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LE PARTI IN ROSSO SONO STATE TAGLIATE DALLA REDAZIONE E NON PUBBLICATE

 

LETTERA A COSSIGA

17 dicembre 2007

 

Egr. Signor Cossiga, Presidente Emerito,

vorrei pubblicamente ringraziarLa per il Suo voto che ha permesso al governo Prodi di ottenere la fiducia in Senato e conseguentemente rimanere in carica. Tempo addietro aveva affermato categoricamente che i senatori a vita, non eletti dal popolo, non avrebbero mai dovuto interferire con le scelte politiche del Parlamento. Oggi ha cambiato opinione o meglio ha rinnegato i suoi principi. Conoscendo però la sua intelligenza, sono propenso a credere che questa sua caduta di dignità non sia dovuta ad un rinnegamento o ad una momentanea incapacità di intendere dovuta all’età avanzata. Credo faccia parte di un suo piano politico inteso a mantenere in carica l’attuale governo con il preciso scopo di far pagare fino in fondo agli italiani le conseguenze della scellerata scelta di affidare la gestione dell’Italia a quella compagine di cattocomunisti capeggiata da Prodi.

Il suo messaggio occulto è certamente rivolto in particolare alla parte di votanti, ben definita da Berlusconi, che ancora crede, nonostante un secolo di prove contrarie, che il comunismo sia portatore di equità sociale e di benessere.

Convengo con Lei che non sia ancora giunto il momento di cambiare questo governo perché molti di coloro che lo hanno votato sono ancora oggi convinti che i veri problemi dell’Italia non siano le tasse sempre più invadenti, i costi della vita sempre più alti, gli stipendi sempre più bassi, le aziende che chiudono perché non c’è nessuna protezione contro le importazioni indiscriminate, l’invasione di extracomunitari, la criminalità sempre più aggressiva, il denaro degli italiani speso per mantenere zingari ed immigrati clandestini, il denaro pubblico sperperato per mantenere fannulloni e parassiti, le spese per opere pubbliche mai terminate, le voragini in cui confluisce il denaro per tenere in vita aziende fallite da anni, le orde di dipendenti pubblici mantenuti a fronte di servizi da terzo mondo.

No, per costoro il vero problema dell’Italia è sempre il conflitto di interessi e le leggi ad personam di Berlusconi.

Ebbene fin che ci sarà gente così miope è bene che l’attuale governo resti in carica per continuare nella sua opera devastatrice. Dovremo scendere ancora qualche gradino dal livello di progresso e di benessere conquistato a duro prezzo dai nostri genitori prima che la maggioranza degli italiani capisca che è semplicemente demenziale credere che certi mestieranti della politica siano li per fare gli interessi della povera gente o addirittura in grado di donarci “la felicità”. Questi al massimo sono capaci di distribuire una manciata di euro come la carità data ad un mendicante oppure di incantare gli ingenui con “lenzuolate” liberalizzatrici che in realtà mascherano l’intento opposto è cioè il sistema di controlli personali che assomiglia sempre di più a quello utilizzato nei paesi dell’est Europa sotto il regime sovietico (già oggi per versare o prelevare in banca o alla posta, anche cifre irrisorie, bisogna presentare documenti e codice fiscale).

Questi emeriti c..., di cui fanno parte anche i preti che hanno vigorosamente sollecitato il voto alla sinistra, cominciano appena a rendersi contro che il nostro paese, grazie alla politica di ottusa accoglienza, si sta trasformando in una terra senza pace e serenità dove imperversa sempre più una delinquenza spietata e cattiva, dove sono in aumento omicidi, rapine e stupri e dove la gente, soprattutto nelle grandi città ha paura ad uscire di sera e percorrere le strade che anni fa erano piene di vita e del tutto sicure.

Ritengo, come probabilmente ha concluso anche Lei, Emerito Presidente, che sia necessario continuare ancora per un po’ lungo questa strada prima di arrivare alla consapevolezza che non si costruisce nulla basandosi su utopie ideologiche soprattutto quando questi concetti vengono portati avanti da personaggi che vivono agiatamente nei privilegi mentre si stanno dissipando le risorse del paese.

