino
e docente ad honorem della Nanjing forestry
university di Nanchino. |
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Che cos’è un Ogm?
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«Un organismo in cui è stato introdotto
stabilmente un frammento di codice genetico
isolato da un altro organismo vegetale».
«Ribadisco: al 100% vegetale. Il resto è
fantasia. Vero che fra uomo e scimmia vi è
solo una differenza genetica dell’1,64% e
che uomo e pianta hanno il 40% dei geni in
comune. Ma sarebbe difficilissimo e
costosissimo cercare altrove ciò che già si
può trovare nel Dna delle piante. E comunque
guardi che vegetale non è sinonimo di sano.
Le faccio un esempio. Il basilico appena
spuntato contiene metil-eugenolo, una
sostanza estremamente cancerogena. Quindi
chi volesse prepararsi un pesto alla
genovese strappando le foglioline da una
pianta alta 2-3 centimetri si esporrebbe a
gravi rischi, visto che contiene 600 volte
la dose massima consentita dalla farmacopea
degli alimenti. Nel basilico alto 10
centimetri sparisce il metil e resta solo
l’eugenolo, che è innocuo». |
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«Nel mondo (mentre la nostra ricerca è
bloccata) oltre 3 miliardi di individui
producono e mangiano Ogm e 7 dei 27 Paesi
dell’Unione europea li coltivano, la Spagna
addirittura da un decennio».
«I verdi (che
dicono di difende il cibo naturale) non
sanno di che parlano. Il pomodoro del loro
orto è il risultato della ricerca fatta
nell’ultimo secolo dai genetisti agrari
italiani, che erano all’avanguardia nel
mondo. Ficchiamoci bene in testa un
concetto: le piante che crescono spontanee
sono una cosa, quelle coltivate un’altra.
Persino Giacomo Leopardi, nelle
Operette morali, anno 1824, scriveva
che "una grandissima parte di quello che noi
chiamiamo naturale, non è, anzi è piuttosto
artificiale" e citava "i campi lavorati, gli
alberi e le altre piante educate e disposte
in ordine". I verdi questo non lo capiscono.
Loro sostengono che siccome in Italia
c’erano 400 qualità di mele, mentre adesso
se ne contano tre o quattro, gli Ogm
sarebbero il colpo di grazia alla
biodiversità».
«Ero riuscito a salva- re il melo della
Val d’Aosta, coltivato fin dal Medioevo e
decimato dal maggiolino
Melolonta melolonta
che si ciba delle sue radici. Avevo
introdotto nell’apparato radicale un gene
che rendeva la pianta immune dal coleottero.
Solo la radice, badi bene, era Ogm. Il
tronco e il frutto non contenevano nessun
gene esogeno. Niente da fare: le hanno
considerate mele Ogm e quindi proibite».
«Il consumatore compra solo le golden
delicious e le red stark col bollino, che
però subiscono 34 trattamenti chi- mici
l’anno per risultare così belle e così sane.
Si torna al punto di partenza: i prodotti
tipici non sono affatto doni della natura.
Il grano duro, il riso Carnaroli, la vite
Nero d’Avola, il pomodoro San Marzano, il
basilico ligure, la cipolla rossa di Tropea,
il broccolo romanesco sono stati ottenuti
con gli incroci e con la mutagenesi sui
semi. La quale si fa con mutageni fisici,
tipo le radiazioni nucleari e i raggi gamma,
o chimici, tipo l’etil-metan-sulfonato e
l’acido nitroso, che sono cancerogeni».
«L’agricoltura è sempre stata protesa ad
aumentare la produttività e a migliorare la
qualità. Ma le varietà coltivate non durano
in eterno. Vengono attaccate dai parassiti:
funghi, batteri, virus, insetti. Oggi il 25%
del raccolto di Carnaroli, il riso più
pregiato, viene distrutto dal
Magnaporthe grisea, un fungo
che aggredisce foglie e pannocchia.
Basterebbe inserire un gene che gli
conferisca resistenza all’attacco fungino.
Una celebrità nazionale come il San Marzano,
indispensabile su spaghetti e pizza,
rappresentava il 20% della produzione di
pomodoro in Campania. Un virus l’ha
distrutto. Oggi è sceso a meno dell’1%.
Prima dei divieti del 1999 era stato
sperimentato in campo un ottimo San Marzano
Ogm che resisteva al virus. Si poteva
salvarlo».
«Niente a confronto con quello che è
accaduto al golden rice, il riso Ogm del
professor Ingo Potrykus, un mio caro amico
tedesco che presentai a Papa Wojtyla e che
ora siede nella Pontificia accademia delle
scienze. Contiene la provitamina A che
diventa Vitamina A nel corpo umano.
Mangiandolo, milioni di bambini africani
potrebbero salvarsi dalla cecità. Ma i
fondamentalisti di Greenpeace lo bloccano da
dieci anni. Ingo ne ha 76. "Prima di morire,
spero di vederlo in produzione", mi ha
detto. A un convegno ho chiesto a uno dei
caporioni di Greenpeace per quale motivo
fosse contrario. La risposta è stata: "Se
apriamo a un Ogm, poi passano tutti". Non
gliene fregava niente che fosse un riso
sicuro».
«Non vi è un solo studio al mondo che
documenti un presunto danno arrecato dagli
Ogm. E per studio intendo la pubblicazione
dei dati su una rivista scientifica
qualificata, la loro discussione e la loro
riproduzione in altri laboratori. Le rare
ricerche che paventavano un qualche rischio
non hanno mai superato il successivo stadio
di validazione».
