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LE PARTI IN ROSSO SONO STATE TAGLIATE DALLA REDAZIONE E NON PUBBLICATE

 

DESPERATE HOUSEWIFE (casalinga disperata)

30 aprile 2009

Da velina a first lady - quando i soldi danno alla testa 

 

Si dice che il buon imprenditore è quello che sa scegliere bene i propri collaboratori. Se così fosse, si può dire che Silvio Berlusconi è un buon imprenditore perché il suo successo professionale testimonia che ha saputo ben scegliere.

Anche lui però, come tutti del resto, può eccellere in alcune cose e peccare in altre. Ebbene, se gli si può attribuire una scelta sbagliata, a mio parere ha fatto un errore nel scegliere moglie.

Le esternazioni di Miriam Raffaella Bartolini in Berlusconi, in arte Veronica Lario, mi hanno proprio fatto cascare le braccia.
Lei critica, o meglio condanna, la possibilità che suo marito candidi persone dello spettacolo alle elezioni europee dimenticando le sue origini di attricetta senza futuro e soprattutto discriminando le donne di spettacolo in quanto tali. Sarebbe stata più credibile se avesse dato un parere sulla loro preparazione e le loro capacità di affrontare un incarico europeo e non su cosa fanno per vivere.

Si presume che anche lei, se non sposava Berlusconi, sarebbe finita nelle retrovie. Anche la sua storia a ben vedere è quella di una velina diventata first lady, di una cenerentola diventata principessa.

Eppure in passato abbiamo avuto tra gli eletti a pieno diritto pornodive, trasgender, pregiudicati, truffatori, ecc., che non hanno incontrato la sua critica, come mai?

Prestarsi poi al gioco di Repubblica che amplifica anche le scorregge pur di dar contro a Berlusconi, lo considero proprio una offesa nei confronti del consorte. Lei caca sentenze senza beneficio del dubbio e probabilmente senza nemmeno verificare la notizia o meglio il pettegolezzo.

Ha sparato a zero contro il marito, senza preoccuparsi minimamente del danno politico provocato, con l’unico risultato di foraggiare i suoi denigratori e nemici politici che godono di queste dichiarazioni estemporanee sorvolando sul fatto che proprio loro volevano addirittura una legge a favore delle candidate femminili, le cosiddette quote rosa. E ora che si vogliono candidare più donne vanno a discriminarle per la professione e per l’aspetto, alla faccia della Costituzione.

In qualità di primadonna d’Italia avrebbe fatto meglio ad intervenire pubblicamente con una dichiarazione a sostegno dei terremotati o meglio ad andare in Abruzzo, per far vedere che non è solo una mantenuta, o a promuovere una iniziativa adeguata al suo ruolo di moglie del primo ministro. Niente di tutto questo.

Sentire invece la signora che definisce le giovani candidate «Ciarpame senza pudore» porta a pensare: ma da che pulpito viene la predica?
Non ricorda la signora quando, senza pudore, si esibiva in pubblico a seno nudo? Forse la sua nudità è da classificare come espressione d'arte mentre quella delle altre è ciarpame?

 
 
 

Chissà perché, ho l’impressione che la signora Bartolini stia occupando un posto che non merita. O meglio, che sputi nel piatto dove mangia.

Consiglio quindi anch’io alla signora Miriam, se le cose stanno come dice, di non consultare il giornale Repubblica ma il suo avvocato, presentando domanda di divorzio. Avrebbe, oltre alla libertà di sparlare, anche una congrua buonuscita e non sarebbe certo più costretta a mostrare le tette in pubblico.

Potrebbe anche candidarsi alle elezioni europee, magari nelle liste di Rifondazione. Li prendono cani e porci, purché portatori di voti.

Tacendo, la signora dava l’impressione di essere una persona seria e riservata, ma aprendo bocca ha confermato purtroppo di essere solo un «pidocchio rifatto»*.

Povero Silvio.

*Un pidocchio rifatto è una persona che sotto l'apparenza snob non riesce a nascondere la sua originaria pochezza, la sua avarizia o la sua rozzezza.

 

BERLUSCONI NON SARA' MAI UN KENNEDY? SPERIAMO.

30 aprile 2009

 

Il caso delle veline che Berlusconi voleva candidare, ma che poi non ha fatto, ha dato la stura ai lamenti di una pletora di puritani bacchettoni.

Non potendo denigrare le veline in quanto tali, poiché hanno gli stessi diritti di ogni altro peones che popola il nostro parlamento, questi novelli Giovanna d’Arco affermano che Berlusconi è un sultano attorniato da concubine che soddisfano la sua insaziabile voglia di sesso.

Questi emeriti critici sono logicamente schierati a sinistra e sono i discendenti di coloro che ne ‘68 erano paladini del sesso libero e allestivano le comuni dove il merlo maschio se le faceva tutte per «soddisfare la sua insaziabile voglia di sesso».
Restano nella storia dell’editoria italiana i film porno che l’Unità allegava alle copie del quotidiano.

Quindi niente di nuovo, solo un vuoto di memoria.
Questa vicenda però mi fa tornare alla mente una dichiarazione di Enzo Biagi: Berlusconi non sarà mai un Kennedy.
Parlava di John Fitzgerald Kennedy, paladino ed icona della sinistra italiana (un po’ meno di quella vietnamita).

 
 

Bene, questi ultimi eventi mi portano a pensare che Berlusconi sia comunque sulla buona strada.
Certo, difficilmente arriverà ad avere per amante una grande star del cinema condivisa con il fratello e probabilmente neanche lo schieramento di amanti, segretarie, attrici che Kennedy poteva esibire nel suo palmares.
Probabilmente non sarà mai neanche chiacchierato per la morte misteriosa dell’amante-star che era diventata troppo ingombrante.

Però, nel suo piccolo, ci sa fare anche lui.

PS: Mi sorge un dubbio. Non è che sotto sotto ci sia un pizzico di invidia?

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