Quindi, se ne avrà occasione, Le raccomando di votare ancora a favore del governo Prodi, almeno fino a quando non troverà della gente all’uscita di Palazzo Madama che la coprirà di insulti e le lancerà delle monetine.

Questo sarà il segnale che la misura è stata colmata ed è giunto il momento di cambiare.


 
FINI E' NERVOSO

6 dicembre 2007

 

Nell'intervista concessa a Libero Gianfranco Fini si è lasciato sfuggire una frase che denota chiaramente il nervosismo che lo pervade. Mi riferisco alla sua paura di un ritorno alla prima repubblica quando, dice, si cercavano alleanze a 360° con esclusione del PCI.

Forse non ha presente che nella seconda è saltata anche questa barriera. Ormai le alleanze vengono fatte non solo con i comunisti ma anche con tutta la marmaglia estremista di sinistra. Quindi un simile ritorno non sembra del tutto negativo.

Sono però convinto che in realtà il suo nervosismo sia causato dalla fuga di elettori verso Storace e verso il nuovo partito di Berlusconi che gli farà perdere la doppia cifra alle prossime elezioni.

 


COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO?

2 dicembre 2007

 

Nella mia casella di posta elettronica è arrivata una email che spiega come ridurre il prezzo della bensina alla metà del prezzo corrente. Ecco il testo:

IMPORTANTE !!! - LEGGI ATTENTAMENTE Dal Blog di Beppe Grillo parte un'altra iniziativa... (quella precedente era abolire il costo di ricarica delle schede telefoni che prepagate...... con ottima riuscita!!!!) Provare non costa nulla!!!!!!!!!!!! Giratela ognuno ad almeno 10 contatti, grazie mille!!!! COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO? Anche se non hai la macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici. Benzina a metà prezzo? Diamoci da fare... Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro potere nei confronti delle compagnie petrolifere. Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.50 Euro al litro. UNITI possiamo far abbassare il prezzo muovendoci insieme, in modo intelligente e solidale. Ecco come.... La parola d'ordine è “colpire il portafoglio delle compagnie senza lederci da soli”. Posta l'idea che non comprare la benzina in un determinato giorno ha fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per noi, si tratta solo di un pieno differito, perché alla fine ne abbiamo bisogno!), c'è un sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in tanti. Petrolieri e l'OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo che varia da 0,95 e 1 Euro al litro sia un buon prezzo, ma noi possiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per loro è circa la metà. I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle aziende: bisogna usare il potere che abbiamo. La proposta è che da qui alla fine dell'anno non si compri più benzina dalle 2 più grosse compagnie, SHELL ed ESSO, che peraltro ormai formano un'unica compagnia. Se non venderanno più benzina (o ne venderanno molta meno), saranno obbligate a calare i prezzi. Se queste due compagnie caleranno i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi. Per farcela, però dobbiamo essere milioni di NON-clienti di Esso e Shell, in tutto il mondo. Questo messaggio proviene dalla Francia, è stato inviato ad una trentina di persone; se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a, diciamo, una decina di amici, siamo a trecento. Se questi fanno altrettanto, siamo a tremila, e così via.................. Di questo passo, quando questo messaggio sarà arrivato alla 'settima generazione', avremo raggiunto e informato 30 milioni di consumatori! Inviate dunque questo messaggio a dieci persone chiedendo loro di fare altrettanto. Se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare circa trecento milioni di persone in otto giorni! E' certo che, ad agire così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare? Chi se ne frega per un po' di bollini e regali e baggianate che ci vincolano a queste compagnie.

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COMMENTO: Premesso che non credo si possa attribuire a Grillo l’eliminazione del costo delle ricariche telefoniche, visto che lo ha imposto il governo, e che probabilmente con la variazione della durata dello scatto il costo delle telefonate non varia, vorrei esaminare le possibilità che l’azione collettiva proposta possa portare al DIMEZZAMENTO DEL COSTO DELLA BENZINA.