«Aggiungo che nel 2001, dopo 15 anni di
studi costati 70 milioni di euro, l’Unione
europea ha emesso una nota ufficiale nella
quale si afferma che l’indagine svolta da
400 gruppi di ricerca pubblici "non ha
mostrato alcun nuovo rischio per la salute
umana o per l’ambiente", semmai "diventano
sempre più evidenti i benefici di queste
piante". Il 93% della soia importata in
Italia è Ogm, per cui latte, parmigiano
reggiano, grana padano, prosciutto crudo di
Parma, salumi e carni già adesso provengono
da animali alimentati con soia geneticamente
modificata. Allora perché rinunciare a una
vite Ogm con un alto contenuto di
resveratrolo, sostanza naturale che combatte
l’aterosclerosi e protegge il cuore? Invece
ci beviamo insieme col vino una spremuta di
antiparassitari. Il futuro del cibo
biologico è solo negli Ogm».
«È dal 1945 che i contadini italiani
comprano la semente dell’ibrido F1 dalla
Monsanto piuttosto che dalla Syngenta. Mica
per altro: produce il 30-40% di mais in più.
I semi Ogm potrebbero benissimo provenire
dalle università italiane, senza dover
dipendere dall’estero. Io ci ho parlato con
Hugh Grant, presidente della Monsanto. Mi ha
spiegato che a loro interessano solo mais,
soia, cotone e orzo Ogm, neanche il riso,
perché, nonostante 3,8 miliardi di asiatici
lo mangino, i volumi di esportazione sono
troppo bassi».
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«Infatti sono stati i nostri laboratori
di ricerca molecolare a produrre e a
sperimentare in campo 24 spedi vegetali Ogm
resistenti a insetti, erbicidi, funghi e
virus - dalla patata al ciliegio, dalla
melanzana alla fragola - ai quali la
Monsanto non sarà mai interessata. La verità
è che le multinazionali traggono profitti
enormi dal blocco degli Ogm in Europa,
perché in questo modo possono capitalizzare
i risultati delle loro scoperte e non devono
confrontarsi con la ricerca pubblica. Quindi
se io Hugh Grant darei un premio al
presidente della Fondazione diritti
genetici, Mario Capanna, contrarissimo agli
Ogm, che di fatto è il suo miglior alleato.
Anche se fossi presidente della Bayer darei
un premio all’ex sessantottino come
Benemerito della chimica in agricoltura. Le
statistiche parlano chiaro: gli unici Paesi
dove da 10 anni sta diminuendo l’uso di
fitofarmaci sono quelli che hanno introdotto
gli Ogm. Viceversa dove gli Ogm sono
proibiti, il commercio di veleni è in
costante crescita».
«I dati che ho io dicono che il 50%
degli agricoltori è contro gli Ogm e il 50%
è pro, se non altro perché un ettaro di mais
Ogm rende 266 euro in più. A parte questo,
una ricerca promossa da Gianni Alemanno,
all’epoca ministro dell’Ambiente, avversario
degli Ogm, dimostra che il polline del
granoturco vola al massimo fino a 20-30
metri. Basterebbe una distanza di sicurezza
di 50 metri per evitare qualsiasi
commistione. Il polline di riso ha due ore
di vita e non va oltre i 40 centimetri. Il
camminamento fra una risaia e l’altra già
impedirebbe lo scambio».
L’Eco di Bergamo
ha lanciato un sondaggio on line sul
tema: «Mangeresti la polenta Ogm?».
Fino a
ieri avevano votato in 1.487. SI 67%, NO 33%».
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SI AGLI OGM |
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lettera pubblicata da da Libero il 7/3/2010 |
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oggi ho visto una
inchiesta al TG dove venivano intervistati
dei clienti di un mercato ortofrutticolo.
Veniva loro chiesto che cosa sono gli OGM.
Quasi nessuno lo sapeva spiegare, ma in
linea di massima erano comunque contrari.
Eppure la risposta era
molto semplice: tutti i prodotti esposti,
frutta e verdura, sono prodotti
geneticamente modificati. I prodotti
cosiddetti naturali sono quelli selvatici,
che come tutti sanno, danno scarso
nutrimento e sono pure malaticci.
Se non ci fossero state
le mutazioni genetiche fatte dall’uomo, oggi
probabilmente il genere umano si sarebbe già
estinto per fame. Anche coloro che sono
contrari agli OGM mangiano quotidianamente
alimenti vegetali modificati dall’uomo. Ciò
che oggi troviamo in tavola è frutto di
manipolazioni centenarie che hanno
cominciato con incroci ed innesti per
passare a trattamenti chimici ed approdare
ai giorni nostri alle modificazioni
genetiche in laboratorio.
Quindi niente di nuovo,
solo un processo più attuale e controllato.
Voglio ricordare che dal 1948 in Italia si
coltiva il mais ibrido, ovvero manipolato e
modificato geneticamente.
Ora i grandi difensori
del nostro patrimonio ortofrutticolo
rischiano di farci arrivare alla stessa
situazione dell’energia nucleare. Gli altri
la producono e noi la comperiamo a caro
prezzo.
Ora che l’Europa ha
autorizzato la coltivazione di una patata
OGM per farne mangime si sta diffondendo il
panico. Ma dov’è la novità? Già da anni
importiamo una soia geneticamente modificata
per l’alimentazione degli animali da
allevamento.
Per cui latticini,
insaccati e carni già adesso provengono da
animali alimentati con OGM.
Mi piacerebbe quindi fare
una domanda ai difensori del cosiddetto
“naturale”. Che cosa significa
naturale?
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