Vediamo come è ripartito il costo della benzina:

- 64,93% allo Stato (48,26 di tasse e 16,67 di IVA).

- 23,16% dato dal costo internazionale per il prodotto senza piombo.

- 9,11% l’utile delle compagnie petrolifere

- 2,9% l’utile dei Gestori.

Da questa tabella risulta già evidente che non è assolutamente possibile dimezzare il costo della benzina forzando la mano alle Compagnie. Questo perché: Il Gestore non può calare il prezzo più di un punto percentuale (1/2 centesimi di euro) Il Petroliere potrebbe arrivare a due/tre punti (3/5 centesimi di euro) Il costo internazionale segue le oscillazioni a livello mondiale e, vista la crescente richiesta, l’unica variazione potrà essere in aumento (la soglia dei 100 dollari a barile è vicina). Resta dunque il vero responsabile del costo altissimo del carburante. Lo STATO. Quanto è tassata l’energia nel nostro paese? Almeno il 30% in più rispetto al resto d’Europa, eccezion fatta per la Danimarca (che ha ben altri ritorni alla comunità). Le entrate fiscali legate ai consumi di energia (elettricità, gas, carburanti) sono infatti pari a 241 euro per tonnellata equivalente di petrolio. Utilizzando questa unità di misura, la tassazione italiana risulta superiore del 30 per cento rispetto alla media europea, del 19,3 rispetto alla Germania, del 36,2 rispetto alla Francia e addirittura del 63,9 per cento rispetto alla Spagna.

Non dimentichiamo che sul costo della benzina gravano oltre alle imposte le seguenti soprattasse: (ripartizione accise benzina - allegato B dei resoconti degli Atti Parlamentari della XIV legislatura seduta della Camera dei Deputati del 17 marzo 2004)

1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;

14 lire per la crisi di Suez del 1956;

10 lire per il disastro del Vajont del 1963;

10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;

10 lire per il terremoto del Belice del 1968;

99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;

75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;

205 lire per la missione in Libano del 1983;

22 lire per la missione in Bosnia del 1996;

39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

Totale 486 lire, cioé 0,25 euro.

Successivamente si è aggiunta anche l'accisa per il riammodernamento degli autobus inquinanti del trasporto pubblico del 2005. Con questo fardello che il nostro Stato si porta dietro, il governo, per voce di Bersani, vorrebbe imporre una riduzione sugli utili di Gestori e Petrolieri con l’ultimatum “Non accetteremo scuse”. Una bella faccia tosta per chi non intende abolire neanche la sopratassa per la guerra d’Abissinia. Questo elenco di anacronistiche soprattasse dovrebbero essere i primi costi da eliminare da parte dello stato visto che le emergenze per cui erano stati applicati sono terminate da tempo. Cosa chiaramente impossibile data la cronica ricerca di entrate da parte delle istituzioni per sostenere le loro spropositate spese di gestione e foraggiare gli enormi sprechi di denaro pubblico di cui abbiamo quotidianamente notizia.

Forse il nostro Grillo parlante, ma poco pensante, dovrebbe fare proposte più sensate anziché indurre “milioni di persone” ad intraprendere iniziative del tutto demagogiche e totalmente inutili.


BENIGNI POETA SUBLIME

1 dicembre 2007

 

Apprendo dall'articolo di Gnocchi che Roberto Benigni possa essere considrato un poeta sublime ed un discreto sciupafemmine. Io ero rimasto a Televacca, la trasmissione di Benigni in cui si eprimeva con dei testi alquanto grevi. Poi ricordo la poesia sulla madre di Berlusconi ma non rammento altre sue creazione poetiche. Anche la Divina Commedia, recitazione di cui mena vanto, sembra sia opera di Dante. Sui suoi rapporti con le femmine oserei direi che sia in grado di sciuparle solo a condizione di cadere loro addosso oppure che le malcapitate abbiano seri problemi di vista.

Tutto ciò per dire che per me la patina artistica copre la realtà di un personaggio che si è sempre rivelato per ciò che è: un cialtrone.